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Come chiedere gli assegni per il nucleo familiare?

13 Settembre 2015
Come chiedere gli assegni per il nucleo familiare?

La domanda al datore di lavoro, il modello e l’autocertificazione, variazioni del nucleo familiare, come viene pagato l’assegno.

In via generale, per ottenere l’erogazione dell’assegno per il nucleo famigliare il lavoratore deve presentare la domanda al proprio datore di lavoro.

Per alcune categorie di lavoratori [1], invece, la richiesta deve essere presentata direttamente all’INPS esclusivamente tramite i seguenti canali: sito www.inps.it; contact center telefonico; patronati.

Come si presenta la domanda

Il lavoratore deve richiedere l’assegno per il nucleo familiare compilando un apposito modello (Mod. ANF/DIP reperibile sul sito internet www.inps.it) nel momento in cui sorge il diritto e successivamente, con periodicità annuale, entro il 30 giugno di ogni anno.

La domanda deve riportare una serie di informazioni che riguardano soprattutto la composizione ed il reddito del nucleo familiare (dati anagrafici del richiedente, composizione del nucleo familiare, dichiarazione dei redditi posseduti dai componenti del nucleo familiare nel periodo di riferimento, indicazioni sullo stato civile e condizioni particolari dei componenti il nucleo che possono determinare l’aumento dei limiti di reddito).

La domanda funge da autocertificazione nei confronti dell’INPS, in quanto contiene tutti i dati che permettono di risalire alle stesse informazioni contenute nello stato di famiglia.

Se la domanda viene respinta, il lavoratore può presentare ricorso in carta libera al Comitato provinciale INPS, entro 90 giorni dalla data di ricezione del comunicato di rigetto.

Nel modulo di richiesta dell’ANF sono incorporate due distinte dichiarazioni di responsabilità:

– quella del richiedente, che attesta che non ci sono altre richieste né corresponsione di altri assegni per le persone componenti il nucleo;

– quella del coniuge del richiedente, che attesta di non aver richiesto alcun trattamento di famiglia per le persone indicate nel nucleo familiare. In assenza di tale dichiarazione è necessaria la preventiva autorizzazione da parte dell’INPS.

Che bisogna fare in caso di variazioni del nucleo familiare?

Il richiedente deve segnalare al datore di lavoro o all’INPS (tramite il Mod. ANF/DIP) – entro 30 giorni dal loro verificarsi – le eventuali variazioni della composizione del nucleo familiare, al fine del ricalcolo dell’importo da corrispondere.

È il caso, ad esempio, del matrimonio, nascita o compimento della maggiore età di un figlio, il lavoratore segnala la variazione del nucleo familiare che comporta riduzione o aumento dell’assegno.

Che bisogna fare in caso di nuovo datore di lavoro?

In caso di cambiamento del datore di lavoro, il lavoratore è tenuto a presentare una nuova domanda con la relativa documentazione (Circ. INPS 16 giugno 2009 n. 81).

Come viene pagato l’assegno?

Il datore di lavoro, dopo aver verificato la sussistenza dei presupposti per il diritto all’assegno per il nucleo familiare, determina l’importo in relazione al reddito ed alla composizione del nucleo familiare.

A tal fine sono predisposte delle tabelle, reperibili sul sito www.inps.it.

I livelli di reddito che danno diritto all’assegno vengono rivalutati annualmente.


note

[1] Orfano o Coniuge superstite, titolari o contitolari di pensione ai superstiti da lavoro, che sia minore di età, oppure maggiorenne nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un lavoro proficuo a causa di difetto fisico o mentale; Coniuge dell’avente diritto all’ANF, se non è titolare di un autonomo diritto o

dei soggetti iscritti alla Gestione separata; Beneficiari di integrazioni salariali pagate direttamente dall’INPS o di prestazioni antitubercolari; Operai agricoli dipendenti a tempo determinato; Dipendenti di aziende boschive; Dipendenti di aziende cessate o fallite; Lavoratori in aspettativa sindacale e politica; Pensionato da lavoro dipendente.

Autore immagine: 123rf com


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