Nuove rateazioni con Agenzia delle Entrate ed Equitalia

13 settembre 2015


Nuove rateazioni con Agenzia delle Entrate ed Equitalia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 settembre 2015



Piani di pagamento a rate per i contribuenti che hanno debiti col fisco: così cambiano le regole per l’avviso bonario, l’adesione e conciliazione, il lieve inadempimento, le cartelle di Equitalia, l’imposta di successione.

Nuove regole per le richieste di pagamenti a rate da parte dei contribuenti che hanno debiti con l’Agenzia delle Entrate o Equitalia (cosiddette rateazioni). Il nuovo decreto legislativo sulla delega fiscale ridisegna la mappa delle dilazioni a seconda del tipo di atto dal quale scaturisce il debito. Vediamo singolarmente tutte le ipotesi.

AVVISI BONARI PER LIQUIDAZIONE E CONTROLLI FORMALI

Per somme fino a 5mila euro derivanti dalla liquidazione automatizzata della dichiarazione e dai controlli formali si può chiedere di pagare in 8 rate trimestrali (attualmente sono 6).

Per somme superiori a 5mila euro, resta l’attuale limite di 20 rate trimestrali.

 

Le rate scadranno l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

 

Entrata in vigore: per il controllo automatizzato delle imposte diritte e IVA, le nuove regole varranno dalle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2014; per il controllo formale a partire dalle dichiarazioni dell’anno 2013; per le tassazioni separate dalle dichiarazioni per l’anno 2012; per le altre tassazioni separate dalle dichiarazioni relative all’anno 2013.

 

ADESIONE E MEDIAZIONE

Per somme superiori a 50mila euro si può chiedere di pagare in 8 o 16 (attualmente sono 12) rate trimestrali.

Entrata in vigore: la nuova regola varrà per tutti gli atti perfezionati dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo.

LIEVE INADEMPIMENTO

Non si decade dalla rateazione per “lievi inadempimenti” relativi a rate non versate di importo modesto a seguito di controllo da parte dell’agenzia delle Entrate.

Si ha “lieve inadempimento” in presenza di due condizioni:

– il ritardo non deve essere superiore a 7 giorni

– l’insufficiente versamento della rata deve rimanere entro una frazione non superiore al 3% del dovuto oppure a 10mila euro.

Entrata in vigore: per il controllo automatizzato delle imposte diritte e IVA, le nuove regole varranno dalle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2014; per il controllo formale a partire dalle dichiarazioni dell’anno 2013; per le tassazioni separate dalle dichiarazioni per l’anno 2012; per le altre tassazioni separate dalle dichiarazioni relative all’anno 2013.

IMPOSTA DI SUCCESSIONE

Si può dilazionare l’imposta di successione, previo versamento di un acconto del 20% dell’imposta liquidata, da pagare entro 60 giorni dal ricevimento dell’atto di liquidazione. L’importo residuo può essere pagato in 8 rate trimestrali oppure 12 per gli importi superiori a 20mila euro.

La dilazione non è possibile se il debito è inferiore a 1.000 euro.

Il “lieve inadempimento” è previsto in 5 giorni e non 7.

Entrata in vigore: la nuova regola varrà per tutti gli atti perfezionati dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo.

CARTELLE DI EQUITALIA

La decadenza dalla reazione scatta dopo il mancato pagamento di 5 rate anche non consecutive (attualmente il limite è invece di 8).

Per somme superiori a 50mila euro documentare la temporanea situazione di difficoltà per le somme superiori a 50mila euro e la decadenza sarà con l’omesso pagamento di 5 rate e non più di otto.

Entrata in vigore: per le dilazioni concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e per i piani di rateazione decaduti nei 24 mesi antecedenti.

NO DILAZIONE SE C’È UNA CAUSA

Non è possibile chiedere la rateazione per gli atti per i quali pende un contenzioso: come noto, infatti, in ipotesi di ricorso, il contribuente deve subito versare 1/3 o 1/2 dell’imposta in contestazione: su tali somme non si può chiedere la dilazione. L’unico modo per ottenerla è di attendere che gli importi passino alla competenza di Equitalia, ma con lo svantaggio di dover poi pagare aggio e interessi (leggi “Ag. Entrate: sanzioni illegittime sul terzo del tributo se fai ricorso”).

LA PRESCRIZIONE

La prescrizione per agire contro la banca è di dieci anni, che decorre, nell’ipotesi i cui i versamenti abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, non dalla data di annotazione in conto di ogni singola posta d’interessi illegittimamente addebitati, ma dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto.

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Vorrei, se possibile, avere una precisazione. Attualmente nelle rateizzazioni con l’Agenzia delle Entrate è possibile saltare il pagamento di una sola una rata.Con due si decade dalla rateizzazione e viene inoltre applicata una sanzione del 30% sul dovuto. E’stata prevista qualche modifica in tal senso?

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