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PCT: deposito telematico di tutti gli atti e attestazione di conformità

14 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 settembre 2015



Le modifiche apportate alla disciplina del PCT prevedono la possibilità del deposito telematico degli atti introduttivi, anche in appello, la sinteticità degli atti, il rinvio a specifiche tecniche per le attestazioni di conformità.

Il Decreto Legge in materia di processo telematico ha subito una serie di modifiche in sede di conversione in legge [1]. Si segnalano in particolare le nuove disposizioni sul processo civile telematico, relativamente al deposito di atti (introduttivi e non), anche in appello, e di attestazione di conformità da parte di difensori, consulenti tecnici, professionisti delegati, curatori e commissari giudiziali.

Deposito telematico di tutti gli atti

Resta fermo il principio generale secondo cui è possibile il deposito telematico anche dell’atto introduttivo o del primo atto difensivo del giudizio: in particolare, si ammette, sia in primo grado che in appello, il deposito telematico di qualsiasi atto da parte del difensore o del dipendente di cui si avvale la pubblica amministrazione per stare in giudizio personalmente.

Potere di autentica e attestazione di conformità

In sede di conversione viene esteso il potere di autentica dei difensori, degli ausiliari del giudice e dei dipendenti che rappresentano la PA in giudizio.

Difatti, secondo il nuovo articolo 16-decies, il difensore, il dipendente di cui si avvale la pubblica amministrazione per stare in giudizio personalmente, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale, quando depositano con modalità telematiche la copia informatica, anche per immagine, di un atto processuale di parte o di un provvedimento del giudice formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme, attestano la conformità della copia al predetto atto.

La copia munita dell’attestazione di conformità equivale all’originale o alla copia conforme dell’atto o del provvedimento.

Dunque, il potere di autentica viene esteso a tutti gli atti (notificati e non), da depositarsi telematicamente.

Quando l’attestazione di conformità si riferisce a una copia informatica, essa è apposta nel medesimo documento informatico. In questo caso, l’attestazione di conformità può alternativamente essere apposta su un documento informatico separato e l’individuazione della copia cui si riferisce ha luogo esclusivamente secondo le modalità stabilite nelle specifiche tecniche fissate dal responsabile per i sistemi informativi automatizzati del ministero della Giustizia.

Se la copia informatica è destinata alla notifica, l’attestazione di conformità è inserita nella relazione di notificazione.

In attesa delle specifiche tecniche sopra citate, si opta nel frattempo per l’esecuzione a mezzo PEC delle notificazioni esclusivamente su duplicati informatici, i quali equivalgono di diritto agli originali e pertanto non hanno bisogno di attestazioni di conformità.

Difatti fino a quando il responsabile per i sistemi informativi non detterà le modalità di attestazione delle copie di conformità, i difensori non potranno attestare la conformità delle copie informatiche su documento separato né potranno notificare tramite PEC atti/provvedimenti su supporto analogico (ad esempio: copie esecutive) in quanto la norma prevede che “se la copia informatica è destinata alla notifica, l’attestazione di conformità è inserita nella relazione di notificazione” e la relata di notifica è atto separato.

 

Viene poi precisato che “I soggetti che compiono le attestazioni di conformità previste dalle disposizioni della presente sezione, dal codice di procedura civile e dalla legge 21 gennaio 1994, n. 53, sono considerati pubblici ufficiali ad ogni effetto”.

Sinteticità degli atti e dei provvedimenti

E’ inoltre previsto che gli atti di parte e i provvedimenti del giudice depositati con modalità telematiche vengano redatti in maniera sintetica. La norma non precisa che cosa si intenda, in termini quantitativi, per sinteticità e non prevede una sanzione in caso di inosservanza. Essa tuttavia sancisce un principio fondamentale per il processo civile, quello della snellezza degli atti funzionale alla chiarezza degli stessi e complessivamente alla celerità del processo, già condiviso più volte dalla giurisprudenza di legittimità.

Copia di cortesia: ritorno al cartaceo?

Al comma 9 dell’articolo 16-bis sono stati aggiunti nuovi periodi in tema di copia di cortesia che hanno destato non poche preoccupazioni tra gli operatori. È infatti sembrato a tutti che la nuova norma sancisse un ritorno al processo cartaceo.

D’altronde le modifiche in questione così recitano: “Fatto salvo quanto previsto dal periodo precedente, con decreto non avente natura regolamentare il Ministro della giustizia stabilisce misure organizzative per l’acquisizione anche di copia cartacea degli atti depositati con modalità telematiche nonché per la riproduzione su supporto analogico degli atti depositati con le predette modalità, nonché per la gestione e la conservazione delle predette copie cartacee. Con il medesimo decreto sono altresì stabilite le misure organizzative per la gestione e la conservazione degli atti depositati su supporto cartaceo a norma dei commi 4 e 8, nonché ai sensi del periodo precedente”.

Il pericolo del ritorno al cartaceo attraverso il deposito obbligatorio della copia di cortesia sembra tuttavia essere scongiurato dato che il Ministero della Giustizia avrebbe dichiarato che il decreto sopra citato non ripristinerà il cosiddetto “doppio binario” telematico-cartaceo, ma si limiterà a disciplinare in via generale e astratta le ipotesi di ammissibilità di acquisizione delle copie cartacee da parte degli uffici di cancelleria.

Processo amministrativo telematico

Resta ferma la data del 1 gennaio 2016 per l’avvio del processo amministrativo telematico. Viene stabilito che “I difensori costituiti, le parti nei casi in cui stiano in giudizio personalmente e gli ausiliari del giudice depositano tutti gli atti e i documenti con modalità telematiche. In casi eccezionali, il presidente può dispensare dall’osservanza di quanto previsto dal presente comma”.
È sancita poi l’applicazione anche nel processo amministrativo delle più rilevanti disposizioni del processo civile telematico: la possibilità di attestare la conformità delle copie informatiche, anche per immagine, di atti di parte e provvedimenti del giudice presenti nel fascicolo informatico e la notifica tramite PEC degli atti di parte con potere–dovere del difensore di attestarne la conformità agli originali.

note

[1] D.L. n. 83/2015 convertito in Legge 132/2015.

Autore immagine: 123rf com


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