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IVA illegittima sul Canone RAI: si può richiedere il rimborso?

23 giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 23 giugno 2016



La circolare dell’Agenzia delle Entrate che determina i costi mensili dell’imposta rende evidente l’illegittimità dell’IVA. Ecco perchè. 

Il tema dell’IVA sulle imposte è un tema trattato e conosciuto in numerosi casi, da ultimo il caso dell’illegittimità dell’IVA sulla Tassa sui Rifiuti, del quale abbiamo avuto modo di parlare in questi giorni.

Esso torna tuttavia di grande attualità anche in queste ore, a seguito dell’emanazione della circolare dell’Agenzia delle entrate [1] della quale vi diamo ampia evidenza in un nostro approfondimento (leggi: Canone RAI: l’importo delle rate e i 9 casi speciali) e nella quale, nel determinare le rate mensili per il pagamento, l’Agenzia chiarisce quale percentuale dell’importo totale di 100 euro sia dovuto all’IVA.

IVA sul Canone RAI: esclusa solo in alcuni comuni

Ad oggi l’IVA sul Canone RAI è prevista e si sostanzia in un importo del 4%. La Circolare dell’Agenzia [1] ne conferma l’applicazione su tutto il territorio nazionale, mentre se ne esclude l’applicazione esclusivamente nei comuni di Campione d’Italia e Livigno, per difetto di territorialità (leggi: Canone RAI: l’importo delle rate e i 9 casi speciali) .

IVA sul Canone radio-televisivo: i pronunciamenti della Corte UE

Da ultimo il tema è stato trattato dalla Corte UE che nella sentenza dello scorso 22 giugno [2] ha stabilito come non sia da considerarsi illegittima l’applicazione dell’IVA sull’attività di tele-radiodiffusione pubblica finanziata attraverso il pagamento del canone da parte dei possessori della TV.

La sentenza “Cesky Rozhlas” – questo il nome della radio pubblica di Praga a cui la sentenza si riferisce – apre le danze per quella che si prevede sarà una complicata vertenza da affrontare anche nel nostro Paese.

IVA non applicabile sulle imposte: il principio

Il principio che l’IVA si debba applicare solo su transizioni che prevedano un corrispettivo economico a fronte di beni o servizi, non si coniuga con il principio – più volte affermato dalla stessa RAI oltre che dall’Agenzia delle Entrate – che il canone non sia un pagamento per il servizio reso (come accade ad esempio per Sky o Mediaset premium) quanto piuttosto una tassa sul possesso di apparecchi atti a ricevere il segnale radiotelevisivo.

Anche la Corte UE nella sentenza citata riafferma tale principio, specificando che l’applicazione dell’IVA “presuppone l’esistenza di un nesso diretto tra il servizio prestato e il controvalore ricevuto”.

Se è vero come è vero che il canone è un’imposta, insomma, esso non è assoggettabile ad IVA.

Il principio è stato più volte affermato anche dalla Cassazione [3] che da ultimo  si è pronunciata in merito all’inapplicabilità dell’IVA sulla TIA (si legga il nostro approfondimento Rimborso IVA sulla tassa rifiuti: ecco perchè e come fare).

Come richiedere il rimborso IVA sul Canone RAI?

In ragione dell’applicazione del Canone in bolletta con le nuove norme a partire dal prossimo mese di luglio, non si configura ancora una fattispecie di richiesta di rimborso dell’IVA sul Canone Rai. Le sentenze citate tuttavia offrono ampi spazi di manovra ai legali italiani per richiedere il rimborso di quanto non dovuto.

Non ci resta che attendere che l’errore si confermi, in termini di tutela del consumatore la Corte UE offre una fattispecie di riferimento particolarmente rilevante. Vi terremo, come sempre, aggiornati.

note

[1] Agenzia delle entrate, Circ. 29/E.

[2] Corte di Giustizia dellUE, causa C-11/15, del 22.06.2016.

[3] Cass. sent. 5078 del 15.03.2016.

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