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Notaio obbligato alle visure anche per le scritture private autenticate

15 Settembre 2015
Notaio obbligato alle visure anche per le scritture private autenticate

L’obbligo per il notaio di effettuare le visure ipocatastali non spetta solo in caso di rogito di atto pubblico, ma anche con le scritture private le cui firme vengono autenticate.

Anche se, per il trasferimento dell’immobile, il notaio usa la forma della scrittura privata autenticata, è comunque tenuto a effettuare, prima dell’atto, tutte le visure ipocatastali sul bene oggetto della cessione: rientra, infatti, tra i suoi compiti quello di garantire al cliente il raggiungimento dell’obiettivo da questi prefissatosi, ossia il trasferimento della proprietà del bene. Lo ha affermato la Cassazione con una recente sentenza [1].

La responsabilità del professionista non viene meno neanche se l’utilizzo della forma della scrittura privata derivi da una scelta della parte, la quale si sia rivolta al notaio per l’autenticazione delle firme di una scrittura privata di compravendita in precedenza da terzi o da essa stessa redatta.

Secondo la giurisprudenza consolidata, avendo il notaio una funzione pubblica nell’esecuzione del contratto d’opera professionale, egli è sempre tenuto a effettuare le visure catastali e ipotecarie volte ad accertare la condizione giuridica e il valore di un immobile, oltre alla normale indagine giuridica occorrente per la stipula dell’atto.

La responsabilità del notaio rimane esclusa solo se il cliente lo abbia espressamente esonerato da tale onere, per motivi di urgenza o per altre ragioni. L’esonero, però, deve risultare per iscritto, in una clausola inserita nella scrittura di conferimento dell’incarico.

Tuttavia, anche nel caso in cui il notaio sia stato esonerato dalle visure, qualora egli venga a conoscenza o abbia il solo sospetto della sussistenza di un’iscrizione pregiudizievole (v. ipoteca) gravante sull’immobile oggetto della compravendita, deve in ogni caso informarne le parti, essendo tenuto all’esecuzione del contratto di prestazione d’opera professionale secondo i canoni della diligenza qualificata.

La clausola di buona fede o correttezza ha valenza generale e trova applicazione anche nel caso della scrittura privata autenticata nelle firme da parte del notaio.


note

[1] Cass. sent. n. 16990/2015 del 20.08.2015.

Autore immagine: 123rf com


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