Business | Articoli

Spese mensa scolastica: guida completa alla detrazione dal 730

23 Giugno 2016


Spese mensa scolastica: guida completa alla detrazione dal 730

> Business Pubblicato il 23 Giugno 2016



Unico e 730 e mensa scolastica: la guida completa alla detrazione delle spese per la refezione. Buoni mensa, figli a carico, certificazioni: tutto quello che devi sapere.

Da quest’anno in dichiarazione dei redditi i contribuenti potranno inserire le spese sostenute per la mensa scolastica dei figli.

Si potrà infatti usufruire di una detrazione del 19% per le spese della mensa scolastica per i frequentanti le scuole elementari, medie e superiori (leggi anche Mensa scolastica costo detraibile).Vediamo tutti i dettagli della detrazione che è stata oggetto di numerose richieste di chiarimento. Oggi, difatti, alle porte della presentazione della dichiarazione dei redditi, è opportuno avere le idee chiare su cosa e quanto potrà essere detratto, con quali modalità e quali documenti è necessario conservare.

Unico PF, 730 mensa scolastica, come calcolare la detrazione

Per calcolare la detrazione si considerano tutte le rate della mensa pagate in data 2015 al di la della loro effettiva scadenza, quindi se nel 2015 il contribuente ha effettuato anche pagamenti di rate scadute nel 2014 potrà portarle in detrazione. Il tetto di spesa massimo per la retta della mensa è di Euro 400,00 per ciascun figlio, pertanto la detrazione massima per ciascun figlio è di Euro 76,00 (il 19% di 400,00 Euro).

Per contribuenti che vorranno portare in detrazioni tali spese si utilizzerà il codice 12, il codice che identifica per l’appunto le spese relative alla mensa scolastica, nel modello 730/2016 nei righi da E8 a E12 e nel modello Unico nei righi da RP8 a RP14.

Spese mensa scolastica: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’agenzia delle entrate [1] ha da ultimo chiarito alcuni aspetti rilevanti ai fini della detrazione:

  • Intanto era necessario sapere, ad esempio, se fosse ammissibile a detrazione il servizio mensa offerto non dalla scuola ma dal comune o da ente terzo incaricato;
  • in secondo luogo era necessario sapere come certificare la spesa e come farlo soprattutto in caso dell’acquisto di buoni mensa;
  • infine sussistevano ancora dubbi rispetto alle quote di detrazione per i figli a carico.

L’agenzia con la circolare di ieri chiarisce tutti questi aspetti. Riportiamo di seguito la risposta alle domande che abbiamo sopra riportato e che sono state anche quelle più comuni dei nostri lettori (Leggi anche: Mensa scolastica: costo detraibile).

Spese mensa scolastica gestita da cooperative e aziende 

Viene ammesso a detrazione il servizio reso da parte di cooperative e aziende che offrono il servizio mensa scolastica.

In particolare si specifica che tale ammissione vale per tutti gli istituti dalla scuola dell’infanzia all’istruzione di secondo grado. Ecco il dettaglio del chiarimento dell’Agenzia: “Le spese sostenute per la mensa scolastica possono essere comprese tra quelle “per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado [e sono] detraibili – anche quando tale servizio sia reso per il tramite del Comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola”.

Trattandosi di servizio previsto dall’ordinamento scolastico non è necessario che sia deliberato dal consiglio di istituto. L’Agenzia così si esprime in merito: “Non è, quindi, necessario che il servizio di ristorazione scolastica sia deliberato dagli organi di istituto essendo istituzionalmente previsto dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado”.

Spesa mensa scolastica: come si certifica?

L’agenzia specifica, come abbiamo anticipato nei nostri articoli precedenti (Leggi anche: Detrazione mensa: caos certificazione spesa: il fac-simile) che ai fini della detrazione, la spesa può essere documentata mediante la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al soggetto destinatario del pagamento – chiunque esso sia, dunque anche se il bollettino non è intestato alla scuola ma al comune, ad esempio o ad una cooperativa o altra azienda fornitrice del servizio. Il bonifico o il bollettino devono riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno.

Spesa mensa scolastica: detraibili buoni mensa, contanti, bancomat?

L’agenzia sottolinea che qualora per l’erogazione del servizio è previsto il pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) o l’acquisto di buoni mensa (siano essi in formato cartaceo o elettronico), in quel caso la spesa potrà essere documentata mediante specifica attestazione rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento, o in alternativa dalla scuola, che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente. Per un modello di dichiarazione vi consigliamo il nostro articolo di approfondimento dei giorni scorsi (Leggi Detrazione mensa: caos certificazione spesa: il fac-simile)

La dichiarazione è esente da bollo.

Come fare se la certificazione di spesa della mensa è incompleta

Inoltre l’Agenzia sottolinea che qualora per l’anno 2015 la dichiarazione già resa dovesse risultare incompleta, è possibile correggere a mano i dati aggiungendo quelli mancanti. Quindi se avete una dichiarazione del servizio pagato che però non comprende i dati citati, allora sarà sufficiente annotarli. Questa previsione vale solo per il 2015 (visto che i chiarimenti sono stati forniti solo da poche ore).

Spesa mensa scolastica: suddivisione quote per figli a carico

Con riferimento alla suddivisione delle quote dei figli a carico tra i genitori, l’Agenzia specifica che la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il documento comprovante la spesa.

Nel caso in cui il documento sia intestato al figlio, la detrazione spetta ad entrambi i genitori nella misura del 50 per cento ciascuno.

Considerato, tuttavia, che ai fini della detrazione è necessario che gli oneri siano rimasti effettivamente a carico del contribuente, nel caso in cui la spesa sia stata sostenuta da uno solo dei genitori o da entrambi in percentuali diverse dal 50 per cento, nel documento comprovante la spesa deve essere annotata la percentuale di ripartizione della spesa medesima.

Anche in questo caso l’annotazione potrà essere aggiunta manualmente dal contribuente.

note

[1] Agenzia delle Entrate, circ. 18/E 2016


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI