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Pignoramento stipendio: novità 2015 e nuovi limiti

16 settembre 2015


Pignoramento stipendio: novità 2015 e nuovi limiti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2015



Come calcolare il limite di pignoramento della retribuzione del lavoratore dipendente accreditata in banca o ancora non erogata dal datore di lavoro.

Così come per le pensioni, anche per gli stipendi sono entrate in vigore, a partire da questa estate, nuove regole in materia di pignoramento: regole che stravolgono integralmente il modo con cui il creditore può bloccare il conto corrente bancario o postale del debitore (leggi “Pignoramento pensioni: novità 2015 e nuovi limiti”).

La riforma [1] si applica a tutte le procedure esecutive avviate a partire dal 27 giugno 2015; per quelle anteriori si continuano ad applicare le vecchie regole.

VECCHIE REGOLE SUI LIMITI DI PIGNORAMENTO DELLO STIPENDIO

La legge prevedeva una diversa regolamentazione dei pignoramenti dello stipendio a seconda che il creditore avesse inteso notificare l’atto di avvio della procedura (ossia l’atto di pignoramento):

– alla banca dove il lavoratore aveva depositato lo stipendio,

– o, invece, direttamente all’azienda prima che il datore di lavoro procedesse all’accredito dello stipendio sul conto.

Analizziamo singolarmente le due ipotesi.

a- Il pignoramento del conto corrente poteva riguardare tutte le somme ivi già depositate dal dipendente (salvo l’ultimo emolumento che, dal 2013, non era più pignorabile), e ricomprendeva anche quelle che sarebbero state depositate sino alla data dell’udienza di assegnazione, davanti al giudice dell’esecuzione (data indicata nell’atto di pignoramento). Dopo l’udienza, il conto tornava nella piena disponibilità del lavoratore, libero da vincoli.

b- Il pignoramento direttamente presso il datore di lavoro, effettuato cioè prima dell’accredito della retribuzione sul conto corrente poteva avvenire:

 

– nella generalità dei casi, nella misura massima di 1/5 dell’emolumento versato sul conto;

– se il creditore agisce per crediti alimentari, nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o dal giudice delegato;

– per i crediti dello Stato, Province o Comuni: nel limite di 1/5;

– per il pignoramento in concorso di più cause creditorie (alimenti, tributi, altre cause) fino alla metà della base pignorabile.

NUOVE REGOLE SUI LIMITI DI PIGNORAMENTO DELLO STIPENDIO

Per le procedure esecutive iniziate dal 27 giugno 2015, le somme dovute a titolo di stipendio, salario e altre indennità relative al rapporto di lavoro (per esempio il TFR), comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al lavoratore-debitore, possono essere pignorate entro limiti diversi a seconda che siano state depositate in banca o meno. Si ripropone, dunque, la stessa bipartizione che avveniva in precedenza, ma con nuovi vincoli. Eccoli qui di seguito.

1 | Pignoramento dello stipendio accreditato sul conto corrente

– se l’accredito dello stipendio avviene prima del pignoramento, il creditore può pignorare solo l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale che, almeno per il 2015, è pari a € 448,52. Ne deriva che la somma di euro 1.345,56 è intoccabile (ossia 448,52 x 3).

Per esempio: se la retribuzione ammonta a € 2.000, potrà essere pignorata la parte di retribuzione che eccede 1.345,56 cioè € 654,44; se invece la retribuzione ammonta a € 1.300, essa non può essere oggetto di pignoramento.

– per tutte le mensilità di stipendio accreditate sul c/c nel giorno del pignoramento o successivamente, il creditore può prelevare dal conto gli importi secondo i vecchi limiti prima concessi nel caso di pignoramento presso il datore di lavoro e che qui riassumiamo:

 

a- nella generalità dei casi, nella misura massima di 1/5 dell’emolumento versato sul conto;

b- se il creditore agisce per crediti alimentari, nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o dal giudice delegato;

c- per i crediti dello Stato, Province o Comuni: nel limite di 1/5;

d- per il pignoramento in concorso di più cause creditorie (alimenti, tributi, altre cause) fino alla metà della base pignorabile.

2 | Pignoramento dello stipendio ancora presso il datore di lavoro

– se l’accredito dello stipendio avviene alla data del pignoramento o successivamente, il creditore può pignorare secondo le vecchie regole ossia:

– nella generalità dei casi, nella misura massima di 1/5 dell’emolumento versato sul conto;

– se il creditore agisce per crediti alimentari, nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o dal giudice delegato;

– per i crediti dello Stato, Province o Comuni: nel limite di 1/5;

– per il pignoramento in concorso di più cause creditorie (alimenti, tributi, altre cause) fino alla metà della base pignorabile.

Il pignoramento eseguito su tali somme in violazione dei limiti è parzialmente inefficace. L’inefficacia è rilevata dal giudice anche d’ufficio.

note

[1] Art. 13, c. 1 lett. l), DL 83/2015 conv. in L. 132/2015 con modifica dell’art. 545, co. 7, 8 e 9, cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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21 Commenti

  1. in poche parole il pignoramento dello stipendio avviene nel conto e non dal datore di lavoro.Esatto?

  2. buongiorno vorrei un aiuto: un mio amico in fase di separazione per il divorzio non consensuale da alla ex quello che ha previsto il presidente nella prima fase , adesso lei chiede gli arretrati ma se sto poverino non ha dove prendere i soldi gli fanno il pignoramento dello stipendio?premessa e’ un finanziere che prende non piu’ di 2000 euro e’ paga pure un mutuo di casa e si paga l affitto luce acqua e non ha soldi per mangiare. perché in italia la legge non e’ uguale per tutti? scusate ma vedere un uomo che mendica fa male

  3. mia moglie ha uno stipendio di 600 eiro al mese ha un decreto ingiuntivo da 12 anni gli trattengono un quinto sullo stipendio con la legge del giugno 2015 posso dire al suo datore di lavoro di non trattenergli piu il quinto dello stipendio . casa devo fare! Grazie aspetto una Vostra risposta

  4. possono pignorarmi lo stipendio se il debito l’ho fatto insieme a mia moglie, visto che viviamo ancora insieme’?

  5. Buongiorno, ho uno stipendio NETTO di € 1.350 + 398 € di ASSEGNI FAMILIARI (3 figli a carico) da questa cifra ho la trattenuta del quinto di € 234, quindi mi resta € 1.514 comprensivi di assegni familiari, MI POSSONO PIGNORARE ALTRO STIPENDIO ? esempio per tasse rifiuti (a parere mio non dovute?
    Il mio datore di lavoro essendo un ente pubblico mi deve avvertire?
    In attesa, grazie

  6. Buongiorno, ho in atto un pignoramento del quinto e volevo sapere se eventuali bonu, straordinari, trasferte e altro viene accumulato al quinto pignorabile e se vale per 12 mensilità o anche per 13ma e14ma. Grazie

  7. lavoro nella pubblica istruzione il mio mensile e al netto di 1100 euro equitalia mi a mandato una intimazione di pignoramento dello stipendio , vista la nuova legge lo puo fare?

  8. Salve!!! Qualcuno sa dirmi se un decreto ingiuntivo con recupero forzoso e quindi trattenuta del quinto dello stipendio.. È applicabile anche su lavoratore precario con contratti che al 30 Giugno come nel caso dei docenti?
    Grazie a chi risponderà con urgenza..
    Saluti.

  9. sono un lavoratore dipendente statale ho 2 cessioni del 5° sullo stipendio importo totale circa 700€ ho avuto un problema con una finanziaria ora hanno disposto il pignoramento dello stipendio. vista la nuova legge lo puo fare? ma il TFR è pignorabile ?
    GRAZIE

    1. a me con cessione e delega in corso hanno pignorato la differenza tra la somma delle cessione fino alla metà dello stipendio esempio stipendio 1000 cessioni 200+200 pignoramento 100

    2. i dipendenti statali non hanno il tfr ma il tfs comunque non cambia nulla – il tfs ti confermo che è pignorabile sempre nella misura 1/5

  10. Dipendente provincia con pignoramento 1/5 in essere,viene collocato in pensione.l’inps come nuovo ente pagatore ,deve ricevere la pratica dal vecchio terzo pignorato per poter continuare sino alla scadenza del pignoramento?

  11. Un pignoramento in essere può essere trasferito al l’inps al momento del collocamento in pensione,oppure deve essere fatto un nuovo pignoramento per il debito residuo.

    1. la tua amministrazione trasferirà il pignoramento all’inps , ricorda che possono pignorarti 1/5 del tfs, dopodichè devono calcolare il pignoramento fino ad un massimo di 1/5 tra la differenza della tua pensione e la somma impignorabile per legge. Esempio pensione 1250 somma impignorabile 672 formula 1250-672/5 ne deriva che il pignoramento massimo potrà essere di 115,60 euro

  12. Salve, ho uno stipendio di circa €1200 + 258 ass familiari, può una finanziaria pignorarmi lo stipendio? E in che misura? Da premettere che ho un decreto ingiuntivo in corso con patteggiamento, aiutatemi a comprendere, grazie

  13. ho una cartella esattoriale di equitalia di 120.000,00 euro ed ho una busta paga di 600,00 euro. mi possono pignorare ?

  14. salve,volevo chiedere una cosa,prendo 480 di stipendio,volevo sapere quanto mi puo trattenere il tribunale, grazie

  15. Buongiorno, ho bisogno di capire alcuni aspetti per quanto riguardano i pignoramenti presso terzi. Sono un dipendente comunale con uno stipendio netto di 1435,00. in busta ho trattenute di cui 495,00 per delega di pagamento, 276,00 per cessione del quinto e 200,00 per assegno alimentare a mia figlia essendo il sottoscritto, separato. in questo momento ho subito da un privato, un pignoramento presso terzi la cui somma ammonta ad euro 287,00 mensili cosi come disposto dal giudice dell’esecuzione. inoltre il mio datore di lavoro, per non lasciarmi con euro 177,00 mensili in busta, sta trattenendo le 287,00 euro pignorate sulle rate da versare alle finanziarie. con questo sistema oggi percepisco in busta euro 464,00. Ma qualcuno sa dirmi se questa procedura e normale? Si può lasciare una persona di 53 anni con varie spese da sopportare con uno stipendio ridottissimo. Le banche a cui stanno versando la quota prestabilita, successivamente mi faranno altro pignoramento e non finisco piu’ di precipitare nel baratro. oltretutto risultero’ mal pagatore e non mi concederanno un domani, altri finanziamenti. per faovre datemi una chiara e breve delucidazione.
    Ringrazio di cuore a colui che saprà rispondermi con precisione e professionalità
    Giovanni Oria

  16. Buongiorno, sono un dipendente comunale con uno stipendio netto di 1435,00 mensili. ho trattenute per alimenti di euro 200,00 che verso a mia figlia mensilmente, 495,00 per elega di pagamento e 276,00 per cessione del quinto. mi restano in busta paga 464,00. attualmente ho subito un pignoramento di euro 287,00 mensili che dovro’ versare per oltre tre anni e mi resterebbero in busta circa 177,00 euro. il mio datore di lavoro che prima ha autorizzato con dichiarazione del terzo all’espropriazione di tale somma, adesso per farmi rientrare detta somma pignorata, sta trattenendo dalle rate che mensilmente vanno versate alla banche, che nel mio caso sono due, la somma di euro 143,00 circa ciascuna in modo da farmi rientrare le 287,00 euro pignorate da un privato.Mi chiedo, finito il pignoramento, dovrò iniziarne un’altro con le banche le quali, quest’ultime che non centrano nulla, vorranno le somme mancanti. inoltre, è possibile pignorare uno stipendio quando ci troviamo ad avere in busta una somma che va oltre la metà dello stipendio stesso? Come possono aver autorizzato un pignoramento non calcolando che il mio stipendio è al di sotto della soglia di vivibilità che corrisponde all’assegno sociale di euro 468,00?
    Ringrazio di cuore chi in maniere chiara e professionale, mi indichi la strada giusta da intraprendere. Vi è ricorso in opposizione, ma a quanto pare questo giudice non vuole capire ragione.

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