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Il contraente, il paciscente, la controparte nel Modello F24 Elide

16 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2015



La nozione di controparte secondo il Fisco nel modello F24 Elide: una “interpretazione” contraria al vocabolario della lingua italiana. 

Il contratto è “l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale” (art.1321 c.c.).

Fin qui nulla di nuovo.

Il contratto, quindi, è l’ “accordo” di due o più parti che è corretto chiamare “contraenti” (come fa ripetutamente il codice civile ).

Non frequente, anzi decisamente raro, l’uso del termine “paciscente”: nel linguaggio giuridico, ciascuna delle parti che contraggono una pattuizione o vengono comunque ad un accordo” (così, testualmente, il Vocabolario della Lingua Italiana [1]). Ivi il richiamo alla derivazione dal participio presente (pacisciens-paciscientis ) di pacisci.

In verità, il termine in discorso sembrerebbe molto più adatto (stando anche a quanto spiega, a riguardo del significato del verbo pacisci, l’immarcescibile “Campanini –Carboni” – Paravia, Torino, 1961), ad indicare i contraenti di un accordo che ponga fine ad una controversia (transazione, conciliazione, compromesso, nel senso di atto col quale le parti deferiscono ad arbitri la decisione di controversie tra loro insorte [2]).

In un contratto, quindi, ci sono: un venditore, un compratore; un locatore, un locatario e così via.

Sia chiaro: possono esservi più venditori o più compratori, più locatori o più locatari, ma il discorso non cambia. I soggetti del contratto sono parti.

Nel contratto a favore di terzi, questi ultimi, beneficiari, sono sì destinatari degli effetti del contratto, ma mai parti dello stesso.

Elementare, Watson.

Giorni fa leggevo le istruzioni per compilare il Modello F24 Elide (che ha sostituito il Modello F23); si tratta di una risoluzione del 24 Gennaio 2014 (n.14/E) della Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti.

La modulistica, è noto, ha proprie regole: la necessità di rispettare spazi ristretti, il necessitato riferimento a cifre e sigle, l’impossibilità, alquanto naturale, di poter prevedere tutte le specificità delle fattispecie che la multiforme realtà quotidiana presenta.

Sotto tale profilo, chi predispone i moduli merita tutto il rispetto di chi, pur con qualche inevitabile difficoltà, li deve riempire.

Però, il problema che emerge dalla lettura delle “istruzioni” di cui sopra, non ha a che vedere con i problemi di spazi e di cifre ai quali si è fatto cenno.

Infatti, nelle spiegazioni, che sono lodevolmente fornite al contribuente, si legge :

“Inoltre ,per consentire la corretta identificazione nel Modello F24 Versamenti con elementi identificativi, del soggetto quale controparte del contratto,si istituisce il seguente codice identificativo: 63 denominato “controparte”.

Ora, sia chiaro, trattandosi di contratto, non si può, per la contraddizion che nol consente, parlare di controparte.

Si tratta di una contradictio in adiectis che appare, ed è, intollerabile .

Fermi ed impregiudicati i poteri, le facoltà e quant’altro indispensabile alla meritoria opera dell’apparato fiscale e tributario, resta e deve restare inteso che non si gioca con il significato dei termini.

63” resta “63”, occupa due caselle, anche se, nelle spiegazioni, lo si abbina al sintagma “ altro contraente”.

Attenzione:il contesto, nel quale è indicata la “controparte” è proprio la registrazione dei contratti di locazione: che male ci sarebbe stato a scrivere “conduttore”? (o locatore, per il caso che a chiedere la registrazione sia appunto il conduttore).

Al limite: “altra parte”.

Controparte”, nel contesto in discorso, è uno schiaffo: al corretto uso dei termini, alle nozioni istituzionali di diritto privato e processuale civile, al vocabolario, al buonsenso [3].

Una cosa dovrebbe essere certa;lo dico soprattutto per i nostri giovanissimi Colleghi, per gli studenti che cominciano a scartabellare tra norme, regolamenti, circolari: scrivetelo a caratteri cubitali,nella vostra mente.

In un contratto, quale che esso sia, non esiste, e non può esistere, una controparte.

Poi, cari giovani Colleghi, o aspiranti tali, vi renderete conto che è più importante stare in pace con la lingua italiana che con il fisco.

Pare incredibile.

Lo è.

Avv. Vincenzo FARRO.

note

[1] Treccani, Roma, 1989, III, pag.619

[2] Così, ripetutamente ,Andrioli,Scritti Giuridici, 2007,Giuffrè,Milano. In giurisprudenza, una veloce ricerca ha fornito un solo risultato,nel senso in discorso: Cass. civ., sez. I, 19 dicembre 2001, n. 16026

[3] Palazzi: Novissimo Dizionario della Lingua Italiana,Ceschina, Milano, 1971 :

T.giur. La parte avversaria in giudizio;

Devoto Oli :Vocabolario Illustrato delle Lingua Italiana,Le Monnier, Firenze, 1977:

s.f. La parte avversaria in un processo;

Vocabolario della Lingua Italiana:Istituto della Enciclopedia Italiana,Roma,1986:
Nel linguaggio forense ( e di qui diffuso anche nel linguaggio sindacale),la parte avversaria.

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