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Autovelox: multa nulla se il Comune non prova la taratura

16 settembre 2015


Autovelox: multa nulla se il Comune non prova la taratura

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 settembre 2015



Prime applicazioni della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il codice della strada nella parte in cui non prevede che gli apparecchi di controllo elettronico della velocità debbano essere sottoposti a controlli e tarature periodiche.

Dopo la sentenza shock della Corte Costituzionale dello scorso giugno [1], è stata valanga di ricorsi contro le multe elevate attraverso gli autovelox piazzati a margine delle strade con la presenza della pattuglia: multe che sono ormai tutte sospettate di illegittimità in quanto i dispositivi in uso alle forze di polizia locali non sono mai stati tarati. Non risultando infatti previsto in modo chiaro da nessuna norma di legge, l’obbligo della taratura degli apparecchi di controllo elettronico della velocità (come appunto autovelox e tutor) raramente è stato rispettato; sicché oggi, in caso di ricorso davanti al giudice di pace contro la contravvenzione, l’amministrazione si trova sprovvista delle prove per poter dimostrare il rispetto del nuovo “dictat” della Consulta. E, ovviamente, l’automobilista ottiene l’annullamento del verbale.

Così è avvenuto, per esempio, lo scorso 31 agosto davanti al giudice di Pace di Vasto [2] che, con una delle prime sentenze successive all’intervento della Corte Costituzionale, ha annullato una multa notificata a un conducente. Il verbale viene infatti cancellato perché il Comune non prova che il Velomatic 512 che ha individuato l’infrazione dell’auto è stato sottoposto a taratura e verifiche periodiche di funzionalità.

È vero: il Ministero ha chiarito che l’obbligo della taratura non vale per tutti gli strumenti di rilevamento elettronico della velocità, ma solo per quegli apparecchi destinati a essere utilizzati sotto il diretto controllo degli agenti e non anche per quelli che operano in modo completamente automatico. I primi non possono essere utilizzati dalla polizia stradale fino a quando non saranno realizzati i controlli resi necessari dall’intervento della Corte costituzionale, mentre gli altri risultano in effetti già sottoposti di tanto in tanto a verifica sul funzionamento. Ma, in entrambi i casi, il check-up dell’apparecchio deve essere comunque dimostrato dalla P.a.: e poiché nulla può fare quest’ultima senza stilare un verbale o produrre un documento che ufficializzi l’avvenuto intervento, la prova documentale della verifica risulta necessaria per superare la contestazione dell’automobilista ricorrente. Senza tale dimostrazione, il verbale è sempre nullo.

Nel caso di specie il ricorrente aveva sollevato i seguenti motivi di impugnazione:

– mancanza di adeguata cartellonistica di preavviso dell’esatto posizionamento dell’apparecchio;

– mancata visibilità degli agenti accertatori e del servizio di rilevamento a distanza;

– mancata taratura.

Ma solo quest’ultima eccezione è risultata decisiva per l’accoglimento del ricorso, in quanto il Comune non è riuscito a dare prova di aver richiesto la taratura dell’autovelox che, in base alle carte in atti, non risultava essere stato revisionato presso il S.N.T.

note

[1] C. Cost. sent. n. 369/15, del 31.08.2015.

[2] G.d.P. Vasto sent. n. 369/15 del 31.08.2015.

Autore immagine: 123rf com

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