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Dirigenti illegittimi all’Agenzia delle Entrate: accertamenti ancora nulli

17 settembre 2015


Dirigenti illegittimi all’Agenzia delle Entrate: accertamenti ancora nulli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 settembre 2015



La mancanza di poteri dei funzionari che hanno firmato gli atti di accertamento fiscale riceve un’ulteriore bacchettata da parte della CTP di Caserta.

Ancora una sentenza a favore dei contribuenti: al coro dei giudici questa volta si unisce la Commissione Tributaria Provinciale di Caserta [1] secondo cui è scontata la nullità degli atti di accertamento fiscale firmati dai dirigenti dell’Agenzia delle Entrate: i 767 funzionari sono decaduti dalle loro funzioni con effetto retroattivo per via dell’ormai nota sentenza della Corte Costituzionale che ne ha accertato la nomina senza un pubblico concorso.

Ancora una volta passa la tesi secondo cui non è il contribuente a dover dimostrare l’assenza di poteri del dirigente e, quindi, a dover procurarsi la prova, prima del giudizio, che lo stesso non ha fatto una regolare carriera con il concorso pubblico; trattandosi di atti e documenti interni alla Pubblica amministrazione – quelli relativi al curriculum del personale – è piuttosto quest’ultima (e, quindi, l’Agenzia delle Entrate) a dover smentire la contestazione del ricorrente. Al cittadino, quindi, non resta che sollevare l’eccezione sul dubbio della legittimità dei poteri del dirigente e, se l’amministrazione nulla osserva o se non produce la prova contraria, il ricorso non può che essere accolto.

Non fa breccia sulla CTP neanche la tesi tanto ostentata dall’Agenzia delle Entrate come “asso nella manica” per superare il vaglio dei giudici: quello del funzionario di fatto. Secondo l’interpretazione del fisco, gli avvisi firmati dai “falsi dirigenti” dovrebbero ritenersi legittimi solo perché, nell’ambito del diritto amministrativo, gli atti compiuti dal soggetto decaduto dalle proprie funzioni resterebbero comunque validi perché attribuibili all’amministrazione in sé. Una tesi evidentemente non sostenibile perché valida solo in caso di atti favorevoli al cittadino e non di quelli che ne comprimono i diritti.

Insomma, la CTP di Caserta non fa che riprendere tutte le argomentazioni sostenute, in prima battuta, dalla CTP e dalla CTR di Milano, e poi successivamente condivise dai giudici di mezza Italia.

Atti fiscali, quindi, ancora una volta dichiarati nulli e contribuenti liberati da richieste di pagamento per centinaia di migliaia di euro.

[1] CTP Casera sent. n. 5851/02/15.


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