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Lo sai che? Calcolo della pensione: quanto prenderò? Le istruzioni dell’Inps

Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2015

La mia pensione: la simulazione online dell’Inps sul calcolo della pensione futura; scopri quanto prenderai se ora lasciassi il tuo lavoro.

In questi giorni l’Inps sta inviando, ai lavoratori, le istruzioni per il calcolo della pensione online attraverso il nuovo servizio “La mia pensione” messo a disposizione dallo stesso Istituto di previdenza. Lo strumento, gratuito e accessibile a tutti, consente di definire, per ciascun avente diritto, a quanto ammonta la pensione al momento in cui verrà lasciato il lavoro. La simulazione dà, comunque, un’idea di massima, ma il risultato potrebbe variare al mutare della retribuzione individuale. Resta, comunque, un ottimo modo per farsi un’idea di massima e non subire soprese dell’ultimo minuto, quando ormai sarà troppo tardi per pensare a fondi integrativi di previdenza.

Diciamoci la verità: più si arriva vicini al traguardo, più la distanza sembra infinita. Così è legittimo, all’avanzare dell’età – complice una certa stanchezza – domandarsi “Quando potrò andare in pensione?” e, soprattutto, “Quanto prenderò al mese?”. Il servizio messo a punto dall’Inps, come detto, cerca di dare una risposta a questi interrogativi.

Non solo. Esso consente anche, in un’apposita sezione, di verificare i contributi che il nostro datore di lavoro ha versato all’Inps e di comunicare eventuali periodi di contribuzione mancanti.

Inoltre, è possibile conoscere la data in cui si potrà andare in pensione anticipata.

Il metodo contributivo

Ormai la pensione si calcola attraverso il cosiddetto metodo contributivo: il calcolo viene, cioè, eseguito sulla base dei contributi effettivamente versati dal dipendente durante gli anni di lavoro. In pratica, più contributi sono stati versati durante la carriera, più si prenderà di pensione.

Il metodo retributivo

In precedenza, ossia fino al 1995, si applicava il differente metodo retributivo: la pensione, cioè, veniva calcolata sulla base delle ultime retribuzioni percepite dal dipendente, a prescindere da quanto effettivamente versato da questi nelle casse degli istituti di previdenza. Il che, ovviamente, ha portato al buco di bilancio dell’Inps che tutti conosciamo: dare al lavoratore di più di quanto questi ha versato in termini di contributi è contrario a qualsiasi logica di bilancio.

Il metodo misto

Chi, invece, si è trovato a lavorare a cavallo degli anni precedenti al 1995 e di quelli successivi – e quindi tanto con il metodo retributivo che con quello contributivo – riceverà la pensione secondo il metodo misto (ossia in parte con il sistema retributivo in parte con quello contributivo).

Come si calcola la pensione?

Sul calcolo della pensione incidono più variabili:

– l’età in cui si decide di smettere di lavorare;

– l’andamento della retribuzione;

– la continuità dei versamenti;

– l’andamento dell’economia nazionale: sulla base del Pil (prodotto interno lordo) viene determinato un coefficiente di rivalutazione che potrebbe comportare un innalzamento o impoverimento degli assegni pensionistici. Senza entrare troppo nel tecnicismo, la pensione viene determinata sulla base di un indice, detto appunto tasso di capitalizzazione. Quest’ultimo è calcolato ogni anno dall’Istat sulla base del Pil degli ultimi 5 anni. Per cui, se il prodotto interno lordo è sempre col segno “meno”, le pensioni col tempo diminuiranno;

– l’aspettativa di vita della popolazione: più si alza la media dell’età di mortalità, più si tende ad alzare l’età pensionabile.

Per maggiori dettagli leggi la nostra guida sul calcolo della pensione di vecchiaia.

Ecco perché il risultato che vi fornirà il nuovo strumento online dell’Inps non va preso come certo, ma come una stima di massima che potrebbe subire variazioni, specie per chi è ancora agli inizi della propria carriera lavorativa. Se vuoi, invece, un calcolo preciso e completo puoi utilizzare il nostro servizio di consulenza sul calcolo della pensione a questo link.

In ogni caso, con il sistema dell’INPS il lavoratore potrà anche modificare all’occorrenza i dati necessari al calcolo della pensione: si pensi a un aumento o riduzione della retribuzione dell’anno in corso e il suo andamento annuo. Variando l’andamento della retribuzione, cambiano sia l’ultima mensilità lorda sia l’importo mensile della pensione (che si tratti di pensione di vecchiaia o di pensione anticipata).

“La mia pensione”

Il servizio “La mia pensione” per ora funziona solo per i lavoratori dipendenti, per quelli iscritti alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) e per quelli della Gestione separata Inps. Tra pochi mesi, tuttavia, e cioè a partire dal nuovo anno, verrà esteso anche ai dipendenti pubblici e ai lavoratori iscritti ad altri fondi e gestioni amministrate dall’Inps.

Per chi ha versato contributi tanto nel Fondo pensione lavoratori dipendenti tanto alla Gestione separata (si pensi al caso di lavoratore che, per parte della sua carriera, è stato autonomo) è necessario rivolgersi agli uffici Inps, poiché lo strumento online calcola solo i contributi versati nel Fondo pensione lavoratori dipendenti, Gestione speciale o Gestione separata.

Come funziona

Innanzitutto è necessario possedere il PIN fornito dall’Inps (un codice personale di identificazione). In molti già ne dispongono per accedere a tutti gli altri servizi previdenziali.

Chi non ha il Pin lo può richiedere in questo modo:

– registrandosi sul sito Inps: dalla home page (www.inps.it) bisogna cliccare alla voce “ottenere e gestire il pin ”e poi “Richiedere e attivare il pin”;

– oppure, da telefono fisso, si può chiamare gratis il numero verde 803.164 o, da cellulare, il numero 06/164.164, con pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico.

Il pin è composto da 16 caratteri: i primi 8 vengono inviati al recapito indicato durante le operazioni di registrazione al sito (cellulare, email oppure posta elettronica certificata), mentre i restanti 8 sono spediti con posta ordinaria all’indirizzo di residenza.

Una volta ottenuto il Pin, sarà necessario attivare il servizio cliccando su “Attiva il pin inviato dall’Inps”. In tal caso il codice personale di 16 caratteri viene sostituito con uno di 8 caratteri, che servirà per accedere al servizio insieme all’indicazione del proprio codice fiscale.

Ottenuto così il codice di accesso, il lavoratore può accedere al servizio “La mia pensione” e fare tutte le simulazioni e personalizzazioni che meglio ritiene.


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