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Lo sai che? Fotovoltaico: è davvero un investimento sicuro?

Lo sai che? Pubblicato il 21 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 settembre 2015

Scegliere l’impianto giusto: detrazioni, autorizzazioni, iter procedurale e recupero dell’investimento con gli incentivi statali 2015.

 

Il fotovoltaico, garantisce vantaggi e risparmi sui costi delle bollette elettriche, ma l’investimento deve essere ben ponderato perché la spesa iniziale di installazione è molto elevata. Indispensabile, conoscere le diverse alternative presenti sul mercato.

Ecco 10 domande e risposte che vi guideranno nella scelta più adatta alle vostre esigenze.

1 | Perché passare al fotovoltaico?

Perché installare un impianto fotovoltaico significa:

– produrre energia elettrica in totale autonomia.

– vendere l’energia prodotta in eccesso nei periodi di maggiore accumulo (primavera ed estate).

2 | l’investimento iniziale è molto oneroso: come posso risparmiare e ammortizzare in breve tempo la spesa?

L’investimento iniziale normalmente si ammortizza con i risparmi sui costi delle bollette elettriche, in un periodo di tempo compreso tra i 5 e i 10 anni. Oggi, grazie agli incentivi statali, i tempi di rientro si abbassano – in molti casi si dimezzano – in quanto si possono sfruttare le detrazioni IRPEF del 50%, recuperando metà dell’investimento su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare. Attenzione, l’incentivo è valido solo per il 2015, salvo proroghe dell’ultimo minuto. Infatti, dal 1 gennaio 2016, le detrazioni non spariranno, ma torneranno al 36% per un limite di spesa massimo detraibile di 48.000 euro. Inoltre, il periodo di fine estate è propizio per l’installazione di un nuovo impianto, perché le varie aziende si propongono sul mercato con prezzi vantaggiosi.

3 | Come posso vendere l’energia prodotta?

Per vendere l’energia prodotta è necessario collegare il proprio impianto fotovoltaico alla rete elettrica nazionale. Il proprietario dell’impianto può decidere di immettere in rete l’energia non utilizzata, la quale sarà acquistata dal GSE (gestore servizi energetici) con la modalità di “scambio sul posto”. Grande vantaggio: il prezzo di vendita dell’energia è superiore a quello di acquisto. Il GSE, normalmente, ripaga l’energia prelevata sotto forma di rimborsi sulle bollette invernali. Questo meccanismo garantisce bollette più leggere in tutti i periodi dell’anno.

4 | A chi devo rivolgermi per installare un nuovo impianto?

È opportuno rivolgersi a esperti del settore o a rivenditori autorizzati che vi guideranno nella scelta più adatta alle vostre esigenze, anche in base alle caratteristiche dell’immobile.

È sempre meglio rivolgersi solo a professionisti del settore con esperienza certificata nel campo del fotovoltaico. Le varie proposte dovranno essere messe al vaglio solo in seguito ad un audit energetico della vostra unità immobiliare. L’audit energetico è una diagnosi indispensabile, perché consente ai tecnici di individuare le peculiarità dell’edificio e le caratteristiche degli impianti già presenti. Solo in seguito ad un audit personalizzato, sarete certi che le soluzioni che vi sono state proposte sono quelle ottimali in base:

– alle condizioni climatiche;

– alle caratteristiche del fabbricato;

– al proprio fabbisogno energetico familiare.

5 | Da cosa dipende la differenza di prezzo tra le varie tipologie di pannelli e quali conviene prediligere nella scelta?

I panelli fotovoltaici sono elementi rettangolari composti da celle di silicio.

Il prezzo di mercato varia in base alle caratteristiche di affidabilità e rendimento, oltre che alla qualità del silicio di cui è composta la superficie dei pannelli.

I pannelli più diffusi e affidabili sono quelli in silicio monocristallino – si riconoscono dal colore della superfici (blu scuro o nero) – che raggiungono elevati livelli di efficienza energetica e normalmente garantiscono un rendimento del 14-17%.

Sono anche molto diffusi i pannelli in silicio policristallino, perché si attestano su una fascia di prezzo inferiore. Lo svantaggio sta nel fatto che il rendimento medio è più basso (10-14%).

Altri pannelli di uso comune sono quelli in silicio amorfo. Attenzione: la scelta di questi pannelli deve esse ben ponderata e non è sempre consigliabile, perché il rendimento garantito è molto basso (6-10%). Inoltre, non si adattano a tutte le condizioni climatiche e rispetto ai primi sono molto più vulnerabili, perché il silicio è composto da un film di accumulazione molto sottile e non è inglobato in celle.

6 | Quanto spazio occupano i pannelli – posso installarli su una superficie condominiale?

In generale, per soddisfare il fabbisogno energetico di una famiglia media di 3 o 4 persone – con un classico impianto di 3 Kw – occorre installare una superficie di pannelli compresa tra 8 e 15 mq.

I pannelli possono essere installati sul tetto del fabbricato o su un terreno ad esso limitrofo. Bisogna verificare, da subito, la possibilità di poter usufruire di tale superficie e che i pannelli non rechino disturbo alle abitazioni circostanti.

In caso di installazione su una superficie condominiale è sempre necessario che l’assemblea di condominio autorizzi l’intervento e che il proprietario dell’impianto conceda ai condomini le opportune garanzie come, ad esempio, quella di non arrecare alcun danno né alle parti comuni, né alle proprietà esclusive.

7 | Fotovoltaico e solare termico, sono la stessa cosa?

No, anche se i pannelli fotovoltaici sono spesso confusi con i pannelli solare termico, perché molto simili all’aspetto. Ecco la principale differenza:

– i pannelli fotovoltaici generano corrente elettrica;

– i pannelli solari termici generano acqua calda. I più comuni, sono facilmente riconoscibili da un boiler collegato al pannello.

 

8 | Quali sono le principali differenze tra gli impianti grid-connected e off-grid?

Quando si installano dei pannelli fotovoltaici è importante aver ben chiaro se l’impianto che andremo ad installare dovrà essere completamente autosufficiente (off-grid) o collegato alla rete elettrica nazionale (grid-connected).

In Italia, gli impianti più diffusi sono in modalità grid-connected o connessi alla rete elettrica. Il grande vantaggio di questa tipologia sta nel fatto che il proprietario può collegare l’impianto alla rete elettrica nazionale, prelevando o vendendo energia ogni qual volta ne nasca la necessità.

(vedi domanda n. 3)

Gli impianti in modalità off-grid, invece, sono del tutto isolati dalla rete elettrica nazionale e l’energia prodotta dai pannelli è accumulata in potenti batterie al piombo o al litio. Tale modalità non consente la vendita di energia al GSE. Attenzione: l’impianto fotovoltaico non è connesso ma l’edificio si. Ciò significa che, una volta esaurita la carica elettrica delle batterie di accumulo, si potrà prelevare la corrente dalla rete elettrica nazionale.

Negli ultimi anni si sono diffusi anche gli impianti ibridi o storage, perché sono sia collegati alla rete elettrica, sia dotati di una propria batteria di accumulo, quindi consentono tanto di vendere, quanto di accumulare energia. Tali impianti sono molto richiesti perché garantiscono maggiore autonomia e flessibilità di gestione della corrente prodotta.

9 | Da cosa è composto l’impianto?

Un comune impianto è sempre costituito dai pannelli fotovoltaici, collegati ad:

– un inverter: dispositivo che trasforma la radiazione solare in energia elettrica;

– un quadro elettrico;

– un contatore -solo negli impianti off-grid;

– una o più batterie di accumulo -solo negli impianti off-grid e in quelli ibridi.

10 | Iter burocratico – quali autorizzazioni occorrono per l’installazione?

Le autorizzazioni per l’installazione dei pannelli variano in base ai regolamenti comunali e alla regione di appartenenza dell’immobile. In generale, è bene sapere fin da subito che l’istallazione non è quasi mai consentita negli edifici con tetti a falde di borghi medievali o centri storici. Mentre per tutti gli altri fabbricati sottoposti a vincoli – di tipo architettonico e paesaggistico – bisognerà sempre richiedere l’autorizzazione alla regione, che a sua volta farà capo alla soprintendenza.

Ottenute le varie autorizzazioni, per la messa in opera dell’impianto, è normalmente necessaria la CIA – Comunicazione di inizio attività- o la PAS – Procedura abilitativa semplificata.

Importante, se la messa in opera, di pannelli e impianto, avviene su un edificio non vincolato e in assenza di opere edili, si può procedere all’installazione senza richiedere alcuna autorizzazione al Comune.


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