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Guasto aereo, maltempo, scioperi e ritardi: risarcimento al passeggero?

21 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 settembre 2015



In caso di guasto aereo, il passeggero ha diritto al risarcimento del danno per la cancellazione del volo e per il ritardo prolungato.

In caso di prolungato ritardo aereo o addirittura di cancellazione del volo, il passeggero ha diritto al risarcimento del danno subito, salvo che ricorrano circostanze eccezionali. A prevederlo è la disciplina comunitaria, che si applica ai voli tra Stati Europei oppure a quei voli che abbiano come luogo di partenza o luogo di destinazione uno dei Paesi Membri [1].

Se il volo è cancellato oppure subisce un ritardo all’arrivo di oltre 3 ore (cosiddetto “ritardo prolungato[2]) ai passeggeri spetta l’assistenza in aeroporto ed il risarcimento del danno.

La legge [3] stabilisce il diritto ad un’indennità in misura forfettaria di:

– € 250,00 per tratte aeree inferiori o pari a 1.500 Km;

– € 400,00 per tratte aeree europee superiori a 1500 Km e per tutte le altre tratte internazionali comprese tra 1.500 e 3.500 Km;

– € 600,00 per i voli intercontinentali che prevedano spostamenti per oltre 3.500 Km.

La Compagnia aerea può rifiutare il risarcimento se ricorrono le cosiddette “circostanze eccezionali”, ossia quegli eventi imprevedibili ed inevitabili che, di fatto, non permettano al vettore aereo la regolare prestazione del servizio di trasporto. Tali circostanze esimono il vettore da responsabilità, poiché non possono essere imputati ad una sua mancanza o inadempimento nell’organizzazione del servizio. Per fare degli esempi, basti pensare al caso di un’improvvisa tempesta presso l’aeroporto del luogo di partenza o destinazione: è impensabile che, se le condizioni meteo rendano insicuro il decollo o l’atterraggio, il volo venga fatto partire comunque, a discapito della sicurezza dei passeggeri. Nessuna colpa, nel caso specifico, può essere attribuita alla Compagnia aerea, che nulla avrebbe potuto fare per evitare il maltempo ed il conseguente ritardo. Conseguentemente, il passeggero si vedrà rifiutata l’eventuale richiesta di risarcimento.

Il maltempo è indicato dalla normativa comunitaria proprio quale esempio di “circostanza eccezionale”, al pari dell’ipotesi di instabilità politica, dei rischi per la sicurezza o degli scioperi del personale aereo [4].

L’elenco però è esemplificativo e ci si potrebbe domandare se ricorra una “circostanza eccezionale” in ipotesi di guasto aereo e se il passeggero possa ottenere il risarcimento del danno. A riguardo la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto che il guasto tecnico non possa rientrare nel concetto di circostanza eccezionale, come descritto dalla normativa richiamata [5].

Il guasto, infatti, benché si sia verificato inaspettatamente o abbia colto di sorpresa i tecnici della Compagnia aerea, non costituisce un evento di per sé “eccezionale”, rientrando, per così dire, nella normale routine della manutenzione degli aeromobili (sull’argomento, si veda anche: “Guasto aereo: risarcimento non sempre assicurato”).

In caso di ritardo prolungato o addirittura di soppressione del volo aereo dovuto ad una guasto dell’aeromobile, dunque, il passeggero, se la Compagnia aerea non vi abbia provveduto spontaneamente, può chiedere il risarcimento del danno nella misura spettante sulla base della lunghezza della tratta da percorrere.

note

[1] Reg. 261/2004.

[2] Corte di Giustizia UE, Quarta Sezione, sent. del 19 novembre 2009.

[3] Art. 7 reg. 261/2004.

[4] Reg. 261/2004, “considerando” n. 2-14.

[5] Corte di Giustizia UE, Nona Sezione, sent. del 17 settembre 2015, causa C-257/14.


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