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Acconto e anticipazione sul TFR: come chiederlo e ottenerlo

21 settembre 2015


Acconto e anticipazione sul TFR: come chiederlo e ottenerlo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 settembre 2015



L’anticipazione del TFR (trattamento di fine rapporto): lavoratori interessati, limiti, condizioni, motivazioni, acquisto della casa, spese mediche, congedi, procedura.

Sebbene il TFR spetti, di norma, alla fine del rapporto di lavoro, il dipendente ha diritto di chiedere, per una sola volta, un’anticipazione nel corso del rapporto di lavoro. Ovviamente, la somma viene prelevata dall’importo complessivo del TFR spettante al lavoratore, con la conseguenza che, alla risoluzione del rapporto, questi si vedrà liquidata una cifra inferiore rispetto a quella che avrebbe ottenuto se non avesse chiesta l’anticipazione.

L’anticipazione del TFR non può essere richiesta in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo: come vedremo meglio a breve, esistono dei presupposti per poterla ottenere. È possibile, però chiedere, piuttosto che l’anticipazione del TFR, l’acconto del TFR: quest’ultimo, a differenza della prima, può essere ottenuto senza necessità di rispettare condizioni, ma solo a rapporto di lavoro ormai cessato, prima che il datore calcoli la liquidazione a titolo definitivo. Invece l’anticipazione la si può richiedere a rapporto ancora in corso.

Ecco di seguito le condizioni per ottenere l’anticipazione (fermo restando che eventuali condizioni di maggior favore potrebbero essere disciplinate dai contratti collettivi di categoria ed aziendali).

Quali lavoratori possono chiedere l’anticipazione sul TFR?

Ha diritto a chiedere l’anticipazione sul TFR solo chi ha maturato almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro.

Il diritto all’anticipazione del TFR è tuttavia espressamente escluso per i dipendenti di aziende in CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria).

Per servizio prestato presso la stessa azienda per otto anni si intende l’anzianità di servizio vera e propria e non il periodo effettivamente lavorato.

L’azienda può rifiutare la richiesta del lavoratore all’anticipazione del TFR?

Si. Infatti l’azienda è tenuta ad accogliere le domande di anticipazione nel limite annuo massimo del 10% dei lavoratori aventi diritto e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti. Ovviamente, se nell’anno di presentazione della domanda il limite è stato superato e l’azienda ha negato la richiesta del dipendente, nulla toglie che quest’ultimo possa riproporre la domanda per l’anno successivo.

Il numero dei lavoratori da prendere in considerazione per il calcolo degli aventi diritto è quello esistente all’inizio dell’anno.

È bene comunque leggere sempre il proprio CCNL di categoria che potrebbe fissare criteri diversi anche per il calcolo del numero dei dipendenti.

Secondo un orientamento della giurisprudenza, la disciplina dell’anticipazione del TFR non trova applicazione per le aziende che occupano meno di 25 dipendenti. Ciò in quanto il limite del 4% previsto dalla legge in tale situazione darebbe un risultato inferiore a 1 [1].

Quando può essere chiesta l’anticipazione del TFR?

L’anticipazione può essere richiesta solo in presenza di specifici motivi indicati dalla legge, motivi che, come detto, non riguardano invece il differente caso di acconto:

– per l’acquisto della prima casa per sé o per i propri figli. La richiesta di anticipazione deve essere giustificata dalla contemporaneità e dalla necessità della somma occorrente;

– per la necessità di sostenere spese sanitarie. Anche in questo caso, la richiesta di anticipazione deve essere giustificata dalla contemporaneità e dalla necessità della somma occorrente;

– per sostenere le spese durante i periodi di fruizione di specifici congedi per: a) astensione facoltativa per maternità; b) formazione.

Acquisto della casa

Per prima casa (per sé o per i propri figli) si intende un immobile destinato alla normale residenza ed abitazione del lavoratore e della sua famiglia.

La sussistenza dei requisiti può risultare da una dichiarazione resa davanti a un notaio o da altri documenti idonei.

Ecco qualche esempio in cui è possibile chiedere l’anticipazione (anche se il lavoratore è già proprietario di immobili non costituenti casa di abitazione o di altre case d’abitazione, date in locazione a familiari o a terzi, o acquistate a titolo d’investimento in località residenziali):

– acquisto con accensione di un mutuo ipotecario quando la somma, anche residua, sia di importo superiore o equivalente a quanto si intende richiedere a titolo di anticipazione;

– riscatto di abitazione già occupata ad altro titolo;

– acquisto del suolo allo scopo di costruire l’abitazione;

– acquisto per la casa del figlio, effettuato non dal lavoratore richiedente ma dal figlio stesso.

È stata invece negata l’anticipazione del TFR nel caso di:

– ristrutturazione della casa già di proprietà del lavoratore;

– copertura di debiti contratti dal lavoratore per pagamento del prezzo della casa o per evitare l’espropriazione forzata della casa di proprietà.

Spese mediche

Il lavoratore deve trovarsi nella necessità di sostenere spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti ASL.

Non è necessario che il lavoratore abbia già sostenuto la spesa.

L’intervento terapeutico o sanitario si definisce straordinario quando presenta i caratteri della delicatezza e dell’importanza sia dal punto di vista medico che economico [2].

La spesa può riguardare anche costi accessori, come il viaggio o il soggiorno presso località in cui deve essere effettuato l’intervento.

Congedi

Il TFR può essere anticipato per sostenere le spese durante i periodi di fruizione dei congedi per:

– astensione facoltativa per maternità;

– formazione.

Possono pertanto richiedere l’anticipazione i lavoratori assunti a tempo indeterminato che:

– genitori, anche adottivi o affidatari, si avvalgono del diritto di astensione facoltativa per maternità;

– hanno presentato domanda di congedo per la formazione, accolta dal datore di lavoro;

– partecipano a iniziative di formazione continua, anche aziendali.

Se l’anticipazione è stata corrisposta per un congedo a seguito della nascita, adozione o affidamento di un figlio non è possibile richiederla nuovamente nel caso di successivo congedo ottenuto per la medesima causa.

Fino a che misura si può chiedere l’anticipazione del TFR?

La misura massima di anticipazione del TFR che il lavoratore può richiedere è del 70%.

Come si presenta la domanda?

Il lavoratore presenta domanda di anticipazione del TFR allegando la seguente documentazione:

– in caso di acquisto della prima casa:

qualsiasi documentazione che possa provare l’acquisto quando questo non si è ancora giuridicamente perfezionato come ad esempio il contratto preliminare di vendita (volgarmente detto compromesso), a patto che il lavoratore esibisca l’atto di acquisto definitivo; le copie delle ricevute dei pagamenti effettuati ecc.

– in caso di spese sanitarie

è necessario produrre l’attestazione rilasciata dalle ASL che certifichi:

– esistenza della malattia

– necessità della conseguente terapia o intervento

– entità della spesa

– in caso di congedi

è sufficiente l’indicazione della data di inizio del congedo che dà diritto all’anticipazione [3].

Che succede se le somme vengono utilizzate per altri scopi?

Il datore di lavoro ha diritto di richiedere la restituzione della somma o il risarcimento dei danni, che spetta anche ad altri dipendenti in qualche modo danneggiati.

Il datore di lavoro ha pertanto la facoltà di controllare sia che la somma concessa sia stata impiegata per lo scopo per cui era stata richiesta, sia che essa sia stata utilizzata integralmente o in parte.

Come funziona l’anticipazione per il TFR destinato al finanziamento della previdenza complementare?

Anche gli iscritti alle forme pensionistiche complementari possono chiedere un’anticipazione della posizione individuale maturata. È necessario che sussistano le seguenti condizioni:

– in caso di spese sanitarie a seguito di “gravissime situazioni” relative al lavoratore stesso, al coniuge e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche: la richiesta può essere effettuata da qualsiasi lavoratore, a prescindere dall’anzianità di iscrizione al fondo. La quota massima di TFR anticipabile è del 75%;

– in caso di acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli o in caso realizzazione degli interventi di manutenzione, restauro, ristrutturazione della prima casa di abitazione: la richiesta può essere fatta a condizione che il lavoratore abbia maturato 8 anni di contributi. La quota massima anticipabile è del 75% del TFR;

– in caso di altre esigenze: la richiesta può essere fatta a condizione che il lavoratore abbia maturato 8 anni di contributi. La quota massima anticipabile è del 30% del TFR.

Le anticipazioni possono essere successivamente reintegrate, a scelta dell’aderente, in qualsiasi momento anche attraverso contribuzioni annuali eccedenti il limite di € 5.164,57.

note

[1] Cass. sent. n. 2749/1992.

[2] Cass. sent. n. 3046/1990.

[3] Circ. Min. Lav. 29 novembre 2000 n. 85.

Autore immagine: 123rf com


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