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Prestiti: rimborsabili con cessione fino a un quinto della pensione

22 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 settembre 2015



I pensionati pubblici e privati possono contrarre, con banche ed intermediari finanziari, prestiti che possono estinguere con cessioni di quote della pensione fino ad un quinto.

Per estinguere i prestiti, i pensionati possono cedere le pensioni ed i trattamenti equivalenti, fino ad una quota del quinto degli stessi. In particolare, la legge prevede che sono cedibili: le pensioni; le indennità sostitutive delle stesse; gli assegni equivalenti a carico di speciali casse di previdenza; le pensioni e gli assegni di invalidità e vecchiaia corrisposti dall’INPS; gli assegni vitalizi ed i capitali a carico di istituti e di fondi in dipendenza del rapporto di lavoro [1].

Il predetto elenco non è esaustivo, tanto che possono considerarsi cedibili anche le pensioni di anzianità, di inabilità ed i trattamenti privilegiati di invalidità e di inabilità nonché le pensioni liquidate provvisoriamente.

Non sono, invece, cedibili: le pensioni e gli assegni sociali; i trattamenti di invalidità civile; l’assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità [2]; gli assegni di sostegno al reddito; le pensioni a carico degli Enti creditizi.

Non possono, inoltre, formare oggetto della suddetta cessione: gli assegni al nucleo familiare, dal momento che il creditore di tale trattamento non è il pensionato, ma il nucleo familiare, al quale egli appartiene; le pensioni ai superstiti, quando siano in pagamento quote di contitolarità.

In quest’ultima ipotesi, invece, se la pensione sia corrisposta ad un solo superstite, tale somma può essere tenuta in considerazione nel calcolo della quota cedibile, sia se sia la sola pensione di riferimento, sia se sia abbinata ad uno o più somme pensionistiche cedibili.

La pensione è cedibile fino ad un quinto del suo importo, con esclusione del trattamento minimo.

La quota deve essere valutata al netto delle ritenute fiscali e previdenziali e deve essere calcolata, tenendo conto di tutte le pensioni percepite e cedibili.

Restano, pertanto, esclusi dal predetto calcolo della quota i trattamenti non cedibili.

Sono, invece, comprese: le maggiorazioni della pensione poste a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi; le maggiorazioni sociali ed altre somme aggiuntive [3].

Prima di sottoscrivere il contratto di cessione, il pensionato deve chiedere personalmente all’ufficio INPS, che ha in carico la sua pensione, il rilascio della cosiddetta “comunicazione di cedibilità”, nella quale viene riportato l’importo cedibile.

Tale comunicazione è indispensabile per potere dare esecuzione al contratto di finanziamento e non può essere rilasciata, se è già in corso una cessione del quinto della pensione.

Avv. Daniela Meo

Il pensionato può rimborsare il prestito mediante la cessione della pensione fino ad una quota del quinto della stessa e con esclusione del trattamento minimo. Per fare ciò, deve tenere conto dei trattamenti pensionistici cedibili, del metodo di calcolo della quota e della necessità di ottenere una comunicazione di cedibilità dall’INPS, prima di chiedere il finanziamento.

note

[1] Art. 1, comma 2 ter del D.P.R. n. 180 del 1950.

[2] Art. 5 della L. n. 222 del 12/06/1984.

[3] Circolare INPS n. 91 del 31/05/2007.


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