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Lo sai che? Per l’omissione di soccorso c’è la sospensione della patente

Lo sai che? Pubblicato il 22 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 settembre 2015

Il prefetto può emettere il provvedimento di sospensione della patente di guida mentre viene accertata la responsabilità penale dell’automobilista: il provvedimento ha natura cautelare.

In caso di omissione di soccorso può scattare la sospensione della patente ad opera del Prefetto nel periodo in cui viene definito il processo penale a carico dell’automobilista: tale provvedimento ha natura cautelare e trova giustificazione nella necessità di impedire, nell’immediato e prima ancora che ne sia accertata la responsabilità penale, che il conducente del veicolo, nei confronti del quale sussistono fondati elementi di responsabilità, continui una condotta che può arrecare pericolo ad altri. È quanto chiarito dal Tribunale di Milano [1].

Così, anche per chi, dopo aver provocato un sinistro, si fermi per qualche secondo per accertarsi delle condizioni dell’altro conducente, ma poi riparte senza attendere l’arrivo delle autorità della polizia – alle quali, in caso di danni a persona, spetta accertare l’identità dei soggetti coinvolti e le eventuali responsabilità – scatta la responsabilità penale e anche la sospensione della licenza di guida. Mai, dunque, allontanarsi frettolosamente dal luogo dell’incidente, anche se nulla fa pensare che l’altro conducente si sia fatto male. L’eventuale arrivo della pattuglia potrebbe, costatando l’allontanamento del responsabile, far partire la segnalazione alla procura della repubblica.

L’omissione di soccorso stradale

Perché scatti l’omissione di soccorso [2] non è necessario che il soggetto passivo (il ferito) subisca un danno dal comportamento del soggetto attivo, ma è sufficiente semplice condotta omissiva. L’obbligo di attendere l’intervento della pattuglia, comunque, riguarda non solo il conducente (il che presuppone comunque un “veicolo”), ma anche “l’utente della strada”.

Questi, tuttavia, deve comunque almeno essere coinvolto in un sinistro ricollegabile al suo comportamento: sono dunque esclusi coloro che – pur “utenti della strada” – siano “estranei” all’incidente, ad esempio, nel caso di un semplice passante (sempre che, ribadiamo, il suo comportamento sia del tutto indifferente rispetto alla verificazione dell’evento: si pensi all’ipotesi in cui un veicolo abbia sterzato per evitare un investimento).

La legge prescrive l’obbligo di “prestare assistenza” a chi sia anche solo “eventualmente ferito”; il concetto è sufficientemente ampio, ed evidentemente diversa è la prestazione che si può richiedere a seconda dei soggetti interessati: ad esempio, a un medico si dovrà richiedere una cura “tecnica”, il che non è esigibile da una persona qualsiasi. Un canone generale di sicurezza è quello di dare subito avviso all’Autorità (cioè, in altre parole, il chiamare un soccorso).

È inoltre necessario che il conducente sia in grado di rendersi conto dell’esistenza di un ferito: sicché nessun tipo di punizione – sotto il profilo penale – scatta, ad esempio, a chi si sia fermato e abbia chiesto ai coinvolti se necessitassero di cure.

D’altronde, anche se si tratta di una tendenza che si sta consolidando solo recentemente in materia, la giurisprudenza ritiene necessaria anche l’effettività del bisogno dell’investito, che viene meno non soltanto nei casi estremi di morte o di assenza completa di lesione, ma anche ove l’intervento del soggetto coinvolto nell’incedere non sia più utile.

Che fare in caso di incidente stradale?

La legge impone specifici obblighi in caso di incidente stradale con danni solo a cosa o danni anche a persone. Per tale aspetto rinviamo alla guida: “Incidente stradale: che deve fare l’automobilista in caso di feriti?“.

La sospensione della patente

Nelle ipotesi di reato in cui rientra la sanzione amministrativa della sospensione temporanea della patente di guida spetta al Prefetto solo accertare se il reato di cui è stato accusato il conducente prevede il ritiro della patente e che sussistono gli elementi di responsabilità in ordine a eventi lesivi. È infatti il giudice dell’opposizione che deve valutare la presenza di detti elementi, verificando la concreta sussistenza delle condizioni richieste dalla legge sulla base delle risultanze processuali.

note

[1] Trib. Milano, sent. n. 12317/2014.

[2] Comma 6 dell’art. 189 cod. str.

Autore immagine: 123rf com


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