Istanza di sospensione cartella Equitalia: annullamento in 220 giorni

23 settembre 2015


Istanza di sospensione cartella Equitalia: annullamento in 220 giorni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 settembre 2015



Come chiedere la sospensione della cartella esattoriale palesemente nulla o illegittima: l’istanza a Equitalia o l’avvio della fase di reclamo-mediazione.

Cambia la norma che disciplina la possibilità, per ogni contribuente, di chiedere direttamente a Equitalia la sospensione di una cartella esattoriale per crediti prescritti o già annullati, o sospesi o comunque, per qualsiasi altra causa, non dovuti.

Nonostante sia in vigore da oltre due anni, in pochi conoscono il decreto soprannominato “cartelle pazze”. Lo ignorano a volte anche gli stessi dipendenti di Equitalia a cui i cittadini consegnano le istanze e che questi – secondo quanto segnalatoci da numerosi lettori – rifiutano perché “non abilitati”. Richieste, peraltro, che vengono redatte sulla base dei moduli scaricati dal sito di Equitalia stessa.

In pratica, con la legge di stabilità del 2013 [1], viene data al contribuente, qualora venga raggiunto dalla notifica di una cartella esattoriale palesemente illegittima, la possibilità di chiederne l’immediata sospensione direttamente a Equitalia; se quest’ultima poi risponde positivamente, l’atto viene definitivamente annullato [2]. Ma l’aspetto più interessante riguarda il cosiddetto “silenzio-assenso”: se infatti tale risposta non arriva entro 220 giorni, la cartella si considera annullata. Per approfondimenti sulla procedura, leggi: “Chiedere a Equitalia l’annullamento dell’ipoteca” e “Cosa fare se Equitalia ti invia una cartella prescritta”.

Tale sistema è stato un grosso traguardo per il contribuente, perché ha evitato in molte ipotesi, cause, giudici e avvocati anche quando la nullità dell’atto appariva scontata. Inoltre, con l’immediata sospensione della cartella, il contribuente consegue un altro indubbio vantaggio: nel periodo necessario ad Equitalia per decidere sull’istanza, non può essere raggiunto da atti di pignoramento, fermi o ipoteche, in quanto l’esecutività della cartella viene sospesa.

Tuttavia la riforma varata ieri limita fortemente lo strumento in commento. Vediamo perché.

La norma prevede che l’istanza si sospensione possa essere richiesta nei seguenti casi:

– il diritto di credito azionato è prescritto o decaduto prima che il ruolo sia stato reso esecutivo;

– l’ente impositore ha emesso un provvedimento di sgravio del credito;

– l’ente creditore ha concesso la sospensione amministrativa;

– il credito è stato in tutto o in parte annullato o sospeso in giudizio;

– è stato effettuato pagamento prima della formazione del ruolo;

– per qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito.

Ebbene, quest’ultima previsione (“per qualsiasi altra causa…”), considerata un’apertura della norma anche ad ipotesi non espressamente previste dall’elenco appena citato, è stata eliminata. Con la conseguenza che ora le cause per ottenere la sospensione immediata sono solo quelle tipizzate dalla norma

La seconda modifica riguarda i tempi per presentare l’istanza. Se prima il contribuente poteva presentare la richiesta di immediata sospensione entro 90 giorni dalla notifica della cartella, ora potrà farlo solo entro 60 giorni. L’istanza va presentata entro 90 giorni dalla notifica della cartella con raccomandata a.r., in via telematica o con consegna allo sportello. I moduli sono già prestampati da Equitalia.

L’inerzia dell’ente impositore, protrattasi per almeno 220 giorni, non comporta più l’annullamento della pretesa creditoria, quando questa è ancora oggetto di un giudizio.

Il forte limite della normativa in questione è quello di non prevedere ancora la possibilità di chiedere la sospensione dell’esecutività di un debito risultante dall’estratto di ruolo, ma la cui cartella non sia mai stata notificata correttamente, circostanza che Equitalia stessa potrebbe verificare dai documenti in proprio possesso.

In ultimo la riforma interviene su un altro aspetto fondamentale. In presenza di una cartella esattoriale di Equitalia per debiti fino a 20mila euro, il contribuente che voglia proporre opposizione al giudice deve prima presentare all’Agente per la riscossione l’istanza di reclamo-mediazione, per dare la possibilità all’amministrazione finanziaria di correggere eventuali errori. Durante questo periodo di necessaria attesa prima di poter adire le vie legali, e che è di 90 giorni, l’esecutività della cartella resta comunque sospesa.

note

[1] Legge n. 228/2012, Art. 1, commi 537 e seguenti.

[2] Dal momento del ricevimento dell’istanza, Equitalia, entro 10 giorni, trasmette all’ente impositore l’istanza del debitore. Se, nei 60 giorni successivi, l’ente impositore trasmette ad Equitalia lo sgravio, il contribuente non deve più alcunché. Diversamente, quest’ultimo comunica a Equitalia la correttezza della richiesta di pagamento e la cartella torna ad essere esecutiva.   Se invece Equitalia non fornisce risposta al contribuente entro 220 giorni dalla presentazione dell’istanza, i crediti in oggetto sono annullati automaticamente.


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