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Mantenimento obbligatorio anche quando il figlio sta dal genitore non collocatario

23 Settembre 2015
Mantenimento obbligatorio anche quando il figlio sta dal genitore non collocatario

Separazione e divorzio: il mantenimento è una somma da versare una volta all’anno, ma viene rateizzata in mensilità solo per comodità del debitore.

Se il giudice dispone che il figlio debba stare dalla madre, ma poi per un mese all’anno (o per altre frazioni di tempo), va a vivere del padre, quest’ultimo, anche per tali periodi, è tenuto a versare il mantenimento all’ex coniuge. Così, ad esempio, se ad agosto il bambino va a vivere dal papà, la madre ha comunque diritto a ricevere l’assegno mensile. Lo ha chiarito il tribunale di Milano in una recente sentenza [1].

Secondo il provvedimento in commento, il genitore “non collocatario” del minore (quello cioè presso cui quest’ultimo non sta abitualmente e non ha fissato la propria dimora) è tenuto a corrispondere l’assegno pure nel periodo estivo quando la prole sta con lui. È infatti esclusa ogni sospensione o riduzione del trattamento economico perché il contributo mensile di mantenimento è, almeno astrattamente, una somma da pagare in un’unica soluzione annuale, ma, trattandosi di importi rilevanti, viene frazionata in mensilità solo per comodità del debitore.

Risultato: il papà non può evitare di versare l’assegno all’ex moglie nel mese in cui il bambino sta presso di lui durante le ferie estive o durante altre frazioni di anno come, ad esempio, le vacanze natalizie. Questo perché il contributo a carico del genitore non convivente con il minore non “nasce” mensile, ma annuale: il giudice della famiglia lo determina stabilendo una somma in moneta da versare per ogni anno. Ma poiché si tratterebbe di un onere economico troppo elevato, viene accordata all’ex coniuge onerato la possibilità di pagarlo in misura rateale o frazionata. E ciò soprattutto quando è l’obbligato a richiederlo: si tratta insomma di una misura adottata per agevolare il debitore. Così, ad agosto non si sfugge al pagamento in quanto la mensilità estiva non è altro che la quota di un somma globale somministrata per quella periodicità e determinata per tutte le necessità del bambino.


note

[1] Trib. Milano, sent. del 1.07.2015.

Autore immagine: 123rfcom


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