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Prescrizione: per i reati in materia di IVA non si applica

23 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 settembre 2015



In materia di IVA il giudice non potrà più dichiarare il reato prescritto finché non sarà approvata una riforma che stabilisca lallungamento dei tempi di prescrizione.

 

In Italia anche la prescrizione è diventata incerta. Chi è accusato di reati in materia di IVA non potrà più sperare nella prescrizione perché i giudici d’ora in poi avranno l’obbligo di ignorare il termine di prescrizione e portare comunque avanti i processi penali.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione con una recente sentenza [1] di cui non sono ancora note le motivazioni, ma che costituisce la prima applicazione della sorprendente sentenza della Corte di giustizia europea che ha giudicato troppo breve il termine di prescrizione di sette anni e mezzo per i reati in materia di IVA.

Come abbiamo già scritto in un articolo nei giorni scorsi (IVA: prescrizione del reato troppo breve, il giudice può allungarla), la sentenza della Corte europea [2] riguardava soltanto uno specifico reato, quello di dichiarazione fraudolenta mediante lutilizzo di fatture inesistenti [3], ma il principio può essere esteso a tutti i reati in materia di IVA, compreso quello molto comune di omesso versamento dell’imposta [4], che mantiene il termine di prescrizione di sette anni e mezzo, a differenza degli altri reati tributari per i quali a partire dal 2011 il termine di prescrizione è stato allungato a 10 anni.

In attesa delle motivazioni della sentenza, la decisione preoccupa perché prevede un trattamento discriminatorio fra coloro che sono accusati di reati in materia di IVA e tutti gli altri accusati di reati diversi e spesso molto più gravi, per i quali la prescrizione continuerà a essere dichiarata dai Tribunali alla scadenza dei 7 anni e mezzo.

La mancanza di un termine alternativo di prescrizione comporta inoltre il rischio che i processi potrebbero prolungarsi molto più a lungo, senza nessuna certezza sul limite di durata che i giudici riterranno sufficiente.

Nonostante la pronuncia della Cassazione la questione non è definitivamente chiusa, perché, in attesa dell’annunciata riforma della prescrizione, la Corte d’Appello di Milano [5] nel frattempo ha chiesto l’intervento della Corte costituzionale.

note

[1] Cass. sent. del 21.09.2015.

[2] C. Giust. UE, sent. 8 settembre 2015

[3] D.Lgs. n. 74/2000, art. 2

[4] D.Lgs. n. 74/2000, art. 10-ter

[5] C. App. Milano ord. del 18.09.2015


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1 Commento

  1. Buonasera, vorrei sottoporVi questa domanda. Sono stato condannato in primo grado per mancato versamento dell’iva, era il 30 gennaio 2015. Abbiamo fatto ricorso in appello, il 27 giugno 2015 il reato si prescriveva. In questo caso la prescrizione e’ valida o vale la sentenza “Tarrico” che il reato non va prescritto?.

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