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Lo sai che? Appello: a chi si notifica se la parte è deceduta?

Lo sai che? Pubblicato il 23 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 settembre 2015

In caso di morte della parte costituita a mezzo di procuratore, la mancata dichiarazione o notificazione del relativo evento da parte di quest’ultimo implica che il difensore continui a rappresentare la parte come se la morte non si fosse mai verificata.

Nel caso di decesso della parte processuale nel corso della causa, qualora ciò non venga dichiarato dal suo avvocato, la notifica dell’appello può essere effettuata nei confronti dell’originaria parte del processo di primo grado, presso lo studio del suo difensore. Lo ha detto la Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1]: la decisione chiude un contrasto interpretativo insorto in giurisprudenza, richiamando peraltro un simile orientamento delle Sezioni Unite [2].

La mancata dichiarazione della morte del cliente comporta l’ultrattività del mandato all’originario difensore e quindi quest’ultimo prosegue nel suo rappresentare la parte deceduta come se il suddetto evento della morte non si fosse mai prodotto.

Questa situazione può essere modificata nel giudizio di appello solo se si costituiscono gli eredi della parte deceduta (o il rappresentante legale della parte diventata incapace), oppure se il suo procuratore – già provvisto di procura alla lite valida anche per i seguenti gradi di processo – dichiari in udienza, o notifichi alle altre parti, l’evento della morte.

note

[1] Cass. sent. n. 18656/15 del 22.09.2015.

[2] Cass. S.U. sent. n. 15295/14.

Autore immagine: 123rf com

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, sentenza 20 maggio – 22 settembre 2015, n. 18656
Presidente Finocchiaro – Relatore Scarano

Svolgimento del processo

Con sentenza del 27/8/2013 la Corte d’Appello di Roma ha dichiarato improcedibile il gravame interposto dalla sig. V.T.R. nei confronti della sig. E.P.D.J. in relazione alla pronunzia Trib. Frosinone 30/11/2006, avente ad oggetto contratto di locazione, per «irritualità della notificazione» e «decadenza del [recte, dal] termine di impugnazione», essendo stato l’atto d’appello avverso sentenza depositata il 30/11/2006 proposto con ricorso depositato in data 11/1/2008
(tempestivamente ex art. 327 c.p.c.) e notificato all’appellato deceduto il 17/12/2007 presso il procuratore costituito in 1° grado.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito la T.R. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 2 motivi, illustrati da memoria.
Resiste con controricorso la P.D.J., che ha presentato anche memoria.

Motivi della decisione

Con il 1° motivo la ricorrente denunzia «violazione e falsa applicazione» degli artt. 101, 156, 300, 303, 328, 330 c.p.c., 2697 c.c., in riferimento all’art. 360, 1° co. n. 3, C.P.C.
Si duole che la corte di merito abbia erroneamente considerato inesistente l’atto di appello noificato alla controparte, deceduta dopo la pronunzia di 1° grado, laddove trova applicazione il principio dell’ultrattività della procura ad litern rilasciata dalla parte colpita dall’evento interruttivo.
Il motivo è fondato.
Come le Sezioni Unite di questa Corte, a componimento di insorto contrasto interpretativo, hanno avuto modo di affermare, in caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l’omessa dichiarazione o notificazione del relativo evento ad opera di quest’ultimo comporta, giusta la regola dell’ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l’evento stesso non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica della parte rappresentata (rispetto alle altre parti ed al giudice) nella fase attiva del rapporto processuale, nonché in quelle successive di sua quiescenza od eventuale riattivazione dovuta alla proposizione dell’impugnazione.
Tale posizione è suscettibile di modificazione qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano gli eredi della parte defunta o il rappresentante legale di quella divenuta incapace, ovvero se il suo procuratore, già munito di procura alla lite valida anche per gli ulteriori gradi del processo, dichiari in udienza, o notifichi alle altre parti, l’evento, o se, rimasta la medesima parte contumace, esso sia documentato dall’altra parte o notificato o certificato dall’ufficiale giudiziario ex art. 300, 4° co., c.p.c. (v. Cass., Sez. Un., 4/7/2014, n. 15295).
Orbene, nel ritenere inesistente la notifica dell’atto d’impugnazione effettuata all’originaria parte del giudizio di primo grado nelle more deceduto, «per come dichiarato il 17.12.2007, presso il procuratore del tempo costituitosi in primo grado», la corte di merito ha nell’ impugnata sentenza invero disatteso il suindicato principio.
Della medesima, assorbito il restante motivo, s’impone pertanto la cassazione, con rinvio alla Corte d’Appello di Roma perché, in diversa composizione, proceda a nuovo esame.
Il giudice del rinvio provvederà anche in ordine alle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il l° motivo di ricorso, assorbito il 2°. Cassa in relazione l’impugnata sentenza e rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, alla Corte d’Appello di Roma, in diversa composizione.

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