HOME Articoli

Lo sai che? Compravendita immobiliare: le tasse può pagarle l’acquirente

Lo sai che? Pubblicato il 24 settembre 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 24 settembre 2015

Tasse: gli oneri fiscali derivanti da un contratto possono essere trasferiti sull’acquirente, ma l’accordo ha validità solo tra le parti e non per il fisco che, pertanto, può provvedere alla riscossione nei confronti del soggetto per legge tenuto al pagamento, salvo il diritto di quest’ultimo di rivalersi contro l’obbligato.

In caso di compravendita immobiliare, le parti possono accordarsi disponendo che gli oneri fiscali dovuti all’erario per il trasferimento siano pagati dall’acquirente anziché dal venditore: tuttavia, si tratta di un patto “interno”, che non ha rilevanza per il fisco, il quale potrà quindi agire nei confronti del soggetto alienante, come se nulla fosse. Spetterà poi a quest’ultimo rivalersi contro l’acquirente in virtù dell’accordo tra di loro concluso (eventualmente chiedendo nei suoi confronti un decreto ingiuntivo).

È quanto chiarito dal tribunale di Palermo in una sentenza dello scorso 9 luglio.

È lo Statuto del contribuente a consentire espressamente la possibilità dell’accollo del debito d’imposta altrui senza liberazione del contribuente originario [1].

Il principio, del resto, è stato più volte ribadito anche dalla Cassazione [2], secondo cui non sussiste alcun divieto di carattere generale di concludere patti in base ai quali una parte si impegni ad accollarsi l’imposta dovuta dall’altra parte o dovuta in solido da entrambe le parti. Non è sostenibile quindi la tesi secondo cui un accordo di questo tipo, che deroghi la disciplina prevista dalla legge, sia nullo: l’accordo infatti resta confinato ai soggetti firmatari del contratto e non esplica effetti per il fisco.

Risultato: poiché il patto ha valore solo tra le parti e non per l’Agenzia delle Entrate, quest’ultima può recuperare la tassazione nei confronti del soggetto tenuto per legge al versamento delle imposte. Questi, dopo aver pagato, potrà agire in rivalsa nei confronti dell’acquirente che si era obbligato a tenere il primo indenne dagli oneri fiscali, ma non potrà pretendere nei suoi confronti anche il pagamento delle sanzioni. Infatti, tale debito scaturisce da un fatto ascrivibile a colpa del venditore, che ha omesso un adempimento fiscale a cui era tenuto in base a un preciso obbligo di legge. Insomma, il venditore non può schermarsi dietro la clausola contrattuale per ritardare il pagamento delle imposte; per cui le sanzioni ricadono solo su di lui, soggetto originariamente tenuto al debito verso l’erario e tenuto a rispettare la scadenza.

note

[1] Art. 8, co. 2, legge n. 212/2000.

[2] Cass. sent. n. 3577/1995.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI