Cassa integrazione: novità

25 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 settembre 2015



CIG e CIGS: le nuove regole appena entrate in vigore sulla cassa integrazione, condizioni, durata e tempi di presentazione della domanda.

 

Ieri, sono entrate in vigore le nuove regole per la concessione della Cassa Integrazione Ordinaria e Straordinaria.

Le procedure per la richiesta e l’erogazione dei trattamenti di integrazione salariale sono state semplificate [1].

Come richiedere la Cassa Integrazione Ordinaria

L’impresa, che voglia essere ammessa al trattamento di integrazione salariale ordinario deve presentare, per via telematica, all’INPS, una domanda di concessione, nella quale siano indicati:

– la causa;

– il presumibile periodo di sospensione dell’attività o di riduzione dell’orario di lavoro;

– i nominativi dei dipendenti coinvolti;

– le ore, per le quali si domanda la Cassa Integrazione [2].

Dal 2016, i predetti trattamenti si potranno applicare solo per le ipotesi di sospensione o riduzione dell’orario lavorativo e non più per la cessazione dell’attività aziendale.

Tempi di presentazione della domanda

Cambiano anche i tempi di presentazione della richiesta, che deve essere effettuata:

– per la Cassa Integrazione Ordinaria, entro 15 giorni dall’inizio della sospensione o della riduzione dell’attività d’impresa [3]. È stato, dunque, eliminato il termine di 25 giorni dalla fine del periodo di pagamento;

– per la Cassa Integrazione Straordinaria, entro 7 giorni dal periodo di consultazione sindacale o dalla conclusione dell’accordo collettivo aziendale concernente la procedura domandata [4].

Durata della Cassa Integrazione

La durata massima della CIG, sia ordinaria sia straordinaria, sarà di 24 mesi in 5 anni, prorogabile fino a 36 mesi, se vi sia stata crisi aziendale e si siano stipulati dei contratti di solidarietà [5].

Altre novità

Dal 2016, non verrà più applicata la Cassa Integrazione in deroga.

Anche le piccole aziende, che occupano mediamente 6 dipendenti, potranno domandare la CIG.

Esse, se nel 2015 abbiano aderito ad un loro fondo, saranno tenute ad aderire al nuovo “Fondo d’integrazione salariale” (FIS), creato per le imprese non rientranti nel campo di applicazione della CIG e della CIGS [6]. Tale fondo assicurerà ai dipendenti il pagamento dell’assegno di solidarietà – per un periodo massimo di 12 mesi nell’arco di un biennio – nelle ipotesi in cui l’impresa applichi una riduzione dell’orario di lavoro [7].

L’assegno potrà essere richiesto dalle aziende, che avranno fino a 15 dipendenti, per gli eventi che si verificheranno dal 1° luglio 2016.

Le imprese, che invece avranno più di 15 lavoratori, potranno domandare un assegno ordinario per 26 settimane in un biennio.

Il trattamento di integrazione salariale sarà di circa  l’80% della retribuzione globale e sarà posto a carico della sede Inps territorialmente competente [8]. Di esso, beneficeranno i dipendenti, inclusi gli apprendisti, che abbiano svolto almeno 90 giorni di effettiva attività lavorativa presso l’azienda interessata, al momento di presentazione della domanda [9].

Si attende, comunque, l’emanazione di un altro decreto ministeriale che chiarisca le nuove modalità di presentazione e di invio telematico delle domande, a partire dal 2016.

Avv. Daniela Meo

note

[1] D. Lgs. n. 148 del 23/09/2015.
[2] Art. 15 del D. Lgs. n. 148 del 23/09/2015.

[3] Art. 15 del D. Lgs. n. 148 del 23/09/2015.

[4] Art. 25 del D. Lgs. n. 148 del 23/09/2015.

[5] Art. 4 del D. Lgs. n. 148 del 23/09/2015.

[6] Art. 29 del D. Lgs. n. 148 del 23/09/2015.

[7] Art. 31 del D. Lgs. n. 148 del 23/09/2015.

[8] Art. 16 del D. Lgs. n. 148 del 23/09/2015.

[9] Art. 1 del D. Lgs. n. 148 del 23/09/2015.

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