Equitalia, salvi i decaduti dalle rate

25 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 settembre 2015



Il nuovo decreto di riforma della riscossione riammette alla dilazione i soggetti decaduti dai piani di rateazione di Equitalia.

Avere un debito con Equitalia è, purtroppo, più comune di quanto si pensi: basti solo il dato di 9 miliardi di Euro. Questo non è l’ammontare del totale dei debiti dei contribuenti con l’Agente della riscossione, ma è soltanto l’importo delle rate scadute. È vero che, del totale di 9 miliardi, circa 2,8 miliardi dovrebbero essere recuperati grazie alle riammissioni alla dilazione inoltrate sino al 31 luglio, oggetto del precedente beneficio, ma, ammesso che tale importo sia interamente saldato negli anni, rimarrebbero comunque scoperti oltre 6 miliardi di Euro.

È facile comprendere, allora, come il fisco abbia tutto l’interesse a riprendere almeno una parte di questo debito, riammettendo, grazie al nuovo decreto di riforma della riscossione, attuativo della delega fiscale, i soggetti decaduti a nuovi piani di rateazione: è sempre meglio, difatti, una riscossione “spontanea”, piuttosto che coattiva, poiché non sempre le procedure di esecuzione vanno a buon fine, ed i costi sono abbastanza elevati.

I nuovi piani di riammissione

La riammissione alla dilazione dei debiti con Equitalia, tuttavia, non sarà solo “rose e fiori”: i nuovi piani avranno condizioni maggiormente rigide, rispetto ai precedenti. Il debito potrà infatti essere frazionato in massimo 72 rate mensili (vale a dire che il saldo di quanto dovuto dovrà avvenire entro sei anni). Inoltre, per i riammessi, basterà solamente saltare due rate, per decadere definitivamente dal beneficio. Peraltro, non tutti potranno fruire dell’agevolazione, ma solo chi è decaduto da piani di dilazione nei 24 mesi precedenti.

La domanda di riammissione

Saranno, poi, strettissime le tempistiche per presentar domanda di riammissione alla rateazione: una volta che il decreto attuativo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si avranno soltanto 30 giorni di tempo per effettuare l’istanza. Ancora non è stata resa nota la procedura specifica, ma verosimilmente sarà la medesima già prevista per la riammissione straordinaria che scadeva il 31 luglio scorso.

Presso il sito internet di Equitalia saranno resi disponibili degli appositi moduli, da compilare per accedere al beneficio della nuova rateazione, indicando i riferimenti del vecchio piano dal quale si era decaduti; i moduli dovranno poi essere inoltrati alla sede locale di Equitalia più vicina, mediante raccomandata o con consegna diretta.

I nuovi piani di rateazione

La normativa cambia anche per chi non ha precedenti rateizzazioni in corso, scadute o meno, e vuole frazionare il suo debito col fisco: i nuovi piani prevedranno regole più rigide, in merito alla decadenza. Per trovarsi fuori dal beneficio, difatti, basterà il ritardo nel pagamento di 5 rate, anche non consecutivamente, contro le attuali 8 previste allo stato attuale.

Sarà più leggero, però, l’aggio di Equitalia su somme iscritte a ruolo ed interessi, che scenderà dall’attuale dall’8% al 6% ; inoltre, nei casi in cui il pagamento avvenga entro 60 giorni dalla ricezione della cartella, l’onere scenderà ulteriormente all’1%, in caso di riscossione spontanea[1], o al 3%, negli altri casi.

note

[1] Art. 32, D.Lgs. 46/1999.

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