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Cane che abbaia e dà fastidio: il Comune o l’Asl può intervenire?

25 settembre 2015


Cane che abbaia e dà fastidio: il Comune o l’Asl può intervenire?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 settembre 2015



Latrati dei cani e rumori: il sindaco non può emettere un’ingiunzione per l’installazione di barriere di isolamento acustico.

Se i cani del vicino danno fastidio, non è il Comune che deve intervenire. Né – come spesso erroneamente si crede a volte – l’Asl. L’azienda sanitaria, infatti, ha potere solo nel caso in cui le condizioni degli animali generino un danno alla salubrità dell’aria e del terreno circostante (si pensi a un canile dove gli escrementi non vengono rimossi). Quanto invece al Comune, l’amministrazione non può ordinare al proprietario di spostare gli animali dal confine di proprietà dei due immobili. I provvedimenti d’urgenza adottati dal sindaco, infatti, servono solo a tutelare la cittadinanza e non possono intervenire nelle controversie fra privati come le liti di vicinato. Lo ha chiarito il Tar Puglia con una recente sentenza [1].

Dunque, se il cane del vicino abbaia troppo, fa rumore e sveglia il vicinato non resta che valutare gli estremi dell’azione civile (per il risarcimento del danno) o, eventualmente, se viene disturbata la quiete e il riposo di un numero indeterminato di persone, l’azione penale. A riguardo, rinviamo il lettore alla nostra guida: “Se il cane del vicino abbaia e fa rumore: tutela e risarcimento”.

Barriere di isolamento acustico

Non sarà quindi il Comune a imporre al proprietario di installare una barriera di isolamento acustico al confine fra i due immobili per attutire i latrati dei cani (come invece, nel caso di specie, era stato disposto con ingiunzione del sindaco). Potrebbe, a tutto voler concedere, essere il giudice, all’esito di una causa civile (eventualmente, su ricorso d’urgenza), ad imporre l’adozione di misure per ridurre e attenuare i rumori, come appunto delle barriere acustiche.

Insomma, l’autorità amministrativa non ha poteri: ne ha solo quella giudiziaria.

Peraltro l’ordinanza del sindaco contingibile e urgente può intervenire solo in casi eccezionali e imprevedibili quando è a repentaglio l’interesse della collettività (non necessariamente di tutta la città, ma anche di una zona o di un quartiere). Si tratta di provvedimenti che il Comune adotta per difendere un numero elevato di persone, non certo per risolvere le beghe tra vicini.

note

[1] Tar Puglia, sez. Lecce, sent. n. 2684/15.

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