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News Come estinguere i debiti prestando lavoro sociale

News Pubblicato il 26 settembre 2015

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> News Pubblicato il 26 settembre 2015

Il baratto amministrativo: sono molti i Comuni che hanno previsto la possibilità di pagare i debiti tributari prestando ore di lavoro sociale in favore dell’ente locale.

Lavoro in cambio di debiti? Sì, da oggi si può. Lo prevede il decreto Sblocca Italia e si chiama “baratto amministrativo” ossia la possibilità di estinguere i propri debiti attraverso delle prestazioni in natura come, ad esempio, con opere d’arte o con il proprio lavoro.

La soluzione risulta particolarmente vantaggiosa per i disoccupati o quelli con reddito basso che, in questo modo, potranno usufruire di forti sgravi fiscali per tasse come Tasi, Imu, e Tari e avere ulteriori agevolazioni e bonus erogati dall’ente locale. Detto in termini ancora più concreti, si tratta della possibilità, per gruppi di cittadini che partecipano a progetti di utilità sociale per il proprio Comune (come la pulizia delle strade o i lavori di manutenzione) di pagare i tributi locali col proprio lavoro.

In fase di sperimentazione, il decreto ha visto in prima linea diversi piccoli Comuni italiani che hanno così consentito ai cittadini di liberarsi dai debiti tributari senza toccare i propri risparmi (leggi l’elenco in “Baratto per pagare le tasse”).

Oggi, l’esperimento viene varato anche a Milano. La sperimentazione sarà messa a punto nelle prossime settimane in cui un tavolo tecnico studierà i dettagli per poi aprire i bandi a partire da gennaio.

La novità offerta dal comune lombardo è un’interpretazione più aperta della legge, includendo, tra gli impegni finanziari da saldare, anche le morosità. Insomma, chi ha un arretrato da pagare – tra multe, affitti, mense scolastiche e tributi di vario tipo – può decidere di mettersi in regola con il comune dandosi da fare per la manutenzione della città, il supporto agli anziani, la raccolta dei rifiuti o altre attività.

Il punto sarà stabilire un valore economico alle prestazioni lavorative e controbilanciarlo, dall’altro, con i debiti fiscali: tutto sarà regolato, quindi, secondo le normali logiche contrattuali del mondo del lavoro. Nello stesso tempo, bisognerà verificare di quali lavori il Comune abbia effettivamente bisogno, onde non costituire questo sistema una perdita per le casse dell’amministrazione. Dunque, sarà necessario studiare il modo per non sovrapporre i nuovi lavori sociali coi servizi già offerti dall’ente, e in modo da essere realmente utile alla cittadinanza.

La possibilità, almeno a Milano, verrà concessa tuttavia solo alle persone con un basso reddito, al di sotto dei 21mila euro all’anno, all’interno di quella che viene definita “morosità incolpevole”.

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Autore immagine: 123rf com


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