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Conti intestati a più persone e morte di un titolare: cosa succede?

27 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 settembre 2015



Conto corrente bancario o libretto postale: se uno dei titolari decede, cosa prevede la legge tra gli altri cointestatari?

Capita spesso che le famiglie italiane aprano presso Istituti bancari o Uffici postali dei conti o dei libretti postali intestandoli a più persone (di solito moglie e marito) con la clausola della firma disgiunta. Si tratta di rapporti in cui i singoli cointestatari del conto e/o dei libretti postali possono operare sui medesimi disgiuntamente, cioè l’uno senza il preventivo consenso dell’altro ed indipendentemente dall’altro o dagli altri cointestatari.

Ma che succede in caso di decesso di uno dei contitolari del conto bancario o del libretto postale a firma disgiunta?

È cosa risaputa che alla morte di uno dei cointestatari a firma disgiunta le banche e gli uffici postali – venuti a conoscenza dell’evento – “bloccano” la possibilità di accedere e, dunque, prelevare dal conto o dal libretto fino a che il superstite titolare non produca tutta la documentazione (certificato di morte, eventuale testamento, dichiarazione di successione).

Ebbene, la morte di uno dei titolari di un conto o libretto con clausola di firma disgiunta non produce lo scioglimento o venir meno del contratto con la banca o le Poste: il rapporto, quindi, prosegue con l’altro titolare superstite e gli eredi del defunto. Questi soggetti potranno operare sul conto o sul libretto separatamente, ma se il superstite titolare del conto potrà agire da solo e senza necessità di autorizzazione da parte degli eredi del defunto cointestatario, questi ultimi (se più di uno) potranno accedere e operare sul conto o sul libretto, indipendentemente dal titolare superstite, a condizione che lo facciano congiuntamente fra loro.

In tal senso ha deciso sia la giurisprudenza [1] nonché l’arbitro bancario [2].

Più in particolare, sempre la giurisprudenza [3] ha precisato che, deceduto uno dei cointestatari, fra gli eredi e l’altro cointestatario superstite c’è solidarietà sia per i crediti che per i debiti. Ciò vuol dire che il saldo è per intero nella disponibilità di tutti i cointestatari anche se il danaro viene depositato da uno solo di essi o da terzi.

Dunque gli eredi del cointestatario devono sapere che le operazioni sul conto e sul libretto che intenderanno effettuare non potranno avvenire se non sono tutti d’accordo.

La firma disgiunta, infatti, per gli eredi del cointestatario significa che non c’è bisogno dell’accordo con il cointestatario superstite, ma non che ciascuno di loro possa agire da solo e senza il consenso degli altri eredi.

In altre parole, nei confronti dell’istituto bancario o dell’ufficio postale, e per poter legalmente agire sul conto o sul libretto, gli eredi del cointestatario di un conto o libretto a firma disgiunta dovranno considerarsi come se fossero un unico soggetto: e, quindi, o sono d’accordo per operare, oppure sarà da considerarsi illecita l’operazione (se mai andasse a buon fine) che il singolo erede avrà effettuato senza informare (per ottenerne il consenso poi negato), o, peggio ancora, con il dissenso degli altri eredi.

note

[1] Cass. sent. n. 15.231 del 29.10.2002.

[2] ABF Milano, decisione n. 1525 del 2014.

[3] Cass. sent.. n. 4496/2010.

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3 Commenti

  1. buon giorno, sono giunta vittoria e avrei un quesito da porvi. Mia madre é deceduta nel 2015 , premetto che siamo 4 figli . e tutti e 4 residenti in belgio .poco prima di morire i miei fratelli hanno raggirato mia madre erano d’accordo che dovevano prendersi tutto loro , il fratello piu’ piccolo si é fatto fare l’atto della casa e si son fatti consegnare i libretti di risparmio che erano piu’ di uno in cui c’erano cointestati in uno un fratello e in un’altro l’altro fratello , mia madre ce lo disse perché se succedeva qualcosa c’era qualcuno che poteva prelevare , invece mia madre é deceduta e sia a me che a mia sorella non ci hanno comunicato niente .si sono appropiato tutto loro ,abbiamo scritto alla posta tramite il nostro avvocato , ma la risposta é stata che se c’era un libretto cointestato per ragioni di privacy non potevano dairci niente.ora, io sono sicura anzi sicurissima che mia madre i soldi li aveva , e siccome abbiamo impugnato la casa , e il fratello che ha la casa vuole dei soldi per le spese del funerale (mentre mia madre aveva tutto pagato da anni ) l’altro fratello( che nel frattempo hanno litigato ) dice di non pagarglieli , perché lui ha preso un bonifico postale di 4.500 , hanno preso gli atti notori sia mio che di mia sorella ( ci ha detto perfino la cifra che hanno pagato al comune, 15 euro) , e i soldi ci sono arrivati qui , in belgio dove risediamo , ora dico , perché la posta non ci ha detto di questi libretti? si puo’ fare qualcosa ?? potete aiutarmi? perché io vivo in belgio e tutto l’affare é in sicilia . grazie.

  2. Buongiorno, vorrei sapere cosa succede se il cointestatario è a sua volta un erede.
    La ringrazio in anticipo per la risposta

  3. Salve, ho un conto bancario intestato a me e a mio padre, deceduto l’anno scorso il 27 luglio 2017. Sul conto bancario ho solo la mia pensione e varie bollette enel, telecom, eni domiciliate. Mio padre aveva invece la sua pensione alle Poste in un libretto postale intestato a me, mio padre e mia madre disabile , insieme con l’assegno d’accompagnamento per mia madre disabile, deceduta anch’essa l’anno scorso il 17 luglio 2017. . Alle poste sanno del decesso di mio padre, la pensione di mio padre e l’assegno per mia madre disabile logicamente non ci sono più. Sembra che ai figli superstiti di entrambi i genitori non spetta nulla, come invece sussiste tra marito e moglie. Ora, alle Poste non hanno fatto mai alcun problema, continuo io figlio a operare liberamente sul libretto (ancora cointestato a me e ai miei genitori), ho anche fatto dietro loro consiglio la carta libretto postale, tutto ok! Alla Banca invece, anche ricevendo a casa mia alcuni giorni fa regolarmente (tutto OK!) l’estratto conto cartaceo trimestrale, aggiornato a fine giugno 2018, con ben evidenziata la mia pensione Inps (ex inpdap, dato che sono un ex insegnante di scuola media), e le varie utenze domestiche domiciliate, hanno fatto qualche problemino, dopo che io stamattina sono andato da loro per delle semplici spiegazioni sulle solite comunicazioni bancarie (mulla di serio, nessuna voce in grassetto e nessuna voce inerente al mio semplice conto bancario. Alcuni impiegati…; senta tuo padre è deceduto e bisogna chiudere il conto per riaprirne un altro intestato solo a lei. Sono andato dal direttore e, evasivamente, andando via…, signore, senta, se vi chiudo adesso il suo conto bancario con i documenti che lei mi ha portato, certificato di morte di suo padre, documenti di riconoscimento suoi e di suo padre, estratti conto bancari trimestrali, ecc., la metto in seria difficoltà con bancomat, pensione inps, ecc. non si preoccupi, torni a settembre 2018, venga da me (me lo diceva in uno strano modo evasivo) io le apro un nuovo conto, poi vada subito all’inps e riferisca gli estremi del nuovo conto, poi torni da me e chiudiamo il vecchio conto. E le utenze telecom, enel, ecc.? dico io! Mmmm, con un sorriso, non c’è problema, lei non deve fare nulla siamo noi della banca a doverci pensare. Lei deve solo comunicare all’inps, quando verrà da me tra un paio di mesi a settembre 2018, gli estremi del nuovo conto bancario intestato solo a Lei. Ora, mi scusi, la mia domanda: “Devo preoccuparmi? O devo continuare a usare liberamente il libretto postale e bancario, dato che non è mia assoluta intenzione chiuderli!” Poi nell’atto notarile c’è specificato che l’usufrutto di tutta la proprietà dei miei genitori, vita natural durante, passerà interamente a me figlio. L’amico geometra da me incaricato mi ha da tempo riferito di stare tranquillo e che l’atto di consolidamento usufrutto con tutti gli altri documenti catastali ed altra documentazione inerente sono pronti ed è tutto perfettamente a posto al 100%.

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