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Detrazioni fiscali per familiari a carico e figlio sposato

27 settembre 2015


Detrazioni fiscali per familiari a carico e figlio sposato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 settembre 2015



Quali sono i familiari a carico e le condizioni per le detrazioni; se un figlio si sposa, ma continua a vivere con i genitori, questi possono continuare a beneficiare della detrazione per il figlio come familiare a carico?

Per i familiari a carico – aventi cioè un reddito personale complessivo modesto – il contribuente residente ha diritto a una riduzione dell’imposta (detrazione fiscale), stabilita in misura forfetaria. Ciò vale – per come si vedrà a breve – anche per il figlio che eventualmente dovesse sposarsi. Ma procediamo con ordine.

Chi sono i familiari a carico?

I soggetti rientranti nella nozione di familiari, sempre che non abbiano un reddito complessivo superiore a € 2.840,51, soni i seguenti:

coniuge (marito o moglie, esclusi i semplici conviventi) non legalmente ed effettivamente separato, anche se non convivente o residente all’estero. Spetta anche per il coniuge separato o divorziato, solo se convivente o se percepisce assegni alimentari volontari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Se entrambi i coniugi possono essere considerati a carico, la detrazione deve essere attribuita ad uno solo;

figli (anche gli adottivi o affidati) a prescindere dall’età del figlio, dalla residenza in Italia o all’estero, dalla convivenza con i genitori e dalla eventuale circostanza che il figlio sia portatore di handicap;

genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi) solo se conviventi o se percepiscono assegni alimentari volontari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, da ripartire tra coloro che hanno diritto alla deduzione;

nonni (anche naturali) solo se conviventi o se percepiscono assegni alimentari volontari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, da ripartire tra coloro che hanno diritto alla deduzione;

– discendenti dei figli (nipoti) solo se conviventi o se percepiscono assegni alimentari volontari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, da ripartire tra coloro che hanno diritto alla deduzione;

fratelli e sorelle (anche unilaterali) solo se conviventi o se percepiscono assegni alimentari volontari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, da ripartire tra coloro che hanno diritto alla deduzione;

suoceri, nuore e generi solo se conviventi o se percepiscono assegni alimentari volontari, non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, da ripartire tra coloro che hanno diritto alla deduzione.

Limiti di reddito

Per essere considerati familiari a carico, il reddito personale non deve superare € 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili. Tale limite deve riferirsi ai redditi di ciascun familiare, sono quindi esclusi i redditi dei figli minori soggetti ad usufrutto legale dei genitori.

Se durante l’anno viene superato il limite di reddito, la deduzione non spetta nemmeno parzialmente. Infatti il limite di reddito suddetto è fissato con riferimento all’intero periodo d’imposta.

Per il calcolo del limite di reddito si deve tener conto dei redditi che rientrano nel reddito complessivo, a cui vanno aggiunti solo i seguenti redditi (esclusi dal reddito complessivo):

– i canoni di locazione tassati con la cedolare secca;

– il reddito di impresa o di lavoro autonomo assoggettati al regime forfettario e al regime dei minimi;

– il reddito degli sportivi dilettanti se inferiore a € 7.500 e, in assenza di altri redditi, se inferiore a € 28.158,28;

– la quota esente delle retribuzioni percepite all’estero dai frontalieri e da coloro che lavorano a Montecarlo e a S. Marino (€ 7.500);

– le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche, nonché dalla Santa Sede e da Enti gestiti direttamente dalla stessa.

Il figlio che si sposa può essere ancora “a carico”?

L’Agenzia delle Entrate, con una circolare [1], ha dato risposta positiva alla questione in oggetto: viene infatti precisato che la detrazione per figlio a carico spetta anche qualora quest’ultimo sia sposato, purché non abbia un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro.

Famiglie con almeno 4 figli a carico

In presenza di almeno 4 figli a carico, è riconosciuta ai genitori un’ulteriore detrazione complessiva di € 1.200, indipendente dal numero effettivo dei figli eccedenti il 4° (5, 6, 7 ecc.).

La detrazione non frazionabile nel caso di nascita del 4° figlio nel corso dell’anno e non influenzata dal reddito del genitore.

In presenza di 4 figli, se uno di essi supera il limite del reddito per essere considerato a carico, la detrazione non spetta; se invece i figli a carico sono 5 o più, allora spetta comunque.

In caso di genitori non legalmente ed effettivamente separati, la detrazione è ripartita al 50% fra loro. Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione compete a quest’ultimo per l’intero importo.

Se il 4° figlio di un genitore non è tale anche per l’altro genitore (es. genitore che ha avuto 2 figli dall’ex coniuge e altri 2 figli da un altro coniuge), l’ulteriore detrazione spetta per intero al primo genitore.

note

[1] Ag. Entrate circolare n. 95/E/2000 punto 3.1.4.


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