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In causa senza avvocato: quando? È costituzionale?

28 Settembre 2015
In causa senza avvocato: quando? È costituzionale?

Cause davanti al giudice di pace o alla Commissione tributaria provinciale: quando è consentita l’autodifesa senza bisogno dell’assistenza di un avvocato?

Anche se sono davvero pochi i cittadini che usufruiscono di questa possibilità, la legge consente a chiunque di stare in causa da solo, senza bisogno della cosiddetta “difesa tecnica” ossia dell’assistenza di un avvocato. Ciò è consentito nei seguenti casi:

 

DAVANTI AL GIUDICE DI PACE

La parte può stare in giudizio personalmente nelle cause:

– di valore inferiore a 1.100 euro [1];

– di valore superiore a 1.100 euro, se ha presentato istanza anche verbale al giudice di pace e questi l’ha autorizzata con decreto, in considerazione della natura ed entità della causa [2]. Il decreto non esige particolari formalità e può risultare implicitamente anche dai verbali di causa [3];

– di opposizione alle ordinanze-ingiunzioni [4].

Se la parte sta in giudizio personalmente in mancanza dei presupposti, il procedimento è nullo e la nullità (relativa) è rilevabile solo dalla parte nella sua prima difesa [5]

In tutti gli altri casi, la parte deve farsi assistere da un avvocato munito di procura, anche quando è rappresentata da un terzo.

Si ricorda che anche il praticante abilitato può assistere la parte davanti al giudice di pace.

DAVANTI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE

La parte può stare in giudizio personalmente nelle cause:

– di valore fino a 3.000 euro [1]. Il valore è stato alzato per effetto di uno dei decreti attuativi della delega fiscale del 2015.

PROBLEMI DI COSTITUZIONALITÀ

Non pochi cittadini giudicano come incostituzionale l’obbligo della difesa tecnica obbligatoria davanti ai giudici (quella cioè assistita da un avvocato o, nelle cause davanti alla CTP, anche da un commercialista, un ragioniere o un perito contabile). E ciò perché l’articolo 24 della Costituzione stabilisce che “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”.

La previsione della difesa tecnica obbligatoria, posta a difesa dello stesso cittadino, è invece da alcuni vista come un modo indiretto di tutelare la categoria dei professionisti, rendendo necessaria e, quindi, insostituibile, la loro attività.

È davvero così? Tu cosa ne pensi? Rispondi alla nostra intervista qui sotto


note

[1] Art. 82 co. 1, cod. proc. civ.

[2] Art. 82 co. 2, cod. proc. civ.

[3]Cass. S.U. sent. n. 9767/2001; n. 6410/1998.

[4] Art. 6 co. 9 D.Lgs. 150/2011

[5] Cass. SU sent. n. 9767/2001.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. La Legge 848/1955, che recipisce la Crta di Roma del 1950 perfezionata dal Trattato di Parigi del 1952, è una LEGGE DELOO STATO tutt’ora in vigore.
    All’articolo 6, lettere e) e f), sancisce il diritto all’auto-difesa ed a convocare ed interrogare i testimoni. Senza avvocato!
    L’articolo 6 fa parte di quegli articoli INDEROGABILI.
    Infatti stiamo parlando della legge italica “sui diritti umani” e della fondazione del CEDU.
    Ho letto varie sentenze del Corte Costituzionale su quesiti posti da giudici che appoggiavano le richieste in causa di applicazione della Legge 848/1955: in NESSUNA di esse si invalida il principio di diritto …. ma si dice che per meglio essere difesi si deve DARE DELEGA ad un tecnico …..
    Eè vero, se devo costruire la mia casa mi rivolgo ad un ingegnere o architetto ….. ma ….. con la “consulenza” LI DELEGO forse a scegliere per me come voglio la mia casa????
    L’avvocato dovrebbe tornare ad essere solo un GIURECONSULTO, o se serve, anche ORATOR se il cliente ha difficoltà di esposizione, lasciando piena responsabilità ai clienti delle scelte.
    Avete provato a dire ad un avvocato: “mah …. io farei così e così”? O a contraddirlo un poco? ……. sorvoliamo!!! …. 🙂 ….
    Nel diritto latino l’ADVOCATUS era la figura giuridica peggiore: era l’amico tutto fare dei potenti che intrallazzava per loro conto.
    Mi pare sia un gran danno sociale e morale che si sia perso il nobile desiderio di avere dei “giureconsulti” come consulenti tecnici.
    Ringrazio La Legge per Tutti, e i suoi redattori!, per il grandissimo e prezioso lavoro di divulgazione che svolge a favore di noi Esseri Umani, vessati ANCHE dalla NON applicazione delle medesime leggi dello stato.
    Cordiali saluti.
    Lelle Zappa

    1. sono completamente d’accordo, visto che è un diritto dettato da una legge ancora in vigore , bisogna ch tutti i cittadini sovrani abbiano cognizione di questo per potersi difendere direttamente e non tramite un avvocato che a volte non capiscono la realta’ dei fatti. solo la vera’ realta’ porta a una sentenza seria dettata dai crismi di legalita’.
      giovanni mazzanti

  2. la cassazione riferisce della funzione collaborativa dell’avvocato, di ausilio, a quella del giudice nell’attuazione della legge.

    Tuttavia, c’è la possibilità di autodifendersi nei giudizi di opposizione alle sanzioni amministrative (cc.dd. OSA) e nei giudizi civili al giudice di pace fino a 1.100 euro. Superato il limite, nulla vieta che la parte agisca personalmente, ma la validità della costituzione del rapporto processuale è subordinato ad un atto autorizzativo del giudice in funzione della natura e dell’entità della causa. Cosa succede, dunque, se l’attore agisce per valore lite superiore alla soglia dei 1.100 euro ed il giudice non lo autorizza a stare in giudizio da sola? dichiara nullo l’atto o è tenuto a fissare una nuova udienza a termini dell’art. 182 cpc co. 2? sarebbe preferibile la seconda tesi, ma le recenti Cass. 5013/2018, 4732/2016, 3874/2012 nulla dicono al riguardo. Allora, forse, si vuole tutelare più l’obbligatorietà della difesa tecnica, piuttosto che l’autodifesa tipica ai tempi del conciliatore nelle cause bagatellari. Costringendo così i cittadini o a rinunciarvi o a spendere soldi , soldi e soldi.

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