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Isee e conto corrente, cosa si deve dichiarare?

29 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 settembre 2015



I dati da inserire nella dichiarazione Isee, relativamente ai conti correnti.

La nuova Dsu 2015, meglio nota come dichiarazione Isee, risulta molto più complessa rispetto alle versioni degli anni precedenti, poiché richiede una nuova procedura di convalida, oltre a numerosi dati e specifiche aggiuntive.

In particolare, per quanto riguarda il patrimonio mobiliare, sia del dichiarante che dei familiari, devono essere indicate tutte le componenti possedute (conti correnti, depositi, titoli…), anche se detenute all’estero.

La data a cui far riferimento per inserire i dati patrimoniali (a parte alcune eccezioni) è quella del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione dell’Isee: dunque, nella dichiarazione 2015, si dovrà inserire quanto posseduto al 31 dicembre 2014.

Quali tipi di conto vanno dichiarati?

In primo luogo, devono essere inseriti nell’Isee 2015, quadro FC, non solo i conti correnti “classici”, ma anche i conti correnti postali ed i depositi; devono essere inclusi anche i conti di pagamento, in valuta, i conti di vincolati/liberi, i conti bancari transitori (conto terzi individuale o globale), ed i libretti nominativi ed al portatore, sia bancari che postali.

Devono essere indicate le carte con Iban?

Le cosiddette “carte conto”, cioè le carte prepagate ricaricabili, che hanno alcune delle funzioni di un conto corrente, devono essere inserite nel quadro FC2, Sezione II, della Dsu, col codice 99, indicandone il saldo al 31 dicembre dell’anno precedente.

Nella stessa sezione, con lo stesso codice, vanno indicate anche le carte prepagate senza Iban.

Che cosa si deve indicare nell’identificativo del rapporto?

Nel punto della dichiarazione in cui va inserito l’identificativo del rapporto, si può inserire sia il codice IBAN, che il numero di conto corrente: quando è presente lo stesso identificativo (ad esempio perché si possiede conto corrente e conto deposito) , questo andrà preceduto dal codice “Tipo rapporto”. Per il conto corrente andrà dunque indicato il codice 01 più l’ IBAN o il numero di conto, per il deposito il codice 03, più IBAN o numero di conto.

Quali dati del conto corrente vanno dichiarati?

All’interno della Dsu va inserito il valore del saldo attivo del conto, al lordo degli interessi, alla data del 31 dicembre dell’anno precedente; se, però, il valore della giacenza media annua del conto corrente è superiore al saldo attivo al 31 dicembre, andrà preso come riferimento l’ammontare della giacenza media. Qualora durante l’anno vi siano stati acquisiti immobiliari, o incrementi del patrimonio mobiliare, e la giacenza media sia superiore al saldo, dovranno essere indicati entrambi i valori.

Se il conto è cointestato, va indicata solo la propria quota di saldo e giacenza media (ad esempio, se i contitolari sono 3, dovrà essere inserita la quota del 33,33%).

Come si calcola la Giacenza media?

La giacenza media annua non è altro che la media degli importi a credito del cliente nell’arco di un anno ( o di un periodo differente, da ragguagliare su base annua).

Il calcolo della giacenza media si effettua dividendo la somma delle giacenze giornaliere (cioè i saldi giornalieri per valuta) per 365, anche se il conto non è stato aperto per l’intero anno.

In pratica, si dovranno calcolare le giacenze giornaliere per ogni giorno dell’anno (dovranno essere moltiplicate, per i giorni in cui sono rimaste costanti): bisognerà poi sommare gli importi ottenuti e dividere il risultato per 365 giorni, e si otterrà così la giacenza media.

Ad esempio, se si possiede una giacenza di 150 Euro per 100 giorni, una giacenza di 50 Euro per altri 100 giorni, ed una giacenza di 200 Euro per 165 giorni, occorrerà procedere come segue:

– 100 giorni per 150 Euro di giacenza giornaliera = 15.000

– 100 giorni per 50 Euro di giacenza giornaliera = 5.000

– 165 giorni per 200 Euro di giacenza giornaliera = 33.000

Si dovranno poi sommare gli importi:

15.000 + 5.000 + 33.000 = 53.000

Ed infine dividere il risultato per 365:

– 53.000 : 365=145,21.

Otterremo, così, la giacenza media.

Per semplificare, si possono anche sommare i numeri creditori totali riportati negli estratti conto, sino a coprire tutto l’anno (per chi riceve gli estratti conto trimestrali, sarà sufficiente sommare i numeri creditori totali dei 4 trimestri), e dividerli poi per 365.

Quanto pesa il conto corrente sull’Isee?

Il totale del patrimonio mobiliare pesa sulla Dsu solo per il 20% (contro l’80% dei redditi assoggettati ad Irpef).

Inoltre, dal valore del patrimonio mobiliare, si detrae una franchigia di 6.000 Euro, aumentata di 2.000 Euro per ogni componente del nucleo familiare, oltre al dichiarante, e di 1.000 Euro per ogni figlio successivo al secondo, sino a un tetto massimo di 10.000 Euro.


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3 Commenti

  1. Buongiorno, se una persona è solamente delegato ad operare su un conto corrente, bisogna inserirlo nell’ISEE?
    Grazie e Distinti Saluti.

    1. Non sono un esperto, ma siccome ho avuto problemi con un libretto postale (che non c’entravano con la sua richiesta del delegato), la segretaria della posta, facendomi alcuni esempi, mi ha detto che alcuni libretti sono trasformati da cointestati ad una sola intestazione ma con un delegato per non doverli mettere sull’ISEE. Perciò devo desumere che il delegato non debba dichiarare nulla nell’ISEE.
      Buongiorno.

  2. Buongiorno mio figlio minorenne ha un cono corrente intestato a lui. Come faccio a dichiaralo?

    Grazie

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