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Autovelox: quando le multe non devono essere pagate?

28 Set 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Set 2015



La Corte Costituzionale ha bocciato le norme del Codice della Strada, nella parte in cui non obbligano a sottoporre a verifiche periodiche di funzionalità e taratura gli autovelox.

La Corte Costituzionale ha dichiarato, da qualche mese, l’incostituzionalità delle regole del Codice della Strada che non prevedono la necessità di verificare periodicamente e di tarare gli apparecchi per il controllo elettronico della velocità dei veicoli [1]. In altre parole, se l’autovelox (ma solo quello utilizzato con la pattuglia accanto all’apparecchio) non è stato tarato, la multa è nulla e può essere impugnata davanti al giudice di pace.

Tutti gli apparecchi di rilievo elettronico della velocità possono subire delle variazione delle loro caratteristiche, a causa dell’usura dei relativi componenti, di urti, di vibrazioni e di mutamenti delle condizioni climatiche, ai quali sono esposti. Per tali ragioni, la Corte Costituzionale ha ritenuto indispensabile controllare costantemente tali strumenti.

Questa pronuncia avrà effetti sulle sentenze, che verranno pronunciate in futuro.

Finora, la Corte di Cassazione ha sempre respinto i ricorsi degli autisti, che domandavano di non pagare le multe per eccesso di velocità, tutte le volte in cui la stessa fosse stata rilevata mediante l’uso di autovelox non tarati [2].

Il Codice della Strada, infatti, non conteneva una disposizione che obbligasse al controllo periodico dei predetti apparecchi elettronici.

Oggi, invece, l’intervento della Corte Costituzionale ha interpretato diversamente la legge, influendo sui processi in corso e sulle successive pronunce giurisdizionali.

In altri termini, dovranno essere accolti i ricorsi degli automobilisti, che contestino le multe a causa della mancata taratura dei rilevatori di velocità.

Il destinatario della multa potrà chiedere alla polizia informazioni concernenti l’avvenuto controllo o meno degli autovelox, entro i termini per contrastarla (30 giorni per i ricorsi da depositare presso il Giudice di Pace e 60 giorni per quelli da presentare al Prefetto, a partire dalla data della notifica o della contestazione del verbale).

Per evitare di proporre inutilmente un ricorso, è prima opportuno verificare se gli apparecchi elettronici di rilievo della velocità siano stati sottoposti a verifica nel periodo immediatamente precedente all’inflizione della multa.

Tale informazione, a volte, è riportata sul verbale stesso; altre volte può essere richiesta alle Autorità prima del ricorso o presentata direttamente in udienza innanzi al giudice.

Per coloro, che hanno già pagato una multa o che hanno perso un ricorso al momento della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale, purtroppo, non cambia nulla.

Non sono, infatti, riconosciuti rimborsi per i pagamenti effettuati, anche quando la velocità sia stata rilevata tramite apparecchi elettronici non tarati.

Il versamento della somma alle casse comunali pone fine al contenzioso e la sentenza ha effetto dal giorno della relativa pubblicazione.

Avv. Daniela Meo

note

[1] C. Cost., sent. n. 113 del 18.06.2015.

[2] Cass. ord. n. 15603 del 17. 09.2012.

Autore immagine: 123rf com


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