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Lo sai che? Il diritto al riposo settimanale

Lo sai che? Pubblicato il 29 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 settembre 2015

Il riposo settimanale è un diritto irrinunciabile: breve guida.

Il lavoratore ha diritto a un giorno di riposo a settimana, ossia a 24 ore consecutive di stacco dalla realtà lavorativa, in genere coincidente con la domenica [1]. Il riposo di ventiquattro ore consecutive può essere fissato in un giorno diverso dalla domenica mediante un sistema di turnazione tra i dipendenti. Ciò è ammesso in particolare in quelle attività industriali i cui processi produttivi non possono essere mai arrestati, nelle attività stagionali, nelle attività il cui lavoro non può prescindere dal giorno domenicale, nelle attività che svolgono un servizio di pubblica utilità, ecc.

Il riposo settimanale è irrinunciabile e, qualora non venga osservato, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno e il datore di lavoro è soggetto alle conseguenti sanzioni amministrative [2].

È tuttavia possibile posticipare il giorno di riposo settimanale, di comune accordo col datore di lavoro. Ciò vuol dire lavorare per più di 6 giorni consecutivi, per poi fruire del giorno di riposo in un momento successivo (di solito entro i 14 giorni). In tal caso, il dipendente ha diritto a un compenso ulteriore per aver lavorato di domenica e per aver lavorato per più di 6 giorni consecutivi.

La Corte costituzionale ha stabilito che il riposo settimanale non può essere frazionato, essendo la consecutività delle 24 ore un suo elemento essenziale [3].

Il mancato riposo settimanale determina nel lavoratore un danno da usura psicofisica, danno alla salute e danno biologico. Lo ha precisato la Cassazione in una recente sentenza [4]. Il diritto al riposo settimanale è sancito dalla Costituzione e una sua violazione espone il datore di lavoro al risarcimento del danno. La Suprema Corte ha stabilito che la misura del risarcimento da usura psicofisica per mancato riposo è da stabilire con valutazione motivata del giudice, che tenga presente soprattutto la gravosità delle prestazioni lavorative ed eventuali clausole collettive sul risarcimento riconosciuto al lavoratore [5].

La stessa Corte di Cassazione ha negato al lavoratore il risarcimento del danno se questi, pur non beneficiando del giorno di riposo in una specifica settimana, l’ha speso poi nei giorni successivi. Il risarcimento, cioè, scatta solo in caso di effettiva perdita del riposo, non anche nel semplice ritardo nella fruizione dello stesso (un riposo cioè sfruttato oltre i 6 giorni di lavoro consecutivi) [6].

Non c’è altresì lesione del diritto al riposo se il sistema dei turni, nel suo complesso, crea una situazione più favorevole al dipendente [7].

Per quel che concerne, infine, il tema della reperibilità, ossia della possibilità di essere prontamente rintracciato, nel giorno di riposo, in vista di una eventuale prestazione lavorativa, la Corte di Cassazione ha stabilito che:

– la reperibilità passiva, ossia quella senza effettivo lavoro, non dà diritto al riposo compensativo, ma semmai ad un riconoscimento nell’ambito della retribuzione [8];

– la reperibilità attiva, ossia l’effettivo lavoro svolto in seguito a una chiamata in condizione di reperibilità, dà diritto a fruire del riposo in un giorno diverso rispetto al giorno di risposo in cui si è lavorato.

note

[1] Art. 9, d.lgs. n. 66/03 e art. 36 Cost.

[2] Art. 18-bis, d.lgs. n. 66/03.

[3] Corte Cost. sent. n. 102/76.

[4] Cass. sent. n. 15699/15.

[5] Cass. sent. n. 14710/2015.

[6] Cass. sent. n. 26398/2013.

[7] Cass. sent. n. 14940/2014.

[8] Cass. sent. 11727/2013.


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1 Commento

  1. Buonasera, vorrei sapere come è possibile che mi vengono dati 14gg.consecutivi di lavoro a turnazioni, sono dipendente del Mibact.

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