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No agli studi di settore per le aziende in crisi o che licenziano

15 Aprile 2013 | Autore:
No agli studi di settore per le aziende in crisi o che licenziano

Studi di settore non applicabili in caso di licenziamenti da parte dell’azienda.

Annullato l’avviso di accertamento, basato sugli studi settore, che non tiene conto delle particolari circostanze che hanno influito negativamente sulla normale attività dell’impresa, come nel caso di una procedura di licenziamento.

 

I fatti

Recentemente la Suprema Corte [1] ha accolto il ricorso di un’impresa che si era opposta a un accertamento effettuato per via dello scostamento dagli studi di settore del reddito dichiarato. L’amministrazione finanziaria non aveva però tenuto in considerazione alcuni elementi da cui poteva desumersi una particolare situazione aziendale quale, nel caso di specie, una procedura di licenziamento e un conflitto fra due soci. L’applicazione degli studi di settore, infatti, è esclusa nelle ipotesi in cui l’azienda dimostra di trovarsi in una situazione di non normale svolgimento dell’attività.

 

Importanza del contraddittorio

Gli studi di settore hanno valore di presunzione semplice: consento cioè al contribuente di fornire la prova contraria rispetto a quanto indicato dagli studi stessi. Per cui è necessario che si instauri un contraddittorio tra le parti (ossia bisogna sempre dare la possibilità al cittadino di difendersi con controdeduzioni). In tale sede il contribuente deve provare la presenza di “situazioni di non normale attività che giustificano l’esclusione dall’applicazione degli studi di settore.

D’altra parte la motivazione dell’avviso di accertamento non può limitarsi a rilevare lo scostamento, ma deve comprendere la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello standard prescelto e i motivi per i quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio.

 

Consiglio

Nel caso di accertamento basato sugli studi di settore, è importante che il contribuente partecipi al contraddittorio, eventualmente assistito da un professionista, provando in tale sede che gli standards non sono applicabili alla propria specifica situazione.

Infatti, nel caso di mancata risposta all’invito, l’ufficio può motivare l’accertamento sulla sola base dell’applicazione degli standards. Il giudice, nella fase successiva, inoltre, potrà valutare tale comportamento come elemento di valutazione a discapito del contribuente.

 


note

 

[1] Cass. sent.  n. 8706 del 10.04.2013.


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