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Opzione donna, pensionamento possibile anche dopo il 2015

29 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 settembre 2015



L’Inps, con una recente nota, conferma la possibilità di pensionarsi dopo il 2015 per chi ha già maturato il diritto.

Sull’Opzione Donna (cioè la possibilità, per le lavoratrici, di pensionarsi con 35 anni di contributi, a 57 anni e 3 mesi d’età – 58 e 3 mesi per le autonome – col ricalcolo contributivo del trattamento) le discussioni sono all’ordine del giorno: difatti, non è ancora stata data un’interpretazione risolutiva alla norma , in merito alla possibilità di pensionarsi per chi matura i requisiti nel 2015.

Tuttavia, l’Inps, con una nota emanata pochi giorni fa [1], è riuscito a mettere un primo punto fermo per quanto concerne la data di decorrenza della pensione: in risposta ad un interpello, l’Istituto ha chiarito che le lavoratrici che hanno perfezionato i requisiti richiesti per Opzione Donna entro il 2014 (quindi con decorrenza del trattamento entro il 2015, per via delle finestre mobili) sono libere di fare la domanda di pensionamento anche successivamente al 31 dicembre 2015. Questo in virtù del principio di cristallizzazione dei requisiti: in pratica, chi raggiunge i parametri previsti per pensionarsi secondo una determinata normativa vigente, può pensionarsi in un secondo momento, riferendosi ai vecchi requisiti, anche se la legge dovesse cambiare.

Anche se tale principio non è molto utilizzato, poiché la maggior parte dei lavoratori preferisce pensionarsi immediatamente appena ne ha la possibilità, la cristallizzazione dei requisiti può essere tuttavia molto utile per le lavoratrici che hanno già maturato i parametri dell’Opzione Contributiva: in molte, infatti, sono a tutt’oggi indecise sulla convenienza o meno di tale tipo di pensione, poiché il ricalcolo col metodo contributivo riduce notevolmente il trattamento (anche se non esiste una penalizzazione fissa, ma occorre valutare, caso per caso).

Poter prendere ulteriore tempo per decidere, quindi, aiuterebbe a ponderare meglio la scelta dell’Opzione, e contribuirebbe a migliorare il futuro assegno: trattandosi di calcolo contributivo, infatti, ogni contributo versato in più aumenta, anche se di poco, la pensione. D’altra parte, la valutazione del regime pensionistico si fa tanto più pressante, quanto più ci si avvicina alle normali decorrenze, previste dalla Legge Fornero: più si è prossimi alla pensione anticipata o a quella di vecchiaia, meno conviene la pensione d’anzianità con Opzione Donna, viste le decurtazioni dell’assegno, a fronte di un anticipo di pochi anni del trattamento.

Ad ogni modo, poter optare in un secondo momento è senz’altro utile per quelle lavoratrici, in possesso dei requisiti, che si trovano in una situazione precaria, e potrebbero perdere l’impiego da un momento all’altro: l’accesso all’Opzione, per quanto fornisca un assegno ridotto, scongiurerebbe il rischio di ritrovarsi senza alcun reddito.

Come accennato poc’anzi, nessun chiarimento è stato invece effettuato in merito alla situazione delle lavoratrici che maturano i requisiti nel 2015, con decorrenza del trattamento nel 2016: si pensa che la risposta definitiva verrà fornita nella Legge di Stabilità 2016, che sarà discussa il mese prossimo.

Qualora dovessero essere ammesse all’Opzione, anche tali lavoratrici potranno, comunque, decidere di pensionarsi in un secondo momento, a prescindere dall’effettiva decorrenza, poiché il principio della cristallizzazione dei requisiti è da considerarsi “universale”.

note

[1] Inps nota n. 145949/2015.

Autore immagine 123rf com


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