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Conto cointestato a firma disgiunta: alla morte di uno, si può prelevare?

29 settembre 2015


Conto cointestato a firma disgiunta: alla morte di uno, si può prelevare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 settembre 2015



La banca non può impedire lo svuotamento del conto corrente se è prevista la facoltà dei correntisti di compiere operazioni a firma disgiunta: si tratta di una “solidarietà attiva” che vale anche dopo la morte di uno dei due cointestatari.

Addio ai consueti ostacoli che, alla morte di uno dei due cointestatari del conto corrente, frappongono le banche alla possibilità per il superstite di prelevare (anche tutto) il saldo attivo. Se, infatti, il contratto prevede la possibilità per i due correntisti di compiere operazioni anche disgiuntamente, il cointestatario sopravvissuto può svuotare il deposito, senza subire limitazioni dallo funzionario allo sportello. E questo perché proprio il fatto di aver previsto l’amministrazione disgiunta del conto crea una doppia titolarità nei confronti della banca: insomma, si ha quella che tecnicamente viene detta “solidarietà attiva”. In termini pratici questo significa che ciascuno dei due correntisti ha il diritto, nei confronti dell’istituto di credito, di chiedere l’integrale prestazione (pagamento). Vien fatta salva, ovviamente, nei rapporti tra le parti, il normale “regolamento dei conti”: per cui, se non autorizzato, chi preleva il 100% delle somme dovrà restituirne il 50% al cointestatario (il quale si presume titolare di pari quota, salvo patto o prova contraria).

Questi, in sostanza, i principi ormai pacifici, elaborati dalla giurisprudenza e, da ultimo, dal Tribunale di Lecco [1]. Specifica il giudice che, quando il libretto di deposito a risparmio è intestato a due persone con firma separata, alla morte di uno dei due contitolari l’altro può ottenere il pagamento dell’intero saldo. In tal caso la banca si libera dal proprio debito verso gli eredi del de cuius.

Allo stesso modo, in caso di buoni fruttiferi con pari facoltà di rimborso, Poste italiane è tenuta a rimborsare l’importo dei titoli al cointestatario che lo richieda, nonostante il decesso dell’altro. Nei buoni postali è la clausola Pfr, impressa sui buoni stessi, a far in modo che la facoltà di rimborso sia un diritto disgiunto spettante a ciascun contitolare e che può essere esercitato autonomamente per l’intero importo.

Insomma, come insegna la stessa Cassazione [2], la morte di uno dei cointestatari del libretto di risparmio o del conto corrente, se a doppia firma, non produce alcun effetto sulla obbligazione e sull’obbligo della banca o delle Poste a pagare a chi dei due contitolari lo richieda. Il fatto che ogni contitolare possa compiere in autonomia operazioni sul libretto di risparmio integra una solidarietà attiva che sopravvive alla morte di uno dei cointestatari, dando facoltà all’altro di chiedere dopo il decesso l’adempimento dell’intero saldo del deposito.

note

[1] Trib. Lecco, sent. del 20.05.2015.

[2] Cass. sent. n. 15321/02.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. il vero problema è quello fiscale, dove banca e/o posta si arroccano il diritto di controllo dell’avvenuto pagamento delle imposte succesorie

  2. Buongiorno, vorrei sapere se il cointestatario di un libretto postale e firma disgiunta (mamma e figlia) la mamma deceduta nel 2011, considerato che è stato dichiarato sulla successione l’importo come segue: 50% cointestataria 1/2 da dividere con altro erede. Può il cointestatario prelevare il suo 50% spettante di suo diritto? lo chiedo perchè il direttore della posta non lo permette in quanto secondo lui devono esserci i due eredi presenti. Grazie.

  3. Buona sera, io vorrei sapere com’è possibile che mio padre essendo cointestatario a firma disgiunta di un c/c con mio nonno che ora è defunto. Ora si è aperta la successione e i miei zii hanno impugnato il testamento dicendo che è stata violata la legittima facendo anche una lettere alla banca andando a bloccare il c/c cointestato. La banca può bloccarlo anche se vi è una firma disgiunta? In più ci sta una sentenza della cassazione che ammette l’impossibilità della banca di bloccare il c/c a firma disgiunta?

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