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Le Guide Infortunio sul lavoro: quando si ha diritto al risarcimento

Le Guide Pubblicato il 30 settembre 2015

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Infortunio sul lavoro, indennizzi e rendite dell’Inail, lavoratore dipendente, infortunio in itinere, inabilità temporanea e permanente.

Non esiste attività lavorativa che non esponga al rischio d’infortunio; anche le semplici mansioni d’ufficio possono esporre i lavoratori ad incidenti: rischio d’incendio negli ambienti, rischio elettrico (ad esempio, si può prendere una scossa dai dispositivi di lavoro o dai fili elettrici che si trovano nelle stanze). Nessun lavoratore può dirsi fuori pericolo. Per non parlare dei rischi che si corrono nel percorso casa-azienda, o per recarsi presso un determinato luogo diverso dalla sede dell’impresa, dietro ordine del datore.

Ma quali sono i casi in cui i dipendenti sono coperti dall’Inail e, quindi, quando si ha diritto a ricevere indennità o rendite? Perché vi sia un infortunio risarcibile, devono verificarsi diverse condizioni: innanzitutto, la conseguenza dell’incidente deve consistere almeno in un’inabilità temporanea; poi, occorre l’occasione di lavoro, quindi non tutte le situazioni in cui si verifica un danno sono indennizzabili. Andiamo ora a definire meglio tutte le ipotesi in cui l’Inail è costretto a mettere mano al portafoglio.

L’infortunio sul lavoro

Innanzitutto, possiamo parlare d’infortunio sul lavoro quando si verifica un evento lesivo (che, cioè, causi una lesione al lavoratore), in modo imprevisto ed improvviso , per causa violenta (perché, se si trattasse di causa lenta, parleremmo non d’infortunio ma di malattia professionale), in occasione di un’attività lavorativa. Dall’evento possono derivare:

– la morte;

– un’inabilità permanente, parziale o assoluta (in pratica, a causa dell’incidente, il dipendente non è più abile al lavoro, totalmente o parzialmente);

– un’inabilità temporanea, parziale o assoluta (in questo caso, l’inabilità è solo per un periodo di tempo limitato).

L’evento deve poi possedere le seguenti caratteristiche:

– rilevanza clinica;

– nesso causa-effetto;

– danno a breve distanza di tempo.

Tra le caratteristiche elencate, la causa violenta è necessaria per l’indennizzabilità dall’Inail , mentre non sono indispensabili l’imprevedibilità, l’accidentalità e la straordinarietà dell’evento.

Occasione di lavoro

Abbiamo detto che l’infortunio deve verificarsi in occasione di lavoro. Per occasione di lavoro s’intende che l’evento lesivo debba essere legato all’attività lavorativa da un nesso causa effetto, quindi non basta che si verifichi il danno durante il lavoro.

Attenzione: se l’incidente è collegato con l’attività, anche qualora il lavoratore abbia adottato un comportamento negligente, imprudente o privo di preparazione, sarà comunque indennizzato; al contrario, se il dipendente aggrava le conseguenze dell’infortunio di proposito (in modo doloso), o se l’incidente deriva dall’abuso di alcolici, psicofarmaci, dall’uso di stupefacenti e allucinogeni, o dalla mancanza della patente, non sarà riconosciuto dall’Inail alcun risarcimento.

Infortunio in itinere

È indennizzato anche l’incidente che si verifica durante il tragitto casa-lavoro, o nel percorso da un luogo di lavoro a un altro, o dal lavoro al luogo di consumazione dei pasti (quando manca una mensa in azienda).

Tuttavia, se sono state fatte delle deviazioni, rispetto al percorso più breve, per l’indennizzabilità queste devono essere necessarie: sono considerate tali le deviazioni effettuate per accompagnare i figli a scuola, per causa di forza maggiore (ad esempio lavori in corso), per disposizione del datore di lavoro, per esigenze assistenziali improrogabili o per obblighi penalmente rilevanti.

Se nel tragitto si è verificata una sosta, si viene risarciti solo qualora sia stata breve e non abbia esposto il lavoratore a un maggior rischio.

Quando per lo spostamento si utilizza la propria auto, o un altro mezzo privato, un eventuale incidente è indennizzabile solo se:

– il veicolo è fornito dal datore, ed il suo uso è prescritto per esigenze lavorative;

– l’utilizzo dei mezzi pubblici comporta un’assenza troppo lunga del dipendente dalla famiglia;

– non esiste una coincidenza tra l’orario dei mezzi pubblici e l’orario di lavoro (l’attesa dei mezzi supera un’ora);

– il percorso, comprensivo dell’utilizzo di mezzi pubblici, comporta più di 1 km da fare a piedi.

La giurisprudenza sull’argomento è comunque molto vasta: in generale, si riconosce necessitato l’uso del mezzo proprio quando sono presenti difficoltà non lievi nel raggiungere l’azienda.

Inabilità temporanea

Venendo ora alle conseguenze dell’evento lesivo, nei casi meno gravi l’infortunio dà luogo a un’inabilità (riduzione della capacità lavorativa) temporanea: quando essa non è parziale ma assoluta (comporta, cioè, l’astensione dal lavoro, poiché il dipendente non è abile a svolgere alcuna mansione, anche se per poco tempo), l’Inail paga un’indennità giornaliera pari al 60% della retribuzione, per i primi 90 giorni (esclusi i primi 3, a carico del datore) ed al 75%, dal novantunesimo giorno in avanti.

Inabilità permanente

Quando l’inabilità, invece, è duratura, si ha diritto all’indennizzo per danno biologico, se il danno è superiore al 6%. Nel dettaglio, se il danno permanente è compreso tra il 6 ed il 15%, si ha diritto ad un indennizzo in capitale (una tantum, cioè in un’unica soluzione), mentre se è tra il 16% ed il 100%, l’infortunato riceverà una rendita a titolo di indennizzo del danno sia biologico, sia patrimoniale.

L’importo del danno biologico dipende dalle menomazioni riportate (vi sono tipologie e percentuali diverse, in apposite tabelle), nonché dal sesso e dall’età dell’infortunato. Quando la menomazione è superiore al 16%, l’ammontare dell’indennizzo è influenzato anche dallo stipendio e da un coefficiente di maggiorazione poiché è risarcito il danno patrimoniale.

Ulteriori prestazioni

Oltre alle indennità esposte, in determinati casi il lavoratore può aver diritto a:

– un assegno per l’assistenza personale continuativa (quando il beneficiario della rendita, invalido al 100%, non è in grado di far fronte autonomamente alle esigenze di vita quotidiana) ;

– un assegno di incollocabilità (quando il lavoratore, invalido in misura pari o superiore al 34%, non può usufruire del collocamento obbligatorio).

Nei casi in cui vi è la morte del dipendente, i congiunti hanno diritto alla rendita ai superstiti, che va divisa tra coniuge e i figli; in loro mancanza andrà ai genitori a carico del defunto o, in mancanza, a fratelli e sorelle conviventi e a carico del defunto.

Come ottenere le prestazioni

Per ottenere le indennità dall’Inail, è indispensabile la denuncia di infortunio (fatta dal medico o dalla struttura ospedaliera curante): essa deve essere comunicata immediatamente al datore di lavoro, che ha l’obbligo, a sua volta, di inviare denuncia telematica all’Inail entro due giorni alla comunicazione.

In ogni caso, per poter ottenere le prestazioni, il lavoratore deve fare domanda all’Inail entro tre anni e centocinquanta giorni dall’infortunio, compilando un modulo telematico o recandosi personalmente presso le sedi dell’Istituto.

note

Autore immagine: 123rf com


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