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Lo sai che? Guida col cellulare: sanzioni e contestazioni

Lo sai che? Pubblicato il 30 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 settembre 2015

Multa per guida con il telefonino in mano senza auricolari: telefonate o sms sanzionati severamente; difesa e rimedi.

 

Il dato è allarmante: quasi un italiano su due fa uso del cellulare mentre guida. Chiamate, sms, consultazione dei social network e delle notizie. L’avvento degli smartphone ha certamente incrementato questa cattiva abitudine, offrendo ai guidatori un ventaglio più ampio di distrazioni, da internet alla messaggeria istantanea.

La legge è chiara al riguardo: ai conducenti è vietato l’uso, durante la marcia, di telefonini fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle forze armate e dei corpi di polizia. È consentito l’uso del viva voce o degli auricolari, purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie [1].

In passato, anche i conducenti professionisti (tassisti, autisti di autobus e noleggi con conducente) potevano utilizzare il cellulare alla guida per ragioni di servizio. Dal 2012, tuttavia, il divieto previsto dal codice della strada per gli automobilisti privati è stato esteso anche a queste categorie [2].

La violazione delle norma comporta una sanzione amministrativa da 161 a 646 euro. A ciò si aggiunge la sospensione della patente da 1 a 3 mesi, qualora il soggetto commetta la stessa violazione una seconda volta nell’arco di un biennio [3].

 

Contestazione immediata

La Corte di Cassazione ha stabilito che la multa legata all’utilizzo del telefonino è valida anche qualora il guidatore non sia stato fermato dalla pattuglia e il verbale venga redatto in assenza di contestazione immediata [4]. Di diverso avviso, però, è il Tribunale di Lecce [5], secondo il quale, se l’infrazione di guida col cellulare non è immediatamente contestata dalle forze dell’ordine, il verbale redatto dagli agenti accertatori non fa “piena prova”, e cioè può essere contestato e smentito dal conducente mediante adeguata prova contraria (ad esempio, testimonianza del terzo trasportato).

Stato di necessità

L’uso del cellulare durante la guida non è giustificato, a meno che il conducente non dimostri lo stato di necessità, ossia che quella telefonata è dovuta all’esigenza di evitare nell’immediatezza del momento un danno grave a sé o ad altri [6]. Provare a difendersi invocando lo stato di necessità non sempre conduce all’annullamento del verbale e la motivazione più comune per il rigetto del ricorso è che non sussistono le paventate esigenze di immediatezza e che il conducente avrebbe in ogni caso potuto fermarsi a bordo strada ed utilizzare il telefono, senza così creare un pericolo per la viabilità.

note

[1] Art. 173, c. 2, C.d.S.

[2] L. n. 11/12.

[3] Art. 173, c. 3 bis, C.d.S.

[4] Cass. sent. n. 26204 del 14.12.2009.

[5] Trib. Lecce, sent. n. 2014 del 22.05.2014.

[6] Cass., sent. n. 9940 del 26.04.2007. Nella citata sentenza la situazione descritta (colloquio telefonico con un collega di altra città in relazione alla situazione di un cliente detenuto), quand’anche veritiera, non è stata ritenuta idonea a configurare lo stato di necessità di cui all’art. 54 c.p., non essendo configurabile l’immediatezza dell’esigenza di evitare a sé o ad altri il pericolo di un danno grave alla persona. Si veda anche Cass. sent. n. 14556 del 16.06.2010.


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