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Lo sai che? Stalking: il divieto di avvicinamento alla vittima vale ovunque

Lo sai che? Pubblicato il 1 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 ottobre 2015

Il divieto di avvicinamento alla vittima vale in tutti i luoghi da questa frequentati e non solo in quelli abituali; lo stalker deve sempre mantenere la distanza minima prefissata.

Il giudice può vietare allo stalker di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima e fissare una determinata distanza da mantenere rispetto ad essi. Laddove necessario, egli può anche prescrivere di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati da prossimi congiunti della vittima o da persone con questa conviventi o legate da relazione affettiva, oppure di mantenere una determinata distanza da tali persone.

Il giudice può, inoltre, vietare al reo di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con le persone di cui sopra, e quando la frequentazione dei luoghi sopra citati sia necessaria per motivi di lavoro o per esigenze abitative, ne prescrive le relative modalità, potendo imporre limitazioni [1].

Si tratta di misure cautelari volte a proteggere la persona offesa (e i suoi cari) da atti persecutori e, in particolare, a tutelare la sua libertà di circolazione, possibilmente intaccata da comportamenti intimidatori o comunque ostativi alla conduzione di una vita serena e priva di ansie e paure.

Il giudice può scegliere tra le misure appena descritte o disporle tutte congiuntamente in base alla valutazione della gravità del caso concreto.

La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata sul divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da questa abitualmente frequentati [2]. In particolare essa ha ritenuto che il giudice non deve necessariamente indicare con precisione i luoghi dai quali lo stalker deve mantenere la distanza di sicurezza ordinatagli.

Difatti, il divieto di avvicinamento vale, oltre che nei luoghi abituali (cioè abitazione, scuola, posto di lavoro ecc.), in tutti quelli potenzialmente frequentabili dalla vittima.

In altri termini, a prescindere dalla precisa indicazione dei luoghi nell’ordinanza cautelare, lo stalker deve sempre mantenere una certa distanza dalla vittima, ovunque essa si trovi.

La tutela alla libertà di circolazione e di relazione della persona non può infatti trovare limitazioni di tipo spaziale precostituite dall’ordinanza cautelare. D’altronde, non avrebbe senso considerare solo alcuni luoghi come inavvicinabili e poi, fuori da quelli, consentire al reo di violare la distanza dalla vittima.

Ne deriva che, in caso di incontri casuali al di fuori dai luoghi abituali, il soggetto deve immediatamente ristabilire la distanza minima prescritta nell’ordinanza, così consentendo alla persona offesa il completo svolgimento della propria vita sociale in condizioni di sicurezza.

note

[1] Art. 282-ter, cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 38085 del 18.9.15.

Autore immagine: 123rf com


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