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I crediti incagliati diventano moneta virtuale

27 giugno 2016


I crediti incagliati diventano moneta virtuale

> Business Pubblicato il 27 giugno 2016



I crediti non facilmente esigibili potranno essere tramutati in moneta virtuale per partecipare all’acquisto di altri beni nel mercato delle procedure concorsuali.

Fare in modo che i crediti “incagliati” diventino una moneta virtuale che permetta ai cittadini di partecipare alle aste giudiziarie o acquistare beni oggetto di procedura concorsuale. Questo il progetto (a medio termine) del Ministero della Giustizia Orlando che proprio ieri un un incontro svoltosi a Trani nell’ambito di Digithon ha lanciato l’idea. Vediamo di cosa si tratta.

Cosa sono i crediti incagliati?

Si definisconocrediti incagliati” quelle posizioni creditorie che non sono facilmente esigibili al debitore perchè quest’ultimo – che si tratti di un’impresa o di un privato – si trova in una situazione di difficoltà. Le procedure concorsuali (quelle in cui si trovano le imprese commerciali insolventi e rientranti nei requisiti del fallimento), generano in capo ai creditori questo tipo di situazione appena descritta, in ragione della quale esigere il credito è sempre complicato.

 

Convertire i crediti in moneta virtuale: di cosa si tratta

L’idea è semplice. Se ci sono dei crediti incagliati nelle procedure concorsuali, si può richiedere di convertirli in moneta virtuale e utilizzare quel credito per partecipare ad aste giudiziarie o alle vendite derivanti da altre procedure. Questo permetterebbe nei fatti di trasferire il credito e di monetizzarlo attraverso l’acquisto di beni mobili o immobili. Per dirla con le parole del Ministro Orlando “una moneta spendibile che potrà essere utilizzata da imprese e cittadini che abbiano crediti paralizzati nelle procedure concorsuali, compresi i fallimenti, attraverso l’istituzione di un mercato elettronico nazionale dove far confluire i beni invenduti nelle procedure e dove, allo stesso tempo, i creditori in attesa di liquidazione possano vedere i loro crediti trasformati in una moneta utilizzabile in tutte le aste disertate“.

Mercato elettronico delle procedure concorsuali

Si tratta nella pratica di uno strumento complementare al portale già esistente dedicato alle aste giudiziarie. Il portale in sostanza diventerà una piazza virtuale all’interno della quale sarà possibile utilizzare i crediti al momento inesigibili per acquistare altri beni derivanti da altre procedure. Un mercato elettronico. Naturalmente la creazione di questa moneta virtuale dovrà passare dall’approvazione della Banca d’Italia, dunque i tempi non saranno proprio brevi. Il Ministro ha parlato di un anno circa. Si tratta di un provvedimento che “consentirà di avvicinare il tempo del processo che, soprattutto nelle procedure concorsuali, può essere estremamente lungo, non solo in ipotesi patologiche, ma anche nella fisiologia del sistema, a quello del mercato, nella prospettiva di disincagliare liquidità e di favorire investimenti di capitali”. Non si tratta di un problema di poco conto: i crediti “incagliati” ammontano a 200 miliardi di euro. Una condizione che – è ovvio – disincentiva anche gli investimenti dall’estero.


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