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Partono i saldi: come calcolare la percentuale di sconto?

27 giugno 2016


Partono i saldi: come calcolare la percentuale di sconto?

> Business Pubblicato il 27 giugno 2016



Calcolo della percentuale e regole di riferimento per arrivare preparati ai saldi estivi. Alcuni suggerimenti. 

Partono i saldi estivi e per comprare e vendere in sicurezza è opportuno conoscere alcune regole base che permettono di non arrivare impreparati. Vi diamo dunque alcuni suggerimenti rispetto ai diritti del consumatore nei periodi di saldi: cartellini in vetrina, cambio della merce acquistata, prezzi gonfiati.

Saldi di fine stagione: cosa controllare

A partire dal prossimo 2 luglio in tutte le regioni italiane (sebbene con calendari differenti di qualche giorno) partiranno i saldi estivi. Non ci soffermiamo qui sulle date specifiche di ciascuna delle regioni e delle grandi città (che tuttavia vi consigliamo di controllare sul nostro articolo Saldi al via: calendario e consigli per comprare e vendere in sicurezza), vogliamo invece darvi qui dei consigli per sapere cosa controllare al fine di comprendere facilmente quali siano i veri affari.

Il tema dei prezzi gonfiati durante i saldi è annoso. Il Codacons ricorda, al riguardo, che lo scorso anno un commerciante su 5 ha gonfiato i prezzi per aumentare in maniera artificiosa la percentuale di sconto ed invogliare, in questo modo, maggiormente all’acquisto. Per quanto ciò sia illegale dunque, si tratta di una pratica ancora molto in uso. Per difendersi il metodo migliore è di fare un giro in precedenza rispetto al giorno di apertura dei saldi, in modo di avere (banalmente) un riferimento di prezzo su cui controllare che la percentuale di saldo dichiarata sia effettiva.

Saldi di fine stagione: un metodo rapido per calcolare la percentuale

Controllare il prezzo effettivo a volte risulta complicato, la percentuale di sconto difatti spesso non è segnata nel cartellino, nonostante la legge prescriva che il cartello debba individuare il prezzo precedente e il prezzo scontato. I commercianti attraggono tipicamente il cliente con grandi cartelli con la percentuale di sconto applicata, da un punto di vista comunicativo funziona di più. Per difendersi dunque è importante comprendere come calcolare la percentuale in poche mosse e senza bisogno della calcolatrice. Naturalmente non stiamo per darvi un metodo scientifico, ma una metodologia rapida per avere un’idea del prezzo rapida che vi permetta in pochi secondi di valutare l’affare.

Percentuali di sconto: una tecnica di calcolo.

Ecco allora una tecnica rapida per calcolare la percentuale di sconto: partiamo da un esempio semplice, mettiamo che il prezzo sia 50 euro e che lo sconto sia del 10%, sarà sufficiente partendo dall’ultimo numero intero del prezzo, togliere una cifra (dunque da 50 togliere lo zero) per avere lo sconto applicato da sottrarre al prezzo (dunque in questo esempio 5 euro).

Se lo sconto invece è del 20 allora sarà necessario partendo dall’ultimo numero intero del prezzo, togliere una cifra e moltiplicare il numero rimanente per la prima cifra della percentuale di sconto.

Ad esempio mettiamo che al prezzo di 157,8 euro dobbiamo applicare uno sconto del 20%:

  • Togliamo l’ultima cifra intera dal prezzo (7);
  • moltiplichiamo la parte restante (15) per la prima cifra dello sconto (2) e otteniamo lo sconto approssimativo (30);

Diciamo approssimativo perchè in ragione dell’ultima cifra del prezzo lo sconto potrebbe variare di qualche euro (nel nostro caso difatti lo sconto corretto sarebbe di 31,40 euro).

Allora possiamo risolvere così: se l’ultima cifra che togliamo è sopra il 5 dobbiamo sapere che spendiamo un po’ di meno, mentre se è sotto il 5 spenderemo poco di più di quanto calcolato.

Lo stesso dovremo fare per calcolare tutte le percentuali a cifra tonda (20%, 30%, 40%, 50% e così via). La procedura, ricapitolando è:

  • tolgo l’ultima cifra dall’intero del prezzo,
  • moltiplico la parte restante del prezzo per la prima cifra dello sconto,
  • sottraggo lo sconto dal prezzo.

Sin qui tutto facile. Ma cosa succede se lo sconto è ad esempio del 35%?

In questo caso si può procedere velocemente così:

  • tolgo l’ultima cifra dall’intero del prezzo;
  • moltiplico la parte restante del prezzo per la prima cifra dello sconto;
  • aggiungo la metà della parte restante del prezzo per avere lo sconto totale;
  • sottraggo lo sconto dal prezzo.

Facciamo un esempio pratico:

su un prezzo di 147,8 euro ho uno sconto del 35%. Procedo come segue:

  • tolgo l’ultima cifra dall’intero del prezzo: 14
  • moltiplico la parte restante per la prima cifra dello sconto: 14X3=42
  • calcolo la metà della parte restante del prezzo: 14/2 = 7
  • aggiungo la metà della parte restante del prezzo per avere lo sconto totale: 42+7=49
  • sottraggo lo sconto dal prezzo: €147,8 – €49 (che considereremo circa 50 perchè la cifra che abbiamo tolto dall’intero del prezzo è un 7 dunque superiore al 5).

Sebbene possa sembrare complicato da leggere, vedrete che applicando questa tecnica in negozio avrete un’idea chiara di come il prezzo scenda e se convenga acquistare.

Calcolo delle percentuali: una tecnica di calcolo più semplice (ma meno precisa)

Un’altra tecnica di calcolo per valutare lo sconto applicato ai saldi consiste nel partire dal 50% e calcolare di conseguenza i prezzi applicati.

Se abbiamo ad esempio un capo il cui costo è 200 euro sappiamo che, se lo sconto fosse del 50%, avremmo un costo di circa 100 euro.

  • Se lo sconto non è del 50% ma del 25% allora dovremo individuare non la metà del prezzo, ma la metà della metà, dunque su 200 euro non 100, ma 50. Questa risultante è la percentuale di sconto che dovremo applicare al prezzo. Dunque su un costo di 200 con il 25% di sconto avremo un costo di 200-50= 150.
  • Se lo sconto invece è del 75% allora dovremo calcolare la metà (100 nel nostro esempio) e aggiungere a tale cifra la metà della metà (dunque 100 + 50 nel nostro esempio) per un prezzo già scontato di 50 euro (200 in origine – 150 di sconto).

Avendo questi tre riferimenti si potrà calcolare approssimativamente uno sconto che stia in mezzo a questi parametri:

  • con uno sconto del 30% il prezzo sarà un po’ più alto del 25%;
  • con uno sconto del 40% il prezzo sarà un po’ più della metà
  • con uno sconto del 60% sarà un po’ meno della metà

Saldi: le percentuali sopra il 50% sono difficilmente veritiere

Il ricarico del commerciante sul vestiario è generalmente attorno al 50%. Questo implica che a meno che non abbia intenzione di svuotare il magazzino e vendere tutto quanto a prezzo di costo, sarà difficile che possa vendere a percentuali di sconto che superino il 50%. Dunque in presenza di sconti così alti sospettate che i capi siano o molto vecchi e difficilmente vendibili (dunque non proprio vendite di fine stagione quanto piuttosto sconti per dar fondo alle riserve di magazzino) o semplicemente siano sottoposti a prezzi gonfiati.

Saldi: la merce si può cambiare

Al di là di quanto tenteranno di dirvi i commercianti sappiate che la merce in svendita si può cambiare se difettosa così come se si cambia idea. È dunque importante conservare lo scontrino dell’acquisto, perchè se il capo non può essere sostituito ed è difettoso si avrà diritto alla restituzione dei soldi e non ad un buono (pratica che molti commercianti usano per assicurarsi in ogni caso la vendita). Mentre per il cambio della merce sulla quale si cambia idea sono sempre validi i 30 giorni di tempo, per la denuncia di eventuali difetti si hanno 2 mesi di tempo e non una o due settimane, come spesso capita che vi si dica.
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