Cartelle Equitalia notificate con PEC: la riforma


Cartelle Equitalia notificate con PEC: la riforma

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 ottobre 2015



La recente riforma sulla riscossione consente la notifica delle cartelle esattoriali di Equitalia tramite posta elettronica certificata: coinvolti tutti i contribuenti, anche quelli non obbligati per legge ad avere la PEC.

Equitalia: la notifica della cartella esattoriale via Pec (posta elettronica certificata) sarà, da adesso in poi, la regola e non più l’eccezione. Lo prevede il nuovo decreto di attuazione della delega fiscale appena approvato dal Governo. Una novità che, lanciata in via di sperimentazione già da giugno 2013, passa ora a regime per un gran numero di contribuenti. In particolare la legge prevede:

– la possibilità di notificare la cartella esattoriale tramite Pec per tutti i soggetti obbligati, per legge, ad averla: si tratta, dunque, di professionisti, ditte individuali, società di persone e di capitali. In tal caso, Equitalia utilizza gli indirizzi Pec presenti e consultabili presso il Registro delle imprese (per le società e le ditte individuali) e presso gli Ordini o collegi professionali (per i professionisti);

– la possibilità di notificare la cartella esattoriale tramite Pec anche a tutti gli altri contribuenti che ne siano dotati e che abbiano esplicitamente chiesto tale particolare forma di comunicazione. È questa la novità della riforma appena varata. In questo modo si consente al contribuente di risparmiare sui costi di notifica dell’atto che non gli potranno più essere addebitati.

Resta da capire quale sia la sorte della notifica se, una volta che il cittadino abbia fatto tale richiesta, la consegna avvenga invece per le vie tradizionali.

Da quando ha effetto la notifica via PEC?

Attenzione alla data di notifica della cartella esattoriale avvenuta tramite posta elettronica certificata: non conta la data di materiale apertura del messaggio, ma quella di ricezione, a prescindere dalla effettiva presa visione da parte del contribuente. Tale aspetto è particolarmente significativo se si vuole evitare di incappare in decadenze per proporre ricorso al giudice o in ritardi che potrebbero comportare aggravi di costi, come l’aumento dell’aggio (dal 3% al 6% se il pagamento non interviene nei primi 60 giorni dalla notifica), degli interessi di mora e le spese per le procedure esecutive.

Non aprire quotidianamente la PEC potrà, quindi, comportare seri rischi: non ci saranno giustificazioni che potranno salvare il cittadino come la perdita delle credenziali di accesso (la password per esempio) o il fatto di aver consegnato al proprio commercialista il compito di aprire e gestire la posta certificata.

Ricordiamo che la Pec è un mezzo di comunicazione che consente di inviare email con valore legale, quindi opponibile a terzi: in pratica, essa avrà lo stesso valore della raccomandata a.r., consentendo di individuare con certezza la data di spedizione (giorno e ora), quella di ricevimento, il mittente e il destinatario, nonché il contenuto della stessa email.

note

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI