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Lo sai che? Imposta sulle donazioni: quanto si paga e le esenzioni

Lo sai che? Pubblicato il 5 ottobre 2015

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Su quali beni si paga l’imposta sulle donazioni, la franchigia tra parenti, l’aliquota, le esenzioni, le liberalità indirette, l’imposta di registro, come si calcola e a quanto ammonta.

Quando si paga l’imposta sulle donazioni

L’imposta sulle donazioni colpisce le donazioni e gli altri trasferimenti gratuiti e riguarda tutti i beni (mobili o immobili di qualsiasi tipo) e i diritti, salvo specifiche eccezioni.

Tanto per fare qualche esempio, scontano l’imposta sulle donazioni la cessione dei seguenti beni:

– le azioni e le quote di partecipazioni in società con sede in Italia;

– i titoli di Stato;

– le obbligazioni e gli altri titoli (ad esempio, i titoli di Stato);

– i crediti, le cambiali, i vaglia cambiari e gli assegni, se emessi da soggetto residente in Italia;

– le liberalità indirette, cioè quegli atti che configurano una donazione anche se non formalizzata (ad esempio, il pagamento di un debito altrui, con rinuncia alla rivalsa);

– la costituzione di un fondo patrimoniale;

– la costituzione di un trust;

– la stipula di un negozio fiduciario.

Le esenzioni all’imposta sulle donazioni

In alcuni casi l’imposta sulle donazioni non è dovuta e, insieme ad essa, neanche l’imposta di registro per la registrazione dell’atto. Le ipotesi sono le seguenti:

– beni di modico valore;

– spese per mantenimento, educazione, abbigliamento, matrimoni, ecc.;

– aziende o rami di aziende nonché quote sociali e di azioni solo per i discendenti o il coniuge del donante (anche tramite patti di famiglia);

– automobili e qualsiasi altro veicolo iscritto al PRA;

– donazioni in favore di popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri Stati;

– donazioni in favore di Stato, regioni, province, comuni o altri enti pubblici; fondazioni o associazioni legalmente riconosciute che hanno come scopo esclusivo l’assistenza, lo studio, la ricerca scientifica, l’educazione, l’istruzione o altre finalità di pubblica utilità, nonché quelle a favore delle ONLUS e di fondazioni bancarie; movimenti e partiti politici; enti pubblici e fondazioni o associazioni legalmente riconosciute.

La franchigia

Per la determinazione dell’imposta è prevista, in favore di familiari e altri soggetti, una franchigia di esenzione che erode quella eventualmente applicabile al trasferimento successorio del donante in favore del medesimo beneficiario.

La franchigia spetta una sola volta per ciascun beneficiario in relazione a donazioni o altre liberalità ricevute dal medesimo soggetto.

Chi deve pagare l’imposta

Deve pagare l’imposta il beneficiario della donazione.

Imposta di registro

Gli atti di donazione sono soggetti a registrazione in termine fisso con applicazione dell’imposta di registro in misura fissa (200,00) salvo in caso di donazione di valore inferiore alla franchigia per le quali l’imposta di registro non è dovuta.

A quanto ammonta l’imposta sulle donazioni

Salvo i casi in cui si applica quella fissa, l’imposta si determina applicando le seguenti aliquote, differenziate in base al grado di parentela esistente tra beneficiario e donante, al valore globale dei beni e dei diritti oggetto di donazione al netto dell’eventuale franchigia:

coniuge e i parenti in linea retta (genitori e i figli, i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, gli adottanti e gli adottati, gli affiliati e gli affilianti) [1]: aliquota 4% con franchigia di 1.000.000 euro;

fratelli e sorelle: aliquota 6% con franchigia di 100.000 euro;

– altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado: aliquota del 6% senza franchigia;

– tutti gli altri soggetti: aliquota 8% senza franchigia;

– persona portatrice di handicap [2] aliquote del 4%, 6% o 8% a seconda della parentela con franchigia di 1.500.000 euro.

Il versamento dell’imposta

Le donazioni devono essere fatte per atto pubblico, cioè in presenza del notaio che redige l’atto, lo registra all’Ufficio delle Entrate competente e provvede al versamento dell’imposta, insieme all’imposta di registro.

Immobili

Se la donazione ha ad oggetto immobili o diritti reali immobiliari, deve essere trascritta e volturata in catasto con applicazione anche delle imposte ipotecatastali in misura proporzionale (del 2% e dell’1%) sul valore ed indipendentemente dall’eventuale franchigia.

Tuttavia, se si tratta di fabbricato abitativo e relative pertinenze per i quali ricorrono le condizioni per l’agevolazione prima casa le imposte si applicano in misura fissa (€ 200 ciascuna); l’agevolazione non si applica agli altri atti a titolo gratuito o alla costituzione di vincoli di destinazione diversi dalla donazione.

 

Liberalità indirette

Le liberalità indirette sono atti di donazione, non formalizzati in atti pubblici, che perseguono le stesse finalità delle donazioni tipiche (per es. il soggetto che paga un debito del figlio rinunciando alla rivalsa).

Tali liberalità sono soggette all’imposta di donazione in caso di:

– accertamento dell’agenzia delle Entrate secondo particolari condizioni;

– registrazione volontaria delle parti.

Sono tuttavia comunque escluse da tassazione le seguenti liberalità indirette:

– trasferimento o la costituzione di diritti immobiliari (si pensi alla cosiddetta donazione indiretta: il padre che acquista la casa dal costruttore con obbligo per quest’ultimo di intestarla al figlio del primo);

– trasferimento di aziende che siano già assoggettati all’imposta di registro in misura proporzionale oppure all’IVA;

– le liberalità relative a spese non soggette a collazione, tra le quali rientrano, ad esempio, le spese di mantenimento e di educazione nonché quelle sostenute per malattia;

– le donazioni di modico valore, aventi per oggetto beni mobili;

– i comportamenti che le parti non manifestano in atti (es. pagamento di debito altrui).

note

[1] La parentela naturale deve risultare da sentenza o da dichiarazione scritta del genitore (art. 5 D.Lgs. 346/90). Figli nati nel matrimonio o fuori dal matrimonio e adottati (quando gli adottati sono minorenni) sono fra loro equiparati a tutti gli effetti (art. 74 c.c. modificato dall’art. 1 L. 219/2012).

I discendenti dei figli adottivi del defunto sono equiparati ai discendenti dei figli. Pertanto anche sui beni ereditati dai discendenti di figli adottivi si deve applicare l’aliquota prevista per i parenti in linea retta (Ris. Min. 22 luglio 1996, n. 157).

[2] Si tratta di handicap riconosciuto grave in base alla L. 104/92. Si considerano tali non solo i soggetti che hanno ottenuto il relativo riconoscimento dall’apposita Commissione ma anche i soggetti in possesso del riconoscimento dell’invalidità operato, per differenti cause, da Commissioni mediche pubbliche diverse. Tale certificazione deve evidenziare in modo esplicito la sussistenza dell’handicap grave ai sensi dell’art. 3 c. 3 L. 104/92

Autore immagine: 123rf com


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