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Se l’avvocato non fa appello: quando è responsabile?

6 ottobre 2015


Se l’avvocato non fa appello: quando è responsabile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2015



Perdita di chance per la mancata impugnazione da parte dell’avvocato: il cliente risarcito solo se vi è una probabilità minima di successo pari al 10%.

L’avvocato che non propone l’appello contro la sentenza sfavorevole al proprio cliente è tenuto a risarcirlo solo se quest’ultimo dimostra che avrebbe avuto almeno il 10% di chance di vittoria. È questa la sintesi di una rigorosa sentenza pubblicata dal Tribunale di Fermo [1]. In pratica, l’assistito deve riuscire a provare che, in caso di impugnazione, avrebbe avuto una probabilità di successo anche minima. La perdita di chance, in questi casi, è un danno più che sufficiente per giustificare l’indennizzo da parte del legale poco scrupoloso.

È vero: in larga parte è ormai tramontata la rigida e netta distinzione fra obbligazioni di mezzo e di risultato che, in passato, ha salvato numerosi professionisti dalla responsabilità professionale; tuttavia è sempre necessario che chi agisce in causa dimostri di aver subito un “danno” concreto, effettivo ed attuale. E sicuramente nessun danno può lamentare chi non avrebbe avuto alcuna speranza di successo neanche in secondo grado: sarebbe altrimenti come riconoscere, in capo agli avvocati, quasi un ruolo di “assicurazione” contro la sconfitta.

Al contrario, al comparire anche di un minimo barlume di possibilità di vittoria, la perdita di chance subita per non aver tentato la carta dell’appello va risarcita. A tal fine è necessario che il cliente dimostri come l’esito del giudizio, che in realtà non si è mai tenuto, si sarebbe potuto ragionevolmente risolvere in un senso a lui più favorevole. E per farlo l’assistito insoddisfatto ha a disposizione anche dei semplici indizi, secondo i criteri del “più probabile che non”. Con la conseguenza che, se il cliente lamenta la lesione della possibilità di conseguire un determinato risultato, il pregiudizio risulta tutelabile dal giudice soltanto se la relativa possibilità sfiora almeno la soglia probabilistica del 10%.

note

[1] Trib. Fermo sent. n. 784/15.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. e perchè non 11,5% o 13,333 % ,invece di 99,999% o 50% ???
    il tribunale intedne risarcire non il danno effettivo ma quello probabilistico per cui anche l’entità del risarcimento dovrebbe essere commisurata ata allo stesso criterio percentuale del 10%.
    SEcondo il Tribane se avevi 10 probabilità su 100 di vincere vinci come una lotteria il risarcimemnto integrale del 100% !!!

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