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Lo sai che? Animali domestici: le responsabilità del padrone del cane

Lo sai che? Pubblicato il 6 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 ottobre 2015

Il padrone del cane è tenuto ad occuparsi del proprio animale domestico curandosi che non cagioni danno ad alcuno. In caso contrario, è tenuto a risarcimento e può incorrere in sanzioni penali.

Per ciascun padrone, il proprio cane è senza dubbio il migliore amico: nessuno mai si sognerebbe di mettere in dubbio la buona condotta del proprio fedele amico. Tuttavia, è sempre opportuno prestare attenzione, in quanto la legge prevede obblighi di custodia che, se non rispettati, possono essere fonte di richieste di risarcimento del danno.

In primo luogo, il padrone è responsabile se il cane, ad esempio scappando dal cortile di casa, attraversi la strada causando un incidente. Il padrone è altresì responsabile qualora il cane morda qualcheduno, ovvero qualora aggredisca un altro cane. Ed ancora, egli è responsabile per l’eventuale disturbo arrecato dall’abbaiare del cane al vicinato.

Molteplici sono i profili di responsabilità, sia nell’ambito del diritto civile che nell’ambito del diritto penale.

In generale, il nostro codice civile prevede che il proprietario del cane (ma la norma si applica per qualsiasi danno cagionato da animali in custodia) risponde per i danni che questi abbia provocato [1]. Il padrone è tenuto al risarcimento del danno, dunque, anche se il cane fosse in ipotesi scappato.

Unica esimente, è il cosiddetto “caso fortuito”, con ciò intendendosi il fatto del terzo (ad esempio, se la reazione del cane sia stata la conseguenza di una violenza del soggetto poi aggredito) oppure qualsiasi fatto imprevedibile o comunque inevitabile.

Secondo una recente sentenza del Tribunale di La Spezia, la responsabilità del padrone non può essere esclusa nemmeno nell’ipotesi in cui il cane sia al guinzaglio e porti la museruola, se il cane stesso abbia comunque potuto aggredire, mordendo, una signora [2].

Venendo, invece, ai rapporti di vicinato, il nostro ordinamento, con una disposizione specifica [3], prevede che eventuali rumori, come quelli del continuo abbaiare del cane, debbano essere tollerati. Tuttavia, il superamento del limite della cosiddetta “normale tollerabilità” (su tale concetto, si veda: Rumori dei vicini: quando si considera superata la normale tollerabilità e Se il cane del vicino abbaia e fa rumore: tutela e risarcimento) può determinare una responsabilità del padrone ed il conseguente dovere di risarcire il danno causato. In definitiva: se il cane abbaia troppo o troppo forte, il proprietario ne risponde.

Le sanzioni per i padroni di animali domestici possono essere infine anche di natura penale.

Oltre al risarcimento del danno, il padrone può essere destinatario di un’ammenda (una multa, cioè, per i reati meno gravi) fino a 309 euro, ed addirittura rischia l’arresto sino a 3 mesi, se il cane arrechi disturbo al vicinato [4].

È inoltre penalmente responsabile il proprietario che lasci il proprio cane libero [5]. In questo caso, ciò che giustifica la sanzione è la potenziale pericolosità dell’animale, a prescindere dal fatto che questi cagioni danno ad alcuno. La pena per il padrone è fissata dalla legge in una somma di denaro compresa tra 25 e 258 euro (Si veda: Multa per chi lascia scappare il cane anche se impaurito).

In conclusione, è sempre bene fare attenzione al comportamento del proprio cane: anche se educato ed affabile, può comunque essere fonte di responsabilità civili e penali per il padrone incauto.

note

[1] Art. 2052 cod. civ.

[2] Tribunale La Spezia, sent. n. 28 del 07.07.2015.

[3] Art. 844 cod. civ.

[4] Art. 659 cod. pen.

[5] Art. 672 cod. pen.


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