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Legge 104/92, agevolazioni lavorative per handicap e invalidità

6 ottobre 2015 | Autore:


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Permessi, congedi, collocamento mirato: tutti i benefici lavorativi della Legge 104 per handicap non grave e le agevolazioni per invalidità.

 

Tutte le persone a cui è riconosciuto un handicap, anche se non grave[1] hanno diritto a delle agevolazioni lavorative, per garantire anche a chi si trova in tale condizione di svantaggio il pieno diritto al lavoro: alcuni benefici relativi all’impiego svolto sono connessi all’handicap, altri al riconoscimento dell’invalidità.

Handicap ed invalidità non devono però essere confusi: mentre, con invalidità, s’intende comunemente la riduzione della capacità lavorativa di un soggetto, per handicap si intende la condizione di svantaggio, conseguente ad una menomazione o ad una disabilità, che limita o impedisce il ruolo sociale di un soggetto (in rapporto all’età, al sesso ed al contesto socio-culturale).

Un soggetto può possedere nello stesso tempo sia il riconoscimento dell’handicap (non grave, in situazione di gravità o superiore ai 2/3), sia il riconoscimento dell’invalidità (per avere dei benefici, la percentuale d’invalidità deve essere superiore al 33,33%).

Vediamo ora quali sono i benefici lavorativi previsti per tali soggetti svantaggiati.

Congedo per assistere figli disabili

La legge prevede che il lavoratore, genitore di un minore disabile con handicap grave, abbia diritto al congedo parentale retribuito prolungato. In particolare, la durata massima del congedo parentale si può protrarre per un massimo di 3 anni, con un’indennità pari al 30% dello stipendio; in alternativa, il genitore può chiedere 2 ore di permesso giornaliero retribuito, oppure 3 giorni al mese di permesso retribuito. Questi benefici possono essere richiesti sino al compimento di 12 anni d’età del bambino, grazie al Jobs Act.

È indispensabile, per accedere all’agevolazione, il certificato di handicap con connotazione di gravità, ai sensi della Legge 104[2].

Permessi retribuiti Legge 104

Chi assiste un figlio o un familiare con handicap grave, ha diritto a 3 giorni retribuiti di permesso mensile. Alla stessa agevolazione accede anche il lavoratore portatore di handicap con connotazione di gravità. Il permesso può essere anche frazionato ad ore (2 ore al giorno), ed è necessaria la certificazione specifica, per poterne fruire.

Congedo retribuito di due anni

Chi assiste un parente con handicap grave (certificato) ha diritto a un congedo retribuito, della durata massima di 2 anni nell’arco della vita lavorativa: è possibile assentarsi anche in maniera frazionata.

Il beneficio spetta, nell’ordine: al coniuge che convive col lavoratore, ai genitori, ai figli conviventi, ai fratelli ed alle sorelle conviventi e, in mancanza, ad altri parenti o affini fino al terzo grado; è indispensabile la convivenza col soggetto disabile.

Contributi figurativi aggiuntivi

Il lavoratore con invalidità sopra il 75% ha diritto, a partire dalla data di riconoscimento di tale percentuale di riduzione della capacità lavorativa, a 2 mesi l’anno di contributi figurativi, che si aggiungono alla contribuzione versata per raggiungere prima la pensione. In questo modo, è possibile anticipare la pensione sino a 5 anni.

Pensione anticipata

I lavoratori invalidi dall’80% in su hanno anche diritto di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata, ossia con 60 anni per gli uomini e 55 per le donne. Si applica, a questi requisiti, l’adeguamento della speranza di vita (dunque per il 2015 i requisiti sono 55 anni e 3 mesi e 60 anni e 3 mesi, dal 2016 55 anni e 7 mesi e 60 anni e 7 mesi); per ricevere la pensione, si deve anche attendere una finestra di 12 mesi dalla data in cui maturano i requisiti.

Scelta della sede di lavoro

Il lavoratore con handicap grave, o che assiste un familiare in possesso di handicap grave, ha diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, a meno che non sussistano ragioni ostative motivate dall’azienda.

Se il lavoratore, nelle medesime condizioni, è dipendente pubblico ed ha un’invalidità superiore a 2/3, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.

Rifiuto al trasferimento

Il lavoratore con handicap grave, o che assiste un familiare in possesso di handicap grave, non può essere trasferito in altra sede contro la sua volontà: questo, anche se sussistono ragioni motivate dall’azienda, poiché si tratta di un diritto soggettivo in capo al dipendente.

Lavoro notturno

Il lavoratore che ha a proprio carico un soggetto disabile secondo la Legge 104 non può essere adibito al lavoro notturno contro la sua volontà.

Collocamento mirato

I lavoratori con invalidità civile superiore al 45% hanno diritto al Collocamento Mirato, dunque ad accedere ai servizi di sostegno dedicati, e ad iscriversi alle liste speciali, secondo quanto previsto dalla Legge 68[3].

Inoltre possono essere computati nelle quote di riserva dell’azienda.

Hanno gli stessi diritti anche gli invalidi di guerra, del lavoro e per cause di servizio con percentuale sopra il 33%, con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria.

note

[1] Art.3, Co.1, L.104/1992.

[2] Art.3, Co.3, L.104/1992.

[3] L.68/1999.

Autore immagine: 123rf com

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