Pensione, prestito ai disoccupati, Opzione senza contributivo e precoci

7 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 ottobre 2015



Allo studio le opzioni per la nuova pensione anticipata flessibile nella Legge di Stabilità 2016.

 

Le proposte di una riforma previdenziale che veda una nuova pensione anticipata flessibile si fanno sempre più dettagliate e probabili, man mano che ci si avvicina alla data di discussione della Legge di Stabilità 2016, prevista il 15 ottobre prossimo.

Prestito pensionistico

Una delle ipotesi che gode di un gradimento da più parti è quella del prestito pensionistico: sono state fatte, in merito, due proposte differenti. La prima si basa sull’istituto degli accordi collettivi d’esodo aziendali, e prevede un anticipo della pensione, per i lavoratori, pagato dall’impresa; il lavoratore dovrebbe poi restituire, tramite l’Inps, il prestito all’azienda, una volta raggiunti i requisiti utili al pensionamento.

La seconda proposta riguarda, invece, i disoccupati, ed è studiata apposta per quella fascia di soggetti senza stipendio né pensione, ma al di fuori di accordi d’esodo: una fascia che, a causa del progressivo inasprimento dei requisiti d’età e contribuzione, causato dalla Legge Fornero, si sta sempre più ingrandendo.

Per far fronte a quest’emergenza sociale, i tecnici stanno studiando un prestito pensionistico per disoccupati, che preveda un anticipo di 4 anni della pensione: una volta, poi, maturati i requisiti utili al pensionamento, il lavoratore dovrebbe restituire il prestito in piccole rate, di circa 100 Euro. Una parte dei costi sarebbero a carico dell’Inps.

Opzione donna senza contributivo

Sempre più certa si fa anche l’ipotesi di un restyling dell’Opzione Donna, con dei profondi cambiamenti.

Si vorrebbe, in pratica, dare alle donne la possibilità di pensionarsi con un anticipo di massimo 3 anni rispetto alla maturazione dei requisiti, ed una penalizzazione annua del 3,5%, al posto del ricalcolo contributivo.

Verrebbe, così, tolta l’ingente decurtazione dell’assegno dovuta al metodo contributivo (si stima una media del 25- 30%, anche se “media” è un termine improprio, poiché le penalizzazioni variano moltissimo, da situazione a situazione), ma sarebbe negata anche la grande flessibilità dell’Opzione, che dà la possibilità di collocarsi a riposo a 57 anni e 3 mesi, per le lavoratrici dipendenti, ed a 58 anni e 3 mesi, per le autonome, con una finestra d’attesa, rispettivamente, di 12 e 18 mesi, ed il requisito di 35 anni di contributi.

Si è discusso parecchio di un semplice prolungamento dell’Opzione così com’è, ma il problema consiste nel fatto che, pur comportando questo regime sperimentale dei risparmi per le casse pubbliche nel lungo periodo, comporta, nel breve periodo, più domande di pensione di quelle che i conti pubblici possano reggere.

Pensione anticipata lavoratori precoci

Nella Legge di Stabilità 2016 dovrebbe, finalmente, essere risolto il nodo dei lavoratori precoci, che dovrebbero pensionarsi con 41 anni di contributi, senza limiti d’età. La Quota 41 , come ha detto lo stesso presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, è un diritto: si parla di soggetti che hanno rinunciato alla propria formazione per intraprendere un mestiere da giovanissimi, a causa delle condizioni economiche. Non è giusto che siano penalizzati da una legge troppo rigida ed incapace di distinguere i casi peculiari.

note

Autore immagine: 123rf com

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