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Ipoteca, pignoramento e fermo Agenzia Entrate Riscossione: limiti

26 Agosto 2022
Ipoteca, pignoramento e fermo Agenzia Entrate Riscossione: limiti

Dopo quali soglie l’Agenzia delle Entrate Riscossione può iscrivere ipoteca, pignorare la casa e metterla in vendita, iscrivere il fermo auto o procedere al pignoramento del conto corrente?

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può procedere, sulla base dei debiti iscritti a ruolo e contenuti nelle cartelle esattoriali, con l’adozione di misure esecutive e cautelari in danno ai contribuenti morosi. I poteri dell’Agenzia sono piuttosto incisivi, ma sono comunque subordinati al rispetto di determinate regole procedurali e limiti sostanziali. Essa non è quindi libera di pignorare, iscrivere ipoteca o bloccare l’auto con il fermo. Vediamo in caso di ipoteca, pignoramento e fermo Agenzia Entrate Riscossione i limiti da rispettare.

Limiti ipoteca Agenzia delle Entrate Riscossione

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può iscrivere ipoteca su uno o più immobili del contribuente se e solo se il debito complessivo iscritto a ruolo, per il quale si procede, supera i ventimila euro.

Se si tratta di unica casa di abitazione e residenza, purché non di lusso, l’immobile può essere ipotecato (sempre se il debito complessivo supera 20mila euro) salvo il caso di recupero di rate per l’adesione ai condoni in cui il limite è di 5.000 euro [1]. Tuttavia, una volta iscritta l’ipoteca, l’Agente per la riscossione non può pignorare l’immobile, ossia non può metterlo in vendita con un’asta pubblica. Lo potrebbe però fare qualsiasi altro creditore (per es. la banca, sia che abbia o meno un’ipoteca sull’immobile) e, in tal caso, l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha diritto a partecipare alla distribuzione del ricavato.

Dunque, il fatto che si tratti di “prima casa” non esclude la possibilità di un’ipoteca, ma impedisce che ad avviare la successiva eventuale procedura esecutiva immobiliare sia l’Agenzia delle Entrate Riscossione.

La legge infatti prescrive che l’Agenzia delle Entrate Riscossione non possa pignorare l’immobile che abbia tutte le seguenti caratteristiche:

  • è destinato ad uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente;
  • è l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • non è considerato di lusso.

Per la destinazione abitativa si deve far riferimento alla classificazione catastale dell’immobile (accatastato quindi nella categoria A, escluso A/10) e non alla destinazione d’uso di fatto, requisito, questo, soddisfatto dall’ulteriore previsione della residenza anagrafica. Si considera di lusso l’immobile (fra quelli a destinazione abitativa) che sia classificato in catasto nelle categorie A/8 e A/9.

L’Agenzia può iscrivere l’ipoteca anche a solo titolo di garanzia anche se non vi sono le condizioni per procedere a pignoramento e quindi anche quando l’importo da riscuotere sia inferiore a 120.000 euro ma non sia comunque inferiore a 20.000 euro.

Limiti procedimentali

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può iscrivere ipoteca quando sia stato notificato l’atto impositivo che legittima la riscossione e che costituisce titolo esecutivo. Si tratta quindi dell’avviso di accertamento esecutivo o della cartella di pagamento o dell’avviso di addebito Inps oppure di un atto di rideterminazione degli importi dovuti a seguito di sentenza.

Non è necessario che l’atto sia divenuto definitivo e dunque l’Agente della riscossione vi può procedere anche se il contribuente l’ha impugnato ma non ha chiesto o non ha ottenuto la sospensione dell’atto.

Decorso inutilmente il termine per il pagamento della cartella (60 giorni) e quello per l’esecuzione dell’accertamento esecutivo, l’Agenzia può iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell’importo complessivo del credito. Tuttavia, prima di procedervi, l’Agente per la riscossione deve notificare al debitore una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria contenente l’avviso che in mancanza di pagamento delle somme dovute entro il termine di 30 giorni si procederà in tal senso.

L’omessa notifica della comunicazione preventiva comporta la nullità dell’ipoteca eventualmente iscritta, per violazione dell’obbligo prescritto dalla legge a tutela del diritto di difesa e di contraddittorio endoprocedimentale.

Pertanto, sintetizzando, l’Agenzia può iscrivere ipoteca quando è scaduto il termine:

  • di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, entro il quale l’obbligato è tenuto ad effettuare il versamento delle somme richieste;
  • di 30 giorni decorrenti dal termine per il pagamento delle somme dovute in base all’accertamento esecutivo, dopo i quali le predette sono affidate in carico all’Agente della Riscossione, anche ai fini dell’esecuzione forzata.

Il mancato decorso del termine dilatorio di pagamento comporta l’illegittimità dell’iscrizione dell’ipoteca; per verificare il rispetto dei termini, è necessario che la comunicazione di iscrizione contenga l’indicazione della data di notifica della cartella di pagamento [2].

Limiti fermo auto

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può iscrivere il fermo auto qualunque sia l’importo da riscuotere: a differenza, infatti, di quanto accade nel caso dell’ipoteca, non sono previsti limiti minimi sotto i quali il fermo è impossibile.

Secondo alcuni giudici, tuttavia, la misura cautelare adottata dall’Agenzia deve essere sempre proporzionata al credito da tutelare: tanto per fare un esempio, non si potrebbe iscrivere un fermo, quindi, per un debito di 10 euro. La discrezionalità relativa all’adozione di tale misura non può però tramutarsi in arbitrarietà; diversamente il fermo potrebbe essere annullato per eccesso di potere. La CTR Sicilia, per esempio, ha ritenuto illegittimo, per manifesta sproporzione, il fermo nel caso in cui il contribuente vantava, a sua volta, verso l’erario, un credito maggiore del debito [3].

In base ad alcune direttive interne, per debiti inferiori a 2.000 euro, l’Agenzia delle Entrate Riscossione dovrebbe iscrivere il fermo su un solo veicolo del debitore; per debiti di valore compreso tra 2.000 e 10.000 euro, su un massimo di 10 veicoli e, infine, per debiti di valore superiore a 10.000 euro, su tutti i veicoli del debitore. Tali indicazioni, però, non hanno rilevanza esterna e quindi non possono essere contestate davanti al giudice.

Limiti procedimentali

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può iscrivere il fermo quando è scaduto il termine:

  • di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, entro il quale l’obbligato è tenuto ad effettuare il versamento delle somme richieste;
  • di 30 giorni decorrenti dal termine per il pagamento delle somme dovute in base all’accertamento esecutivo, dopo i quali le predette sono affidate in carico all’Agenzia, anche ai fini dell’esecuzione forzata.

L’iscrizione del fermo deve essere obbligatoriamente preceduta da una comunicazione preventiva (cosiddetto “preavviso di fermo”) inviata al debitore e ai coobbligati da parte dell’Agenzia, contenente l’avviso che se nel termine di 30 giorni non si provvederà al pagamento delle somme iscritte dovute, avrà luogo l’iscrizione del fermo.

In giurisprudenza si è sostenuto che l’AdR non può iscrivere il fermo se già avviato l’espropriazione immobiliare [4].

Limiti pignoramento conto corrente

Nel caso di pignoramento del conto corrente, non ci sono limiti minimi di debito entro i quali l’Agenzia non possa agire. Quindi, è lecito il blocco del conto anche per debiti di piccoli importi poiché, in ogni caso, il pignoramento del conto si limita solo a tali somme (aumentate della metà) mentre la restante parte della provvista resta sbloccata e utilizzabile.

Tuttavia, esistono dei limiti di pignorabilità se sul conto corrente confluiscono, esclusivamente, somme a titolo di stipendio o pensione del contribuente. Per maggiori informazioni leggi “Pignoramento del conto corrente: nuovi limiti”.


note

[1] L’importo di 20.000,00 euro si riferisce al credito complessivamente da riscuotere da parte dell’AdR e quindi può accadere che l’ipoteca sia riferita a crediti di diversa natura. Il limite deve computarsi sommando i ruoli formati da diversi enti, ad es. INPS e Agenzia Entrate.

[2] CTP Reggio Emilia sent. n. 272 del 14.11.2008.

[3] CTR Sicilia sent. n. 37 del 28.01.2013.

[4] CTR Toscana sent. n. 3/2013.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Se la sentenza della Corte di cassazione n 5771 del 2012 stabilisce che il limite per le ipoteche iscritte da equitalia è di 20.000. euro e che tale sentenza indica chiaramente che la legge ,sempre del 2012, debba intendersi retroattiva e quindi le ipoteche precedenti a quella data elevate per debiti inferiori a 20000 euro, devono ritenersi I legittime , perché equitalia prima e l’ag riscossione ora si ostina a rifiutare la cancellazione trincerandosi dietro il fatto che le ipoteche iscritte prima del 2012 sono legittime. Se la legge è le sentenza sono valide equitalia non incorre in una palese violazione e delle norme stabilite da un parlamento legittimo e da una ligittimissima e legittimata corte di cassazione ?

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