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Lo sai che? Liti col fisco, difesa fai da te o dai dipendenti del Caf

Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 ottobre 2015

Riforma Contenzioso Tributario, ampliata l’autodifesa nel contenzioso tributario, difesa estesa ai dipendenti dei Caf.

 

Dalle tante novità introdotte dai decreti attuativi alla Riforma Tributaria, s’intuisce che il Fisco stia iniziando a cambiare rotta, nell’ottica di una maggiore collaborazione col cittadino; due novità senz’altro positive, nel contenzioso tributario, sono la possibilità di autodifendersi per le liti sino a 3.000 euro e la possibilità di farsi difendere dai dipendenti di un Caf. In entrambi i casi si parla del contenzioso davanti alle Commissioni Tributarie.

Autodifesa liti col fisco

È stata innalzata la soglia delle controversie di modico valore, da 2.582,28 a 3.000 Euro: sotto questo limite non si è obbligati ad avere un difensore in giudizio e si potrà dunque beneficiare della difesa fai da te. Questa la modifica alla norma che disciplina l’assistenza tecnica nel processo tributario [1].

L’importo è da intendersi come sola imposta, dunque al netto di sanzioni e interessi.

Ricordiamo che la fase del giudizio davanti alla Commissione Tributaria, anche in caso di autodifesa, deve essere necessariamente preceduta dalla mediazione (estesa, dalla riforma, a tutte le controversie, e non solo a quelle inferiori a 20.000 Euro).

Difesa dai dipendenti del Caf

Non solo avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro: il contribuente potrà scegliere di farsi difendere anche da un dipendente del Caf, che è stato abilitato alla difesa tecnica dalla nuova normativa.

Tuttavia, dipendenti dei Caf saranno legittimati a stare in giudizio non per tutte le controversie, ma solo per le liti derivanti da adempimenti effettuati dagli stessi Caf, nella loro attività di assistenza fiscale.

Non tutti i lavoratori dei Caf potranno, poi , stare in giudizio, ma soltanto coloro che possiedono i seguenti requisiti:

– diploma di laurea in Giurisprudenza (vecchio ordinamento universitario), laurea specialistica o magistrale in giurisprudenza;

– diploma di laurea in Economia ed equipollenti del nuovo ordinamento;

– diploma di Ragioneria;

abilitazioni professionali correlate (consulenti del lavoro, esperti contabili, commercialisti), rilevanti anche se il difensore non esercita autonomamente l’attività professionale.

La Riforma Fiscale fa dunque emergere tre tipologie di soggetti abilitati all’assistenza tecnica:

– difensori che possono assistere il contribuente in tutti i contenziosi tributari (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro);

– difensori che possono assistere il contribuente solo nelle controversie vertenti su settori specifici (ad esempio, gli ingegneri per contenziosi catastali);

– difensori che possono assistere il contribuente solo per attività specifiche (è appunto il caso dei dipendenti del Caf per le contestazioni che riguardano le dichiarazioni dei redditi, come 730 e Modello Unico).

Per quanto riguarda quest’ultima categoria di difensori, dovrà essere emesso un decreto dal Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze) che istituirà un elenco dei soggetti abilitati, ne disciplinerà le modalità di tenuta, ed i casi di incompatibilità, diniego, sospensione e revoca dell’iscrizione all’elenco.

Date le rilevanti novità in materia di contenzioso tributario, è molto probabile che il contribuente possa cadere in errore, commettendo delle irregolarità: il Giudice, allora, prima di dichiarare inammissibile il ricorso, dovrà invitare le parti a regolarizzare gli atti e la documentazione, assegnando un termine perentorio che sanerà i vizi con efficacia retroattiva. Il ricorso sarà dichiarato inammissibile solo in caso di mancato adeguamento della parte interessata all’invito.

note

[1] Art. 12, Dlgs 546/1992.


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