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APE 2015: novità sul nuovo attestato di prestazione energetica

8 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 ottobre 2015



L’APE si rinnova: le dieci cose da sapere sulla targa energetica e le nuove procedure di calcolo.

L’APE, ossia l’Attestato di Prestazione Energetica (il documento che fornisce informazioni sull’efficienza energetica di un immobile) dal 1° ottobre 2015 è cambiato: si rinnova la veste grafica e le modalità di analisi. Scopo della riforma è fornire dati più attendibili rispetto al passato, con parametri più rigorosi e indicazioni di maggior dettaglio per tutti i fruitori, attribuendo ad ogni abitazione una “targa energetica” che definisca in modo univoco, sull’intero territorio nazionale, prestazioni, consumo annuale e fabbisogno energetico degli immobili.

Ecco le 10 principali novità introdotte da tre decreti ministeriali pubblicati nel mese di luglio [1] e in vigore dal 1° ottobre 2015.

1 | Il criterio di calcolo diventa unico in tutta Italia

Le modalità di calcolo per la classificazione energetica degli edifici si uniformano per l’intero territorio nazionale. Sono, quindi, abolite le procedure regionali e al loro posto viene introdotta una base di calcolo unica, tale da consentire una classificazione energetica omogenea in tutte le regioni d’Italia.

Attenzione: in passato molte Regioni virtuose, specie al nord, avevano varato dei propri sistemi di rilascio dell’APE più rigorosi rispetto alla normativa nazionale. Oggi tali criteri non sono più validi e solo alcune Regioni – quelle che hanno recepito interamente la direttiva europea 2010/31/UE – potranno mantenere attivo il proprio sistema di calcolo, che dovrà comunque essere modificato per renderlo più simile a quello nazionale.

2 | Il decreto introduce nuove classi energetiche: A1, A2, A3 e A4

I livelli energetici complessivi passano da 8 a 10. Spariscono le classi A e A+ che indicano gli immobili che consumano meno energia. Al loro posto è stata introdotta una nuova classe A composta da 4 sottoclassi, dove la A4 rappresenta il livello TOP, il più efficiente.

Resta invariata, la denominazione delle altre classificazioni energetiche B, C, D, E e G.

 

Attenzione: G indica il livello (energetico – prestazionale) meno virtuoso ma è anche il più diffuso. In Italia, gran parte delle abitazioni costruite nel periodo compreso tra gli anni 50 e 90 risiede in questa classe.

3 | La procedura di calcolo introduce importanti novità

Sono due le novità sul procedimento di calcolo:

 

– rispetto al passato, il procedimento di calcolo per l’attribuzione della classe energetica prevede un confronto attivo tra l’indice di prestazione globale dell’edificio e quello di un modello virtuale di riferimento chiamato edificio ombra;

– la nuova procedura di calcolo introduce indici e parametri inediti, che tengono in egual conto il fabbisogno sia invernale sia estivo. La precedente impostazione dava maggiore importanza al fabbisogno invernale e rischiava di attribuire un livello energetico molto favorevole ad immobili con buone prestazioni nei mesi freddi, ma che viceversa in estate risultavano molto caldi e poco confortevoli.

Con il nuovo APE, un immobile con targa energetica di livello A garantisce consumi limitati e confort termico in tutti i periodi dell’anno.

Il consumo annuale di riferimento è sempre espresso da un valore la cui unità di misura è il Kwh/mq anno (Kilowatt ora per metro quadro – annuo).

4 | L’attestato è sempre obbligatorio

L’APE è obbligatorio sia per le compravendite che per le locazioni, e deve essere rinnovato ogni qual volta vengano eseguiti lavori di ristrutturazione sull’immobile, che ne modifichino l’assetto energetico.

 

Precisazioni:

– per le nuove costruzioni l’obbligo ricade sul costruttore;

– per i lavori di ristrutturazione o risanamento, l’obbligo ricade sul proprietario dell’immobile.

In ogni caso, L’APE deve essere consegnato all’atto della compravendita o della locazione del fabbricato o dell’unità immobiliare. In particolare:

– in caso di vendita: l’APE va allegato all’atto;

– in caso di affitto: l’APE deve essere allegato al contratto (in questo caso si allega una copia – l’originale resta sempre in possesso del proprietario).

 

Attenzione: Se il contratto è privo di APE, non può considerarsi nullo, ma il locatario è soggetto a sanzioni onerose.

5 | Il format è più intuitivo e accessibile a tutti

Il documento redatto secondo il nuovo modello ministeriale [2] è un elaborato di cinque pagine suddiviso in due parti.

La prima parte – più generica – è di facile comprensione per tutti e indica:

– la classe energetica del fabbricato o dell’unità immobiliare;

– l’indice di prestazione energetica globale, che specifica se nel fabbricato sono presenti fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, etc.) e relativi risparmi energetici ed economici;

 

– foto e dati identificativi dell’immobile;

 

– raccomandazioni per migliorare l’efficienza prestazionale dell’edificio, con eventuali suggerimenti su interventi economicamente convenienti che ne potrebbero migliorare le prestazioni.

La seconda parte – più tecnica – contiene tutte le informazioni di dettaglio arricchite da contenuti specifici, utili agli addetti ai lavori per una conoscenza più approfondita dell’immobile.

Importante: il nuovo format rende più intuitiva per tutti la lettura delle caratteristiche energetiche dell’immobile perché introduce nuovi simboli di immediata lettura (tipo emoticon).

6 | Costo medio richiesto dal tecnico qualificato

L’onorario richiesto per la stesura dell’elaborato varia da regione a regione ed è influenzato da molti fattori che dipendono principalmente dalla metratura e dalle caratteristiche dell’edificio.

Non esistono tariffe fisse, ma i costi normalmente oscillano da 250 a 1.000 euro.

Il nuovo decreto stabilisce anche che l’ENEA – ente designato per la produzione di materiale informativo destinato ai cittadini – dovrà effettuare e divulgare analisi statistiche sul costo medio delle prestazioni professionali, per agevolare l’orientamento dei consumatori.

7 | Se si è già in possesso di un attestato non è necessario rifarlo

Per chi ha già un attestato energetico in corso di validità, il nuovo APE deve essere redatto solo nei casi in cui la vecchia certificazione energetica è in scadenza. Normalmente, la scadenza è 10 anni a partire dalla data di rilascio.

Attenzione: l’APE scade e va rinnovata ogni qual volta:

– si realizzano interventi di ristrutturazione invasivi che modificano le caratteristiche prestazionali dell’involucro o degli impianti;

– gli impianti termici non sono stati sottoposti alle manutenzioni periodiche previste per legge (fra i vari controlli, il più comune riguarda l’efficienza energetica della caldaia – il cosiddetto bollino blu).

8 | Con i nuovi criteri di calcolo può cambiare la classe energetica

In molte regioni è possibile che nel passaggio dal calcolo vecchio a quello nuovo si possano verificare dei declassamenti.

Esempio: una abitazione di classe A può essere retrocessa in classe B.

Ma la classe energetica potrebbe anche salire di categoria nelle aree virtuose che imponevano sistemi di calcolo alternativi più rigorosi (come ad esempio la Provincia di Bolzano).

9 | Il decreto introduce un Format obbligatorio negli annunci di vendita e locazione

È obbligatorio indicare la classe energetica negli annunci di vendita o di locazione.

Il nuovo decreto impone, ad agenzie immobiliari e privati, dei format specifici per tutte le offerte di vendita o locazione, qualsiasi sia il mezzo di comunicazione attraverso cui l’annuncio viene pubblicato (esclusi gli annunci via internet e a mezzo stampa).

Il format è riportato nelle linee guida del decreto e ha come scopo quello di evidenziare:

– la classe energetica di riferimento;

– l’indice di prestazione energetica dell’involucro;

– l’indice di prestazione energetica globale.

10 | Controlli e sanzioni se l’attestato manca o non rispetta la normativa vigente

Il nuovo decreto prevede un aumento delle verifiche d’obbligo sugli attestati energetici depositati. I controlli saranno di tipo random e interesseranno almeno il 2% degli APE, con maggiore attenzione per quelli delle classi più efficienti. Per chi non verrà trovato in regola scatteranno varie sanzioni [3], tra cui:

– se il tecnico che rilascia l’APE non rispetta i requisiti normativi, rischia una sanzione amministrativa da 700 a 4.200 euro, più la segnalazione all’ordine di riferimento;

– se gli edifici – di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazioni sostanziali – sono privi di APE, il costruttore rischia una sanzione amministrativa da 3.000 a 18.000 euro;

– se l’atto di compravendita è privo di APE, il venditore incorre in multe fra 3.000 a 18.000 euro;

– per un contratto di locazione privo di APE, il locatore rischia multe da 300 a 1.800 euro.

note

[1] Gazz. Uff. n.162 del 15/07/2015 – attuazione della direttiva europea 2010/31/Ue e della legge 90/2013.

[2] All. 1 – Decreto Ministeriale del 26/06/2015 (linee guida per l’APE).

[3] sanzioni fissate dall’art. 15 del Dlgs 192/2005.

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