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Colloquio di lavoro: 10 errori da non fare

9 Ott 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Ott 2015



Assunzioni, cosa non fare al colloquio di lavoro: i consigli dei selezionatori.

Trovare lavoro non è certamente semplice, specialmente di questi tempi, in cui le aziende licenziano e non assumono quasi mai. Tuttavia, se abbiamo la fortuna di essere convocati per una selezione, non sprechiamo quest’occasione commettendo errori banali, ma sfruttiamola al meglio: vediamo insieme, a questo proposito, le 10 cose da non fare al colloquio di lavoro.

Abbigliamento fuori luogo

Presentarsi al colloquio vestiti da spiaggia, in ciabatte, con abiti sgargianti, troppo sexy, o trasandati, maleodoranti o spettinati: in ognuno di questi casi avremo “regalato” una pessima impressione al nostro interlocutore o all’azienda. Può ottenere l’effetto contrario e farci sembrare fuori luogo anche un abbigliamento eccessivamente elegante: meglio vestirsi in modo semplice, sobrio e formale, a meno che l’ambiente di lavoro non sia particolarmente creativo.

Non vedere l’ora di scappare

Se ci fanno accomodare ed attendere, evitiamo di sbuffare o guardare continuamente l’orologio, o domandare “ci vorrà molto?”. Dobbiamo dare l’impressione che lavorare per quell’azienda sia la nostra priorità su tutto, al resto penseremo dopo. Inoltre potrebbe essere una prova per misurare la nostra pazienza o per osservare come ci comportiamo nei momenti di attesa. Portiamoci qualcosa da leggere, per evitare di lasciare impressioni sbagliate.

Presentarsi in ritardo

Ovviamente, mai presentarsi al colloquio in ritardo: la puntualità è una delle prime qualità delle quali le aziende non possono fare a meno. Se proprio è accaduto l’irreparabile, telefoniamo in anticipo, avvertendo del ritardo, ed utilizzando una scusa grave e credibile.

Masticare al colloquio

Evitiamo di masticare la gomma al colloquio, o di chiedere qualcosa da mangiare o da bere (al limite, se proprio ci si è azzerata la salivazione, possiamo chiedere un bicchier d’acqua): il biglietto da visita del masticatore cronico non lascia un’alta immagine della nostra persona.

Rispondere al cellulare

Mai rispondere al cellulare durante un colloquio di lavoro: non solo perché dobbiamo concentrarci sull’azienda e lasciare tutto il resto al di fuori, ma anche per una questione di rispetto verso chi ci sta ricevendo. È consigliabile spegnere il telefonino, o metterlo in modalità silenziosa. Mai mandare sms durante la conversazione: è segnale di grave disinteresse, oltreché maleducazione!

Esprimersi male

Esprimersi in modo sgrammaticato, o troppo colloquiale o confidenziale è un pessimo biglietto da visita, come presentarsi in ritardo o in pantofole. Utilizziamo un tono calmo, parliamo in modo chiaro, senza correre o mangiarci le parole, senza né urlare, né sussurrare: riusciremo così, nonostante l’emozione, a formulare delle frasi di senso compiuto.

Raccontarsi troppo

Raccontare la storia della propria vita, compresi episodi personali e poco attinenti, o parlare di gravi errori commessi negli impieghi precedenti, certamente non aiuta: meglio “aggiustare” la realtà, e non mostrare troppa confidenza, poiché tutto può essere usato a nostro svantaggio.

Parlare di ferie, permessi, malattia

Niente di più deleterio che parlare dei giorni liberi: saremo percepiti come i classici dipendenti che non vedono l’ora di andar via dal lavoro o di trovare un impiego per mettersi in malattia. Meglio fingere uno stakanovismo che non abbiamo (ma non esageriamo neppure in quel senso, poiché risulteremmo poco credibili).

Parlare della paga

Non solleviamo l’argomento retribuzione, premi e benefits, a meno che non sia il selezionatore a parlarcene: dobbiamo dare l’impressione di essere lì perché amiamo quel lavoro, perché siamo animati da passione per quel che facciamo, non soltanto per i soldi!

Mostrarsi troppo insicuri o troppo spavaldi

Durante le presentazioni ed i saluti, anche se siamo degli insicuri cronici, evitiamo come il fuoco la mano moscia, segno di un forte disagio; durante la conversazione, guardiamo dritto negli occhi l’interlocutore (senza risultare aggressivi o con sguardo di sfida, però!), e tratteniamo i tic (come mangiarsi le unghie o dondolare le gambe), nel limite del possibile. Non dimostriamo, d’altra parte, neppure troppa spavalderia: evitiamo la stretta di mano stritolatrice, non corichiamoci sulla sedia, gesticoliamo poco, evitiamo di assumere un’aria aggressiva ed inquisitoria. Insomma, la virtù sta nel mezzo: semplicemente, utilizziamo un atteggiamento serio e pacato, sorridiamo senza esagerare, non mostriamoci né timidi né sbruffoni.

note

Autore immagine: 123rf com


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