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Trovare lavoro, le competenze che devi avere nel curriculum

10 ottobre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 ottobre 2015



Le competenze indispensabili nel Curriculum vitae secondo le aziende, da un’Indagine di Manager Italia.

Di consigli su come trovare lavoro il web è pieno: ogni recruiter, ogni azienda, ogni esperto dice la sua, ma la realtà, tirando le somme, è che non esistono dei consigli su come farsi assumere che vadano bene per tutti, poiché le competenze e le esperienze richieste variano molto, da impiego a impiego.

Tuttavia, a prescindere dalla preparazione nello specifico mestiere, ci sono delle competenze che non possono proprio mancare nel curriculum, anche se si tratta di candidati studenti o neolaureati senza esperienza: è quanto emerso da una recente indagine di Astraricerche, svolta per Manager Italia.

I dati che risultano dalla ricerca parlano chiaro: dei 1.200 manager intervistati su quali siano le competenze indispensabili per farsi assumere, quasi tutti concordano su 10 elementi chiave che non possono mancare nel curriculum. Vediamoli insieme.

Esperienze di lavoro durante gli studi

È molto importante, secondo chi assume, che un candidato abbia delle pregresse esperienze lavorative. Non importa se si tratta dei classici lavoretti saltuari da studenti, di esperienze in settori completamente differenti, o di volontariato: quello che conta è essere preparati ad affrontare il mondo del lavoro, comprendere la differenza tra impiego e studi e comprendere le responsabilità che ne derivano. Certo, se poi vi fosse un’esperienza già attinente con l’impiego per cui ci si candida, non potrebbe che essere valutata positivamente, ma, parlando di studenti o neolaureati, ovviamente l’azienda non può pretendere un’esperienza “senior”.

Competenze informatiche e digitali

È vero che l’aver acquisito conoscenze nel campo informatico non dovrebbe interessare tutti i mestieri, ma è altrettanto vero che oggi, per qualsiasi aspetto della vita quotidiana, non possiamo fare a meno delle tecnologie digitali. Le conoscenze informatiche sono ormai indispensabili anche per un commesso, che deve saper utilizzare il software gestionale di cassa e magazzino, o per un cameriere, che può prendere gli ordini via palmare.

Tutti, comunque, siamo capaci di utilizzare pc, smartphone e tablet, allora come distinguersi dalla concorrenza?

Il di più, in questo caso, può essere la conoscenza di specifici programmi utili al mestiere, la conoscenza dei programmi Office come utenti esperti (mostriamo di saper utilizzare funzioni specifiche), o, ancora, avere delle basi di programmazione o di conoscenza hardware: il 59,4% dei manager intervistati lamenta, infatti, le scarse conoscenze digitali dei candidati. Sono benvenute, ovviamente, tutte le certificazioni nel campo informatico.

Competenze linguistiche

Anche la scarsa conoscenza delle lingue straniere è un problema dei quali chi assume si lamenta spesso. Per far brillare il curriculum, si dovrà partire da una buona conoscenza della lingua inglese scritta e parlata (dal livello B1 in su), e continuare con la conoscenza di almeno un’altra lingua: il tedesco è tra le più richieste, ed emergono anche russo, arabo e cinese. Vanno bene anche spagnolo, francese e portoghese. La certificazione della conoscenza della lingua è molto utile, se non indispensabile.

Esperienza all’estero

Un’esperienza di lavoro o studio all’estero, anche un Erasmus, spingono verso l’assunzione il 71,6% dei selezionatori: non solo perché, in questo modo, si ottiene una perfetta padronanza della lingua straniera, più che in qualsiasi corso, ma anche perché ci si deve confrontare con una realtà diversa, lontana e sconosciuta. Un ottimo banco di prova per qualsiasi candidato.

Master o formazione specialistica

Chi non ha esperienze di lavoro ed ha completato gli studi trova difficoltà a reperire un impiego, perché non ha nessun mestiere in mano, complice il nostro ordinamento universitario, che forma, nella maggior parte dei casi, dei tuttologi senza né arte né parte. In attesa dell’entrata in vigore delle riforme in materia, che prevedono, finalmente, l’alternanza tra studio e lavoro, iscriversi ad un master o a un corso di formazione specialistica aiuterà senz’altro ad acquisire delle competenze professionali e a “possedere” un mestiere, grazie anche agli stage previsti durante questi percorsi.

Problem solving

Quante volte leggiamo, negli annunci, “ottime capacità di problem solving”? Ebbene, se riportiamo, così com’è, questa frase nel curriculum, non avremo proprio risolto niente. Risolvere i problemi, affrontare le difficoltà in maniera positiva e propositiva è una competenza chiave che i selezionatori riscontrano in pochi candidati. Allora, se siamo davvero dei maghi del problem solving, non ci basterà scriverlo, ma spiegare perché, anche esponendo in che modo si affrontano le quotidiane difficoltà lavorative.

Lavoro di squadra

Anche in questo caso, non è difficile scrivere nel curriculum “ottime capacità di lavoro in team”. Dobbiamo però spiegare perché lavoriamo bene in gruppo, in che modo collaboriamo con i colleghi, quali risultati abbiamo o vorremmo ottenere. Lavorare in squadra, “fare gruppo”, non è semplice, poiché c’è sempre chi vuole prevaricare gli altri, chi cerca di non fare nulla, e chi vuole prendersi tutto il merito dei risultati ottenuti. Dobbiamo dimostrare di aver compreso il concetto di squadra, di collaborazione, di successi e sconfitte, che non sono del singolo, ma di tutto il gruppo.

Resilienza

Questa è una parola di recente utilizzo, ormai usata e abusata nei curriculum. Chi è davvero resiliente, è capace non solo di resistere alle difficoltà, ma di riadattarle a proprio vantaggio: come chi, ad esempio, anziché piangere sulla crisi di un vecchio mestiere, riesce a creare delle nuove competenze utili. Se davvero siamo dei lavoratori resilienti, dovremo spiegare perché, non basterà scrivere “ottime capacità di resilienza”.

Comunicazione

Le capacità comunicative possono manifestarsi in mille modi: non solo, in via diretta, con colleghi e clienti, ma anche via telefono, tramite presentazioni pubbliche o via internet. Può essere un fattore positivo la nostra rete di contatti social: i selezionatori ricercano dei candidati che siano parte attiva della società, non persone avulse dalla realtà. Il lavoratore deve sapersi rapportare con tutti, non solo con i colleghi; inoltre, una folta rete di contatti porta senz’altro un ritorno d’immagine positivo verso l’azienda.

Reputazione online

Sino a qualche anno fa la parola e-reputation nemmeno esisteva; adesso, invece, la reputazione online è diventata un aspetto importante, del quale non possiamo disinteressarci. Che cos’appare su di noi in internet? Il primo modo per saperlo è digitare su Google il nostro nome e cognome, ed analizzare le nostre bacheche e pagine sui social. Ripuliamo il tutto da foto e post poco opportuni (certo, il poco opportuni dipenderà dal tipo di lavoro che stiamo cercando, ad esempio immagini e commenti originali andranno benissimo per un creativo, ma è sempre meglio cancellare la foto che ci ritrae ubriachi dopo una serata), e lasciamo solo quello vogliamo far emergere di noi. Troppo lungo e difficile? Ci sono dei professionisti specializzati che possono farlo per noi: il servizio non è gratis, ma bisogna considerarlo un investimento per il futuro, qualsiasi mestiere decidiamo di svolgere.


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1 Commento

  1. Interessante che per poter lavorare bisogna fingersi persone per bene, cancellando i segnali delle nostre malefatte, come se nel tempo non uscisse fuori in ogni caso cosa siamo realmente, al di là delle competenze tecniche acquisite in tutti sti costosissimi master e corsetti vari che stanno spennando le giovani generazioni facendo della preparazione una scusa per fare business.

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